
Il Comitato Portuale di Napoli ha approvato oggi il nuovo bilancio di previsione 2005 ripresentato d'urgenza dal presidente della port authority Francesco Nerli a seguito della mancata concertazione tra il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e il ministero dell'Economia sul bilancio di previsione stilato a fine novembre dall'Autorità Portuale e approvato il 1' dicembre 2004 dal Comitato Portuale, riformulato dall'ente portuale e riapprovato a fine marzo dal Comitato Portuale.
L'ultimo bilancio di previsione presenta i tagli richiesti dal ministero dell'Economia e pari al 4,5% per la realizzazione di investimenti finanziati con risorse non proprie. «Questo - ha spiegato Nerli - per evitare che il 1' maggio, con la fine dell'esercizio provvisorio, possano essere bloccati tutti i pagamenti. Ci riserviamo, ovviamente, di proporre una variazione di bilancio per ripristinare i valori originari e reali non appena arriveranno indicazioni dai Ministeri competenti».
Molti membri del Comitato Portuale ' ha reso noto l'ente portuale ' sono intervenuti per manifestare amarezza, preoccupazione e allarme sulla situazione determinatasi e, nel caso la situazione non si dovesse sbloccare, è stato deciso di dare mandato al presidente Nerli a percorrere le vie giudiziarie per opporsi ad un taglio che ridurrebbe di 100 milioni di euro gli investimenti previsti nello scalo partenopeo. Dei 123 milioni di euro previsti in bilancio alla voce investimenti, secondo il taglio indicato dal ministero dell'Economia, si potrebbero spendere solo 23 milioni di euro.
Nel corso della seduta odierna, presentando la relazione annuale 2004, il segretario generale della port authority, Pietro Capogreco, ha fatto il punto sugli strumenti di pianificazione dell'ente: «il piano regolatore ora in vigore - ha detto - è quello del 1958, infatti, il nuovo piano non ha ancora ultimato il lungo iter di approvazione iniziato nel 2001. Stiamo ora procedendo, dopo il parere favorevole del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici del 29 ottobre 2004, all'elaborazione dello studio di impatto ambientale. Per quanto riguarda , invece, il Piano Operativo Triennale gran parte degli obiettivi strategici previsti nel POT 2002-2004 sono stati conseguiti e avviati. Mi riferisco all'intesa con il Comune di Napoli per realizzare porti e approdi turistici, alle procedure per il rilascio della concessione per avvio di attività balneari, al riordino delle aree destinate all'attività di cabotaggio con il prolungamento dell'Immacolatella Vecchia, allo spostamento del varco doganale dal piazzale Immacolatella alla zona del Varco Carmine, alla redazione del progetto definitivo dei lavori di trasformazione della Darsena di Levante a terminal contenitori utilizzando materiali provenienti dalla rimozione della colmata di Bagnoli, alla redazione del progetto definivo della security, alle opere di grande infrastrutturazione ( molo Flavio gioia, molo Bausan , Alveo Pollena molo san Vincenzo), al piano di riorganizzazione della cantieristica».
Illustrando l'attività operativa svolta lo scorso anno dallo scalo partenopeo, Capogreco ha detto che «anche nel 2004 si è registrato un trend di crescita estremamente positivo nel settore delle crociere: 773.223 croceristi con 541 approdi per un incremento del 26,4% rispetto al 2003. il porto di Napoli è divenuto per i cruise operators internazionali un porto di riferimento grazie non solo alla sua posizione ma anche all'impegno dell'Autorità Portuale per migliorare e potenziare i servizi ai passeggeri. Si inquadra in tale ottica la regia condotta dall'Autorità Portuale per la costituzione della nuova società di gestione del terminal croceristico , la Terminal Napoli spa». «Nel settore del traffico commerciale ' ha aggiunto - mentre il tonnellaggio totale di merci registra un aumento con 19.667.400 tonnellate merci movimentate nel 2004, con un aumento del 0,2% rispetto al 2003, per il traffico container si registra un calo del 19,8% (347.500 contenitori in teu movimentati contro i 433.300 del 2003). Il porto di Napoli, pur confermandosi crocevia essenziale dei rapporti commerciali all'interno del Mediterraneo, ha perso traffico per l'introduzione di procedure doganali stringenti e per motivi di carattere gestionale. In aumento il traffico ro-ro grazie al successo dei collegamenti con la Sicilia. Il tonnellaggio totale di questo solo traffico nel 2004 ammonta a 7.380.300 con un aumento rispetto al 2003 del 32,1%. Bisogna notare che tale traffico, più noto come »autostrade del mare«, ha registrato una sostanziale stabilizzazione del traffico passeggeri, a cui ha fatto da riscontro un aumento del numero dei mezzi pesanti (+16,2%), a dimostrazione che le linee di collegamento con la Sicilia sono importantissime per i mezzi commerciali e che lo spostamento dei mezzi dalla strada al mare sta diventando sempre più una consuetudine. Sono state inaugurate, inoltre, le linee stagionali estive per Olbia e per il Marocco, il cui successo ha spinto gli operatori a proseguire l'attività anche in inverno. Per quanto, poi, riguarda gli altri traffici non containerizzati rimane importante il traffico di cellulosa che si concentra soprattutto sul Canada».