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Proposte per la competitività del trasporto ferroviario intermodale tra Italia e Francia
Sono state avanzate da Confindustria Lombardia, Confindustria Piemonte e Assologistica, che hanno costituito uno specifico gruppo di lavoro
22 luglio 2020
Le associazioni confindustriali di Lombardia e Piemonte e Assologistica hanno costituito un gruppo di lavoro con lo scopo di proporre, da qui alla data di attivazione del tunnel di base della Torino-Lione prevista per il 2030, interventi mirati a rafforzare la competitività del trasporto ferroviario intermodale nelle relazioni Italia-Francia e porre già le condizioni per sfruttare al meglio la capacità della nuova linea quando sarà disponibile.
Confindustria Lombardia, Confindustria Piemonte e Assologistica hanno ricordato che nell'interscambio Italia-Francia, l'intermodalità è relegata a una quota del tutto marginale, in netto contrasto con la situazione degli altri valichi alpini: 6,7% la quota modale ferrovia dei valichi con la Francia (Frejus-Ventimiglia) contro il 69,9% dei valichi con la Svizzera (Gottardo-Sempione) e il 29,7% con l'Austria (Brennero-Tarvisio).
Le tre organizzazioni hanno evidenziato che, tuttavia, il traffico merci tra Italia e Francia e con i Paesi limitrofi - Spagna, Belgio, Regno Unito - esiste ed è rilevante quanto a volumi attuali e a prospettive future ed è il secondo per importanza dopo quello con la Germania. È ormai assodato - hanno rilevato inoltre le associazioni confindustriali e Assologistica - che i limiti dell'attuale infrastruttura ferroviaria pregiudicano qualità e costi del servizio, rendendo poco appetibile il trasporto intermodale, mentre la nuova linea Torino-Lione, grazie alle caratteristiche peculiari dei corridoi TEN-T e a un notevole incremento delle tracce orario (dalle attuali 60 teoriche a 200 per il solo traffico merci) permetterà treni da 2.000 tonnellate, lunghezza 740 metri e sagoma P80-410 idonea per il trasporto di semirimorchi da 4,00 metri nonché una gestione ottimizzata delle circolazioni, rendendo competitivo il sistema ferroviario rispetto al tutto strada.
Con l'obiettivo di rilanciare la competitività del trasporto intermodale tra Italia e Francia, il gruppo di lavoro di Confindustria Lombardia, Confindustria Piemonte e Assologistica ha già avanzato alcune proposte. La prima è la richiesta dell'erogazione di un incentivo a sostegno del trasporto intermodale e trasbordato su ferro con le stesse caratteristiche del cosiddetto “Ferro-bonus”, ma con la peculiarità di applicarsi ai trasporti ferroviari che si svolgono su questo asse di transito al fine di compensare i maggiori costi e oneri derivanti dall'inadeguatezza della linea e fino alla realizzazione del nuovo tunnel e relativo tracciato ferroviario.
Inoltre è sollecitata l'erogazione di finanziamenti, anche attraverso il ricorso a fondi europei, per l'acquisto di locomotive interoperabili, tra l'Italia e la Francia, funzionali a ridurre i costi complessivi del trasporto e ridurre/ eliminare i disservizi derivanti dalla perdita di tempo correlata ai cambi di trazione, investimenti che saranno propedeutici alla piena funzionalità, all'atto dell'apertura, della nuova linea ferroviaria.
Si richiede anche di concedere finanziamenti per altro materiale rotabile, a partire dai cosiddetti carri ultra bassi, in linea con la normativa europea sul rumore, per il trasporto di unità di carico, compresi semirimorchi che necessitano di particolari sagome in attesa della realizzazione della nuova linea. Tali fondi - hanno spiegato Confindustria Lombardia, Confindustria Piemonte e Assologistica - permetterebbero sin da oggi l'acquisizione alla modalità ferroviaria della domanda di trasporto di molti clienti e sarebbero immediatamente utilizzabili, non necessitando di investimenti particolari per allestire nuovi terminali specializzati.
Ulteriori finanziamenti, anche attraverso il ricorso a fondi europei, dovrebbero essere concessi per la realizzazione dei nuovi terminali intermodali in previsione della nuova linea di valico (in particolare si indicano le esigenze in Italia di Torino Orbassano, Novara, area di Milano - impianti di Milano Smistamento e Segrate - e, in Francia dell'area di Lione, Parigi).
Il gruppo di lavoro ha indirizzato inoltre ai gestori dell'infrastruttura ferroviaria e alle imprese ferroviarie alcuni suggerimenti di carattere gestionale con lo scopo di migliorare nell'immediato le condizioni di operatività e quindi la qualità del servizio: specializzare le tracce ferroviarie per i treni con merce pericolosa, considerata l'impossibilità di coesistenza di attraversamento nel tunnel con altri treni al fine di evitare ritardi; effettuare una pianificazione delle tracce dei treni integrata con l'operatività dei terminali di arrivo e partenza al fine di sfruttare meglio la capacità della linea ed eliminare i ritardi nella messa a disposizione della merce; effettuare un monitoraggio proattivo dell'andamento dei treni anche svolgendo attività coordinate con le sale di controllo delle imprese ferroviarie e i terminali di arrivo e partenza, per migliorare la qualità del servizio con riduzione dei ritardi, migliorare le informazioni, gestire gli avvisi ai clienti finali. Secondo il gruppo di lavoro, per questa attività si può ipotizzare un ruolo attivo del Corridoio Ferroviario delle Merci Mediterraneo, attraverso la creazione di un Centro di Monitoraggio del Traffico, oggetto di un primo progetto pilota quest'anno.
In occasione della presentazione odierna di queste proposte, Mario Castaldo, presidente del Gruppo Trasporti di Assolombarda e rappresentante di Confindustria Lombardia nel gruppo di lavoro che ha realizzato il documento, ha rilevato che «l'emergenza Covid-19 ha evidenziato il ruolo strategico del trasporto ferroviario delle merci come driver insostituibile per l'approvvigionamento di beni delle diverse filiere produttive. Investire su infrastrutture e trasporti - ha sottolineato - significa investire sulla competitività delle imprese e sull'attrattività del territorio. Partiamo da qui per rilanciare il Nord Ovest, cuore dell'Europa industriale e della grande manifattura europea. Porre le basi sin da oggi, attraverso una serie di proposte operative che sono state condivise, per rendere realmente competitivo il trasporto ferroviario merci tra Italia e Francia, proposte coerenti e propedeutiche alla realizzazione della Torino-Lione, è una responsabilità inderogabile che dimostra una visione di lungo periodo, necessaria a ricostruire e consolidare filiere europee, dopo che la pandemia ci dimostrato la fragilità delle reti lunghe delle forniture industriali».
«Territorio e infrastrutture - ha commentato il presidente di Confindustria Piemonte, Marco Gay - sono un binomio nodale per lo sviluppo e la crescita delle aziende. Per questo è essenziale perseguire con responsabilità e determinazione la strategia e visione italiana ed europea di una rete infrastrutturale ferroviaria moderna, che renda il nostro territorio e il nostro Paese accessibile, sostenibile e competitivo. Fin dall'avvio della politica TEN-T Europea, Confindustria Piemonte ha sostenuto l'importanza del trasporto su ferro e l'intermodalità. Ricordo anche le opere di sostegno ai territori, previste per legge e i cui contenuti sono stati definiti da e con i sindaci dei Comuni interessati e evidenziate alla ministra De Micheli, chiedendone, insieme alla Regione Piemonte, l'immediato finanziamento e avvio dei lavori. La nuova linea dovrà poi essere integrata, oltre che dal completamento degli interventi infrastrutturali previsti nel piano investimenti del Contratto Programma MIT-RFI, anche dalla conclusione di talune opere stradali ormai paradigmatiche di lungaggini burocratiche per le quali citiamo, a solo titolo di esempio, l'Asti Cuneo, incompleta da qualche decennio».
«Dallo studio congiunto di Confindustrie di Lombardia e Piemonte con Assologistica - ha sottolineato Eugenio Muzio, presidente della Commissione Trasporto Intermodale di Assologistica - emerge in modo lampante come gli interventi infrastrutturali relativi al collegamento ferroviario Torino-Lione non siano sono essenziali ma davvero non più prorogabili, in primis per l'economia del nord-ovest e quindi dell'Italia intera».
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