
L'associazione internazionale di armatori e operatori marittimi
International Chamber of Shipping (ICS), pur sostenendo gli
obiettivi di rivitalizzare ed espandere l'industria della
cantieristica navale e la capacità marittima negli Stati
Uniti indicati dall'America's Maritime Action Plan presentato dal
governo americano
(
del
16
febbraio 2026), ha tuttavia espresso la propria contrarietà
rispetto a qualsiasi proposta di tasse portuali, «inclusa - ha
specificato l'ICS in una nota - la proposta di una tassa universale
per le infrastrutture o per la sicurezza sulle navi commerciali
costruite all'estero che attraccano nei porti statunitensi»
che verrebbe introdotta in attuazione del piano statunitense.
Secondo l'associazione, «l'imposizione di tasse basate sul
peso del tonnellaggio importato, a livelli che vanno da un centesimo
al chilogrammo a 25 centesimi al chilogrammo, rappresenterebbe un
notevole onere aggiuntivo per il trasporto marittimo. Tali misure -
ha specificato l'ICS - rischiano di distorcere gli scambi
commerciali, aumentare i costi per i consumatori e le imprese
statunitensi, interrompere il regolare flusso del commercio globale
e incoraggiare misure di ritorsione».
Manifestando la ferma convinzione «che il trasporto
marittimo possa gestire gli scambi commerciali liberamente, in modo
efficiente e senza inutili barriere», l'associazione ha
rilevato che «la natura globale del trasporto marittimo
richiede soluzioni politiche attentamente coordinate e che evitino
conseguenze indesiderate per le supply chain e per la stabilità
economica».