
Il gruppo CK Hutchison Holdings (CKHH) di Hong Kong ha reso noto
di aver avvertito il gruppo armatoriale A.P. Møller-Mærsk
che se la sua società integralmente controllata APM Terminals
assumerà la gestione dei terminal dei porti panamensi di
Cristóbal e Balboa senza l'espresso consenso della CKHH
causerà danni alla stessa CK Hutchison Holdings e alle sue
filiali Hutchison Port Holdings (Hutchison Ports) e Panama Ports
Company (PCC) e ciò comporterà la presentazione di un
ricorso contro APM Terminals. Quest'ultima, infatti, aveva espresso
la propria disponibilità a gestire i due porti dopo che lo
scorso mese Corte Suprema di Giustizia di Panama aveva dichiarato
l'incostituzionalità della legge sul contratto di concessione
nel cui ambito Panama Ports Company gestisce i due scali portuali
panamensi, stabilendone la decadenza
(
del
30
gennaio e
2
febbraio 2026).
Evidenziando che la prosecuzione delle operazioni ai terminal di
Balboa e Cristóbal dipende esclusivamente dalle azioni della
Corte Suprema di Panama e dello Stato panamense e che la sua
sentenza per la risoluzione della concessione rende illegali le
operazioni di PPC a Balboa e Cristóbal, rendendo impossibile
qualsiasi prosecuzione delle operazioni ai terminal, e ricordando
che Panama Ports Company ha conseguentemente avviato un procedimento
arbitrale contro la Repubblica di Panama (inforMARE
del 4
febbraio 2026), CK Hutchison Holdings ha specificato che
continuerà a consultare i propri legali relativamente a tutti
i ricorsi possibili contro la sentenza della Corte Suprema, incluso
l'avvio di ulteriori procedure legali nazionali e internazionali
contro la Repubblica di Panama, i suoi agenti e terze parti colluse
con loro in questa vicenda.
In una nota odierna il gruppo di Hong Kong ha precisato,
tuttavia, che, «nonostante questi sviluppi, CKHH rimane
pienamente impegnata a garantire che PPC adotti tutte le misure
ragionevolmente disponibili per salvaguardare i dipendenti che
partecipano alle sue operazioni, evitare interruzioni alle
operazioni portuali, nonché nei confronti dei clienti e dei
fornitori, e per facilitare il flusso di navi e merci in transito
nel canale di Panama, come ha sempre fatto, a condizione che le
azioni della Corte Suprema di Panama e dello Stato panamense lo
consentano».
CKHH ha poi denunciato che «lo Stato panamense non ha
fornito a PPC alcuna garanzia o chiarezza in merito alle operazioni
della PPC nei porti di Balboa e Cristóbal e continua a
spingere per un'interruzione forzata o per l'acquisizione delle
attività della PPC, causando ulteriori disagi e danni. Se la
pubblicazione della sentenza dovesse comportare la risoluzione della
concessione di PPC - ha avvertito il gruppo cinese - la conseguenza
immediata sarebbe quella di rendere impossibile la gestione dei
terminal di PPC nei porti di Balboa e Cristóbal. Di
conseguenza, in questa fase, la prosecuzione dell'operatività
dei porti dipende esclusivamente dalle azioni della Corte Suprema di
Panama e dello Stato panamense, azioni che sono ovviamente
totalmente al di fuori del controllo di CKHH, HPH e PPC».