 Dopo l'avvio delle operazioni nel porto di Chancay, a nord di
Lima, che è stato inaugurato alla fine del 2024 ed è
gestito dal gruppo cinese COSCO Shipping Ports
(
del 15
novembre 2024), il Perù sta progettando un secondo porto
destinato ad ospitare le navi di grandi dimensioni attive sulle
rotte tra il Sud America e l'Asia. Si tratta del porto di Corío,
che sorgerà a Punta de Bombón, nella provincia di
Islay (regione di Arequipa), sulla costa meridionale del Paese.
Il masterplan del nuovo scalo portuale è stato approvato
lo scorso 3 settembre dall'Autorità Portuaria Nazionale e
ieri l'agenzia statale per gli investimenti Proinversión e il
governo regionale hanno firmato un accordo per presentare il
progetto a investitori nazionali ed esteri. L'investimento
complessivo stimato è di 844,48 milioni di dollari, ripartiti
in tre fasi. La prima prevede una spesa di 652,0 milioni per la
realizzazione di un frangiflutti di 2,5 chilometri, di un molo di
350 metri lineari per le rinfuse solide, di un molo multipurpose e
di dieci 10 silos. Un ulteriore investimento di 109,2 milioni sarà
destinato a realizzare un secondo attracco per le rinfuse, nuovi
silos e magazzini ed un raccordo ferroviario. Infine, altri 83,25
milioni serviranno per costruire un terzo attracco specializzato e
per la realizzazione di altre opere e l'acquisto di
attrezzature.
Il masterplan descrive un nuovo terminal pensato soprattutto per le rinfuse solide “pulite”, come
cereali e soia, che potrà gestire anche merci varie e
container. Il molo per le rinfuse potrà ricevere navi fino a
200.000 tonnellate di portata lorda, quello per le merci varie fino
a 80.000 tpl, con fondali naturali la cui profondità supera i
-20 metri.
Secondo le previsioni, la capacità di traffico annua
salirà da 9,3 milioni di tonnellate nella prima fase a 18,7
nella seconda e a 27,5 milioni nella terza fase. L'avvio delle
ultime due fasi dipenderà però dall'avverarsi dello
scenario ottimistico della domanda, con la seconda fase che, ad
esempio, scatterà quando le rinfuse supereranno i cinque
milioni di tonnellate l'anno. Le previsioni a trent'anni sono
prudenti, e lo scenario ottimistico stima 19,1 milioni di tonnellate
di rinfuse e circa 908mila tonnellate di merci varie. Per le
rinfuse, lo scenario moderato si ferma a 4,3 milioni di tonnellate
di rinfuse e per le merci varie a 204mila tonnellate. Il masterplan
riconosce che la prima fase basta tuttavia a coprire lo scenario
pessimista e quello moderato per tutto il periodo.
Con il nuovo porto si intende rispondere in primis ad uno
squilibrio interno. Nel 2025 il sistema portuale peruviano ha
movimentato circa 132 milioni di tonnellate, di cui oltre il 60%
nella zona centrale del Paese. I porti del sud, di Matarani e Ilo,
sono dedicati soprattutto a prodotti minerari e non sono
dimensionati per grandi flussi di cereali. Con il nuovo porto di
Corío, oltre ad un riequilibrio dei flussi nazionali di merci
movimentate per via marittima, si guarda anche alle merci esportate
dal Brasile. In particolare, il masterplan indica come bacino
indiretto gli Stati brasiliani di Acre, Rondônia e Mato
Grosso, collegati alla costa dalla Carretera Interoceánica
Sur. L'obiettivo è far uscire dal Pacifico soia e mais
brasiliani diretti in Asia, evitando il canale di Panama e
l'Atlantico. A più lungo termine c'è anche l'ipotesi
di un collegamento ferroviario con il Brasile.
Il governatore regionale di Arequipa, Rohel Sánchez
Sánchez, ha reso noto che per la realizzazione e gestione del
nuovoporto si sono fatti avanti investitori di Stati Uniti, Cina e
India.
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