Si è tenuta oggi, nella sede di Assindustria Genova, la prima assemblea di Assiterminal, l'Associazione Nazionale dei Terminalisti Portuali, che ha provveduto ad approvare lo statuto e a definire la consistenza dell'associazione, che consta di 26 aziende. «Si tratta dell'associazione più rappresentativa del settore terminalistico per peso, volume, numero di addetti e fatturato» ha subito precisato Cirillo Orlandi, group president di PSA Sinport, che è stato eletto quest'oggi presidente della nuova associazione essendo scaduto il mandato pro tempore assegnato a Luigi Negri, presidente del SECH e di Federagenti, che Orlandi ha ringraziato per «il lavoro duro e oscuro che ha svolto».
Orlandi e Negri hanno sottolineato con forza che «Assiterminal è oggi la realtà associativa terminalistica più importante». Vigore delle parole, ma non polemica nei confronti di Assologistica, la "casa" d'origine dei terminalisti portuali italiani da cui i promotori della nuova associazione hanno preso le distanze, senza rancore. «Io e Negri - ha ricordato Orlandi - siamo stati tra gli inventori di Assologistica. Poi sono sorte delle differenze, in particolare tra la posizione dei terminalisti e quelle di altri soggetti di Assologistica. In questi ultimi sette - otto mesi si è parlato molto di "ex aderenti", di "scissionisti", ma la realtà è che le nostre erano aziende "fondanti" del settore terminalistico nel nostro Paese».
Orlandi, sintetizzando l'evoluzione del settore marittimo, portuale e trasportistico italiano degli ultimi anni, ha evidenziato l'importanza e la rilevanza strategica delle aziende terminaliste portuali. Un periodo nel quale «la responsabilità pubblica è stata delegata ad aziende private», un processo che - nel comparto dei trasporti - ha visto protagonista i terminalisti: «quando diciamo che l'opera di modernizzazione è stata fatta da aziende terminaliste - ha osservato - non si dice nulla di più di quello che è accaduto». Il neo presidente di Assiterminal provocatoriamente ha sostenuto che «se domani scomparissero le 22 authority portuali, in Italia navi e camion continuerebbero ad essere caricati e scaricati; se invece scomparissero i terminalisti si fermerebbe il sistema Italia».
Obiettivo di Assiterminal è quindi di far sì che venga riconosciuto il ruolo delle aziende associate nel panorama economico nazionale. Le vie da percorrere sono molteplici: «la nostra - ha affermato Orlandi - è un'associazione che punta a modificare il contesto e punta alla salvaguardia delle attività delle nostre aziende, che costituisce il core business di Assiterminal». «All'interno di Assologistica - ha aggiunto, spiegando i motivi della separazione - queste prospettive erano "annacquate"».
Ma i contrasti non sono solo riferiti alle altre categorie del trasporto rappresentate in Assologistica. Attriti ci sono stati e tuttora ci sono tra le stesse aziende terminaliste, come testimonia il mancato sostegno alla nuova iniziativa da parte di uno dei più importanti attori della scena italiana e mediterranea: Contship Italia (gruppo Eurogate), che gestisce il Medcenter Container Terminal e il La Spezia Container Terminal. «Crediamo di rappresentare a sufficienza il mondo terminalistico» ha tagliato corto Negri, criticando però coloro che «concedono un po' troppo agli individualismi» e coloro che «confondono la concorrenza con l'associazionismo». Con una massima dal sapore orientale Orlandi ha più diplomaticamente ricordato che «essere separati è una ricchezza, essere contrapposti è una stupidità ed essere associati è una forza».
Concludendo la vigorosa perorazione dell'autonomia e della rappresentatività di Assiterminal, Orlandi ha comunque auspicato di trovare anche all'esterno «forme collaborative utili a formare sinergie». Tendendo una mano sia alle società che non hanno sinora aderito al nuovo raggruppamento sia alle altre associazioni, Orlandi si è detto certo che «su alcuni temi si verificheranno convergenze, soprattutto ora che non siamo più obbligati a restare insieme».
«Il nostro ambito - ha spiegato - è comunque quello industriale, e faremo riferimento alle varie Assindustrie locali. Faremo inoltre immediata richiesta di adesione a Federtrasporto e quindi a Confindustria».
La sede di Assiterminal è a Genova, ma in altre città ci saranno sedi operative: «la prossima sarà a Venezia e la terza potrebbe essere a Roma». Pur ribadendo che la Liguria è la porta principale del sud Europa, Orlandi ha sottolineato che Assiterminal non è un'associazione genovese e rappresenta terminalisti di tutta Italia (Venezia, Genova, La Spezia, Cagliari, Savona, Napoli, Taranto, Civitavecchia).
Nell'assemblea odierna sono stati eletti i 12 membri del consiglio direttivo che risulta composto, oltre che dal presidente Orlandi, da Luigi Negri (SECH - Genova, CICT - Cagliari), Aldo Grimaldi (Grimaldi Group - Genova), Ignazio Messina (Ignazio Messina & C. - Genova), Ettore Campostano (Campostano Group - Savona/Civitavecchia), Giovanni Bono (Reefer Terminal - Savona), Giorgio Musso (Terminal del Golfo - La Spezia), Ennio De Vecchi (C.I.A. - Venezia), Marco Salmini (T.M.B. - Venezia), Giorgio Lorenzato (Multiservice - Chioggia), Riccardo Morelli (Soteco - Napoli), Pierluigi Maneschi (Terminal Container - Taranto). Il collegio dei revisori dei conti è composto da Lorenzo De Angelis, Paola Salmini e Alessandro Giannini. Nel corso della prossima riunione del prossimo consiglio direttivo verranno nominati due vicepresidenti e il direttore dell'associazione.

B.B.
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