 Quando ci sono da distribuire dei soldi pubblici le parti
politiche fanno a gara per intestarsi la titolarità del
provvedimento. Così è per gli emendamenti al decreto
Milleproroghe per la proroga al 31 dicembre 2007 del bonus portuale,
lo strumento previsto dall'articolo 1, comma 471, della legge
197/2022 che ha istituito istituito “il Fondo per
l'incentivazione alla qualificazione del lavoro portuale, con una
dotazione di tre milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2023 al
2026, destinato alla concessione, per il periodo dal primo gennaio
2023 al 31 dicembre 2026, di un contributo, denominato «buono
portuale», pari all'80% della spesa sostenuta, in favore delle
imprese titolari di autorizzazione o di concessioni rilasciate
rispettivamente ai sensi degli articoli 16, 17 e 18 della legge 28
gennaio 1994 n. 84, e dell'articolo 36 del codice della navigazione,
di cui al regio decreto 30 marzo 1942, n. 327”.
Il testo legislativo specifica che il contributo “è
destinato a: a) agevolare il conseguimento ovvero il rinnovo della
patente e delle abilitazioni professionali per la guida dei veicoli
destinati all'esercizio dell'attività di trasporto, ovvero
movimentazione di persone e di merci all'interno delle aree
portuali, da parte dei propri dipendenti, a tal fine riconoscendo un
«buono portuale» di importo massimo pari a 2.500 euro
per una sola volta per ciascun dipendente; b) sviluppare modelli di
organizzazione e di gestione come indicati, a titolo
esemplificativo, dall'articolo 30, comma 5, del decreto legislativo
9 aprile 2008, n. 81, a tal fine riconoscendo un «buono
portuale» di importo massimo pari a 10.000 euro per ciascuna
impresa; c) incentivare azioni di riqualificazione del personale
attraverso modelli di formazione funzionali alla riqualificazione
dei lavoratori e al mantenimento dei livelli occupazionali rispetto
all'avvio di processi di automazione e digitalizzazione, a tal fine
riconoscendo un «buono portuale» di importo massimo pari
a 50.000 euro per ciascuna impresa”.
Per il Partito Democratico, Valentina Ghio, vicepresidente del
gruppo PD alla Camera, ha espresso «soddisfazione per
l'approvazione dei miei due emendamenti che prorogano per il 2026 le
misure previste dall'articolo 199, a sostegno di lavoro e imprese
che operano nei porti, e intervengono sul bonus portuale. Strumenti
fondamentali per garantire continuità occupazionale e
operatività in un settore strategico per il Paese. La mancata
proroga - ha evidenziato Ghio - avrebbe messo diverse aziende in una
condizione di seria difficoltà, con ripercussioni dirette
sull'occupazione e sulla tenuta del sistema portuale. Ora però
- ha aggiunto la rappresentante del PD - il governo deve attivarsi
con urgenza sulla tutela e sulla sicurezza del lavoro portuale come
chiedono sindacati e associazioni, a partire dalla convocazione del
tavolo promesso ormai da mesi per lo sblocco del fondo destinato
all'anticipo pensionistico dei lavoratori portuali. Occorre inoltre
avviare con determinazione il percorso per il riconoscimento del
lavoro portuale come lavoro usurante: su questo tema giacciono in
Parlamento diverse proposte di legge, tra cui una a mia prima firma,
che attendono di essere discusse. Dopo il voto sugli emendamenti
servono atti concreti per dare risposte attese da tempo da
lavoratrici, lavoratori e imprese del settore».
Per la Lega, i parlamentari Manfredi Potenti e Francesco
Bruzzone hanno rivendicato «un altro risultato concreto della
Lega a sostegno dei lavoratori e delle imprese dei porti. Con
l'approvazione dell'emendamento al decreto Milleproroghe - hanno
spiegato - viene rafforzato e prorogato il buono portuale,
estendendone l'operatività fino al 2027 e ampliandone in modo
significativo l'efficacia. La misura incrementa le risorse
disponibili, aumenta gli importi dei contributi e allarga la platea
dei beneficiari, sostenendo la formazione, il rinnovo delle patenti
e delle abilitazioni professionali, oltre agli investimenti in
organizzazione, digitalizzazione e sostenibilità delle
imprese portuali. Si tratta - hanno specificato Potenti e Bruzzone -
di un intervento mirato che risponde alle reali esigenze del cluster
portuale, valorizza il lavoro, rafforza la competitività dei
nostri scali e garantisce una programmazione di lungo periodo per
aziende e occupazione. La Lega conferma così il proprio
impegno concreto per l'economia del mare, i porti e chi ogni giorno
lavora per far crescere il sistema logistico e produttivo del
Paese».
Ad esultare non sono solo le parti politiche, ma anche,
evidentemente, i destinatari dei benefici. E l'Associazione Italiana
Terminalisti Portuali (Assiterminal) non lesina quindi
ringraziamenti, non trascurando il ruolo nella vicenda del Movimento
5 Stelle attraverso il suo parlamentare Roberto Traversi, quello di
Fratelli d'Italia attraverso il suo parlamentare Salvatore Deidda
per finire con il peso del vice ministro Edoardo Rixi. «Erano
anni - ha ricordato il direttore dell'associazione, Alessandro
Ferrari - che, come cluster delle aziende portuali, provavamo a
intervenire sulla norma del bonus portuale per renderla esigibile, e
finalmente efficace. L'idea iniziale nasce da un'intuizione
condivisa con l'onorevole Traversi nel 2022 per dare una spinta alle
aziende operanti nei porti sulla formazione dei propri operatori sui
temi più attuali e qualificanti in funzione dei cambiamenti
necessari e in atto dei processi organizzativi come
digitalizzazione, ESG, nonché per l'adozione di modelli
gestionali soprattutto focalizzati alla compliance e per favorire,
anche verso processi di nuove assunzioni o di job rotation ,
l'acquisizione di patenti di guida e titoli abilitativi che hanno
sempre un costo rilevante. Come purtroppo a volte accade - ha
precisato Ferrari - la prima norma applicativa ha reso la fruizione
dei benefici troppo articolata, farraginosa e talmente rigida da far
perdere interesse alle imprese, rischiando di vanificare l'obiettivo
che ci eravamo posti. Finalmente e grazie a un allineamento astrale
che recentemente si verifica sempre meno, sia le strutture
ministeriali che la Commissione Trasporti della Camera dei deputati,
hanno intuito il valore della progettualità che stava dietro
alla riformulazione della norma finalizzando il risultato
nell'approvazione del nuovo testo nel cosiddetto Milleproroghe».
«Non appena sarà concluso l'iter parlamentare - ha
proseguito il direttore di Assiterminal - le aziende della
portualità avranno l'opportunità per il 2026 e 2027 di
pianificare e programmare le loro attività contando anche su
risorse e strumenti messi a disposizione dallo Stato, funzionali a
una maggiore efficienza e alla valorizzazione della crescita
professionale delle proprie persone: questo risultato premia quella
che dovrebbe sempre essere la vera partnership tra pubblico e
privato, soprattutto nei porti dove gli uni e gli altri esistiamo
proprio in base a questo presupposto giuridico. E quindi - ha
concluso Ferrari - grazie presidente Deidda, grazie a tutti gli
onorevoli che indistintamente dall'appartenenza politica hanno
condiviso questo percorso, nonché alla struttura del
Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti guidata dal vice
ministro onorevole Rixi».
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