
La Commissione Europea ha proposto oggi al Consiglio dei ministri dell'UE l'adozione di un mandato che consenta all'esecutivo europeo di avviare trattative con gli Stati Uniti per stabilire un sistema di controllo doganale delle merci, in particolare di quelle stivate nei container, accettabile per entrambe le parti.
La tardiva iniziativa di Bruxelles giunge quando ormai sette Stati comunitari (Belgio, Francia, Germania, Italia, Olanda, Spagna e Regno Unito) hanno già aderito al programma di sicurezza statunitense Container Security Initiative (CSI), che prevede la presenza di addetti delle dogane americane nei principali porti mondiali nei quali vengono imbarcati i container destinati agli Stati Uniti.
Le modifiche che saranno apportate all'attuale accordo di cooperazione doganale tra UE e USA del 1997 - ha precisato la Commissione - «dovranno rimpiazzare le dichiarazioni di principio bilaterali e gli accordi bilaterali siglati tra gli Stati membri dell'UE e gli Stati Uniti, dal momento che questi accordi riguardano materie che sono di esclusiva competenza dell'Unione Europea».
La Commissione ha sottolineato come gli accordi bilaterali stretti sino ad ora possano causare uno stravolgimento dei traffici ed una distorsione della concorrenza tra i porti europei.
L'esecutivo europeo ha inoltre manifestato le proprie preoccupazioni sull'entrata in vigore della nuova norma doganale americana che prevede l'invio dei manifesti di carico all'US Customs 24 ore prima che il carico diretto negli Stati Uniti sia imbarcato sulla nave in un porto estero. La Commissione ritiene che questa norma abbia una «natura extraterritoriale» e che creerà difficoltà alla comunità europea e, in generale, ai traffici internazionali. Secondo Bruxelles l'estensione della norma al traffico aereo potrebbe avere effetti negativi ancor più dannosi per le economie dell'UE e degli USA.