
Nel corso del convegno "Un mare di fatti", svoltosi oggi a Roma, i rappresentanti dell'Ipsema (Istituto di Previdenza per il Settore Marittimo) hanno presentato i primi risultati della gestione finanziaria dell'ente relativa al bilancio consuntivo 2004 ed hanno ribadito la necessità di scongiurare l'eventuale accorpamento dell'Ipsema in altri enti.
«Ci incontriamo - ha detto il presidente dell'istituto, Antonio Parlato - alla fine di un percorso in cui ci siamo confrontati con le categorie produttive e i rappresentanti dei lavoratori ai quali abbiamo illustrato il tentativo di mettere in discussione l'esistenza dell'Istituto. Ipotesi che per il momento appare scongiurata ma che potrebbe ripresentarsi da qui all'autunno». «L'Ipsema - ha sottolineato - è un ente specializzato la cui specificità noi vogliamo ancor di più valorizzare sia per ciò che riguarda l'erogazione delle prestazioni sia per ciò che attiene alla prevenzione degli incidenti». «Sarebbe auspicabile - ha aggiunto Parlato- un intervento legislativo che razionalizzi la platea degli assicurati, perché attualmente l'istituto, pur assicurando tutto il personale marittimo per gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, non assicura gli addetti alla navigazione interna, con riferimento per esempio alla laguna di Venezia, o gli addetti alla piccola pesca (imbarcazioni inferiori alle 10 tonnellate) o alla pesca interna e, infine, non assicura la copertura dell'intero personale del trasporto aereo. Oggi infatti il personale di volo, circa 11.000 unità, non è iscritto né all'Ipsema né all'Inail in quanto la copertura per infortuni sul lavoro è assicurata da compagnie private».
«L'istituto - ha detto il presidente del Civ (Consiglio di Indirizzo e Vigilanza) dell'Ipsema, Giancarlo Fontanelli - rappresenta un punto di riferimento storico nell'ambito della tutela e assistenza ai lavoratori marittimi. Si pensi alle casse marittime, che sostituirono i sindacati nati all'inizio del Novecento, e che hanno assicurato sin dai primi decenni dello scorso secolo la tutela per i rischi di malattia comune e di infortunio e malattia professionale della gente di mare con un complesso articolato ma al tempo stesso organico di prestazioni e servizi». «Sicurezza del lavoro - ha aggiunto - prevenzione e vigilanza sono oggetto di studio costante da parte dell'istituto per poter offrire all'utenza un servizio qualitativo e ridurre, nello stesso tempo i costi dell'assistenza. Ed è proprio su questo versante, quello dell'investimento sulla prevenzione, che l'Ipsema si vede costretto a ridurre le risorse finanziarie, per rientrare infatti nei parametri di spesa imposti dall'Economia e che prevedono una riduzione del 4,5% del bilancio complessivo dell'istituto, l'ente è costretto ad incidere su spese politicamente e socialmente qualificate. Credo di poter dire che scelte di questo genere si possano definire, se non altro, azzardate».
Fontanelli ha comunque sottolineato la solidità finanziaria dell'istituto: «l'Ipsema - ha rilevato - presenta, ormai da anni, i conti in regola, anche il bilancio consuntivo relativo al 2004, dai primi dati a nostra disposizione, evidenzia significativi risultati economici: a fronte di una previsione di avanzo di parte corrente di circa 13 milioni di euro l'istituto fa registrare un consuntivo di oltre 21 milioni di euro, un risultato economico in pareggio, una situazione amministrativa di oltre 165 milioni di euro rispetto ad una previsione di 151 milioni di euro e un patrimonio netto che passa, infine, da 190 milioni di euro (dato consuntivo 2003) a 209 milioni di euro con una ricapitalizzazione delle riserve matematiche al tasso del 2%». «Tutto ciò - ha precisato - testimonia la buona salute dell'ente che può con sempre maggiore tranquillità affrontare gli ulteriori sviluppi della tutela del lavoro nel costante rispetto dell'equilibrio di bilancio».
«L'impegno dimostrato in questi anni - ha dichiarato il direttore generale dell'Ipsema, Maria Clotilde Calamita - pur nelle difficoltà dei vincoli imposti dalle leggi finanziarie, per migliorare i livelli di qualità dei servizi, per affermare un governo dei servizi da rendere all'utenza cercando di creare sintesi nella frastagliata articolazione dei compiti affidati a molteplici istituzioni in tema di tutela del lavoro marittimo, non può non essere tenuto presente per riflettere positivamente sulla missione dell'istituto».