 Oggi Fincantieri, nell'ambito di una presentazione agli
investitori, ha illustrato il proprio piano industriale 2026-2030
che - ha spiegato l'azienda - è basato su quattro pilastri:
incremento della capacità produttiva, aumento della
produttività, rafforzamento dei progetti strategici e
crescita nelle adiacenze. La prima azione, volta a rispondere alla
forte crescita della domanda nel segmento Difesa, è
incentrata sul raddoppio della capacità di produzione di navi
di superficie nei cantieri italiani e una riduzione dei tempi di
costruzione delle fregate FREMM di 18 mesi. Allo stesso tempo è
prevista la riallocazione dei volumi civili nei cantieri navali
rumeni del gruppo e un'espansione in Vietnam che - ha precisato
Fincantieri - permetteranno di ottimizzare la struttura di costo in
tutte le linee di business. L'azienda ha specificato che in Italia
gli investimenti includono la conversione del cantiere di
Castellammare di Stabia, nel quale saranno realizzate esclusivamente
navi per la Difesa, la realizzazione di una terza linea di varo nel
cantiere di Riva Trigoso e l'utilizzo delle aree dell'Arsenale di La
Spezia per la produzione di sottomarini. Si prevede inoltre un
adeguamento dei cantieri in Romania, a supporto dell'aumento della
produzione di sezioni di navi da crociera ricollocati dall'Italia,
con un effetto domino sul segmento Offshore e Navi speciali.
Quest'ultimo - ha precisato ancora l'azienda - sarà a sua
volta riorganizzato in base alle esigenze produttive, con la
possibile realizzazione, soggetta a una crescita degli ordinativi
offshore, di un nuovo cantiere in Vietnam destinato a raddoppiare la
capacità produttiva in Asia orientale.
Per incrementare la produttività Fincantieri punta su tre
iniziative: operations excellence, evoluzione dell'indotto e
long-term resource planning. Con la prima intende implementare un
nuovo modello operativo basato sulla centralità dei dati a
copertura dell'intero ciclo di vita delle navi, attraverso:
progettazione 3D integrata, potenziata da feedback lungo l'intero
ciclo di vita; pianificazione 4D della produzione dinamica, per
evitare colli di bottiglia attraverso algoritmi proprietari di
intelligenza artificiale; costruzione il più possibile
automatizzata attraverso linee automatiche, cobot e robot umanoidi
guidati da pacchetti di lavoro digitali; ottimizzazione lungo
l'intero ciclo di vita della nave, attraverso una raccolta dati
continua attraverso Fincantieri Digital Ecosystem (FDE) - Navis
Sapiens. Inoltre, Fincantieri intende inoltre mettere in campo una
serie di azioni volte a garantire l'efficace esecuzione del backlog,
con un focus particolare sulle operazioni in Italia e Romania:
partnership con i fornitori best in class; supporto ai processi di
consolidamento della supply chain; implementazione di iniziative a
supporto dell'assunzione di personale qualificato; riqualificazione
delle competenze delle risorse interne dedicate alla supervisione
della produzione; rafforzamento del programma di welfare di filiera
PartnerSHIP.
Fincantieri ha evidenziato che l'aumento della produttività
sarà accompagnato da un aumento della forza lavoro del gruppo
navalmeccanico a copertura dei fabbisogni del piano 2026-2030, con
un numero di lavoratori diretti che si prevede raggiungerà
circa 27.500 unità nel 2030, unitamente a un programma di
reskilling e upskilling per supportare l'implementazione di nuove
tecnologie digitali e di intelligenza artificiale nei cantieri
navali, con specifiche attività che saranno svolte in
collaborazione con università e centri di formazione di
primissimo livello. Attraverso queste iniziative l'azienda ritiene
che la produttività delle proprie risorse sarà
accresciuta del 25% al 2030.
Relativamente al potenziamento dei progetti strategici, è
previsto il rafforzamento delle iniziative già lanciate nel
precedente ciclo industriale, ovvero procurement excellence, clean
transition solutions e FDE - Navis Sapiens. Fincantieri ha ricordato
che, con 300 azioni già avviate e più di 300 risorse
coinvolte, il programma di procurement excellence prevede
l'applicazione di soluzioni digitali e di intelligenza artificiale
al fine di abilitare un modello avanzato di supply management,
orientato al miglioramento delle performance economico-finanziarie,
a un'esecuzione impeccabile del backlog e alla gestione proattiva
dei rischi della catena di fornitura. Per quanto riguarda la clean
transition, l'azienda ha specificato che prosegue il lavoro per
creare le condizioni necessarie per anticipare progressivamente i
target regolamentari e le esigenze dei clienti, attraverso lo
sviluppo di soluzioni per sistemi alternativi di generazione di
energia, efficienza idrodinamica, efficienza energetica e Smart
Energy Management. In tale ambito, Fincantieri ha confermato
l'obiettivo di realizzare la prima nave da crociera net zero nel
2035. Inoltre è prevista l'implementazione del Fincantieri
Digital Ecosystem (FDE), l'infrastruttura digitale che abilita la
Navis Sapiens, una nuova generazione di navi connesse, intelligenti
e continuamente aggiornabili. Fincantieri ha ricordato che FDE è
una piattaforma unificata e modulare che garantisce scalabilità
e un'evoluzione continua del prodotto nave lungo tutto il suo ciclo
di vita.
Quanto al pilastro della crescita nelle adiacenze, è
programmata una strategia selettiva di crescita inorganica
incentrata su: un'accelerazione nel segmento nell'Underwater non
convenzionale; acquisizioni di tecnologie per innovare prodotti e
processi e aumentarne l'efficienza; acquisizioni di piccole realtà
su base opportunistica. In particolare, nel segmento delle navi da
crociera si prevede: un incremento della capacità e
dell'efficienza produttiva, tramite l'aumento della produzione di
alcune sezioni di scafo in Romania; l'estensione delle iniziative di
efficientamento nella produzione degli scafi e nell'allestimento a
tutti i cantieri; l'implementazione di un programma di rafforzamento
di Marine Interiors, volto ad accrescerne la competitività
sia tramite azioni di efficientamento sia attraverso una maggiore
valorizzazione dei servizi di post-vendita per clienti non captive;
l'avvio di una proposta integrata di soluzioni di Service &
Refitting. In ambito Difesa le principali iniziative si concentrano
su: incremento della capacità produttiva, con una
significativa riduzione attesa nei tempi di costruzione di fregate e
sottomarini, supportata dalla conversione del cantiere di
Castellammare di Stabia e dall'integrazione dell'arsenale di La
Spezia; aumento della produttività attraverso una nuova panel
line; la diversificazione della presenza internazionale, per
imprimere un'accelerazione alle opportunità di export; lo
sviluppo della Nave del Futuro - navi porta droni e navi di
superficie riconfigurabili. Per le attività del gruppo negli
Stati Uniti, si prevede: la ri-prioritizzazione dei programmi da
parte della US Navy, con assegnazione di nuovi ordini navali in
negoziazione; la conferma di Fincantieri Marine Group (FMG) come
cantiere strategico per lo sviluppo di programmi futuri; lo sviluppo
di una partnership strategica nel settore dei sistemi unmanned. Nel
segmento di business Offshore e Navi speciali, le iniziative del
piano prevedono: la crescita della produzione delle sezioni di navi
da crociera nel cantiere di Tulcea e investimenti nel cantiere di
Braila e in Vietnam; il rafforzamento della produttività in
Romania a sostegno dell'aumento della marginalità; la
specializzazione dei cantieri norvegesi con sviluppo dei segmenti
Naval e Repair; lo sviluppo di un nuovo polo di ingegneria in
Vietnam. Nel segmento Underwater, il piano include iniziative
incentrate su: lo sviluppo commerciale di soluzioni non
convenzionali per la Marina Militare italiana e per altre marine
estere; accordi con player civili e dual-use per soluzioni nel campo
delle infrastrutture subacquee (per es. DEEP, Survey, IMR); fare
leva su partnership strategiche per rafforzare il posizionamento
tecnologico; l'esplorazione continua di nuove tecnologie.
Gli investimenti industriali previsti nel periodo 2026-2030 sono
pari a circa 1,9 miliardi di euro, di cui 250 milioni in funzione
dell'eventuale raddoppio della produzione Offshore in Vietnam, e -
ha specificato Fincantieri - saranno interamente finanziati dalla
generazione di cassa operativa, la quale consentirà
un'accelerazione del deleveraging e supporta la valutazione
dell'avvio di una politica di dividendi, soggetta ad approvazione
del consiglio di amministrazione, a partire dal 2028, subordinata ai
risultati dell'esercizio 2027.
Circa l'andamento dei risultati finanziari, il piano prevede
ricavi al 2030 pari a circa 12,5 miliardi di euro, con un incremento
del +40% rispetto al 2025 e una crescita annua media dei ricavi
dell'8% nel periodo 2026-2030, un EBITDA al 2030 di circa 1,25
miliardi (+90% rispetto al 2025) e un utile netto di circa 500
milioni di euro nel 2030.
Relativamente al solo esercizio annuale 2026, Fincantieri
prevede che l'utile netto d'esercizio sarà superiore
all'utile previsto nel 2025, per poi salire a 220 milioni nel 2028 e
quindi a 500 milioni nel 2030. I ricavi sono previsti in aumento a
9,2-9,3 miliardi nel 2026, a circa 11 miliardi nel 2028 e quindi a
circa 12,5 miliardi nel 2030, con una crescita media annua dell'8%.
Illustrando il nuovo piano industriale 2026-2030, relativamente
all'andamento delle commesse,delegato e direttore generale di
Fincantieri, Pierroberto Folgiero, ha spiegato che, «in
aggiunta al carico di lavoro complessivo record pari a circa 60
miliardi di euro già acquisito che fornisce elevata
visibilità nel tempo, prevediamo oltre 50 miliardi di euro di
nuovi ordini nel periodo».
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