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Giuricin (Istituto Bruno Leoni): la soluzione per Tirrenia è la messa in liquidazione dell'azienda e la cessione delle rotte
Caronia (Uiltrasporti): tale analisi è «molto discutibile in quanto si basa su dati non corrispondenti alla realtà»
9 settembre 2010
L'Istituto Bruno Leoni (IBL), think tank che si rifà al pensiero liberista del filosofo Bruno Leoni, ha pubblicato un focus sul fallimento della privatizzazione della compagnia di navigazione Tirrenia a firma di Andrea Giuricin, economista e membro del gruppo di intellettuali raccolti dall'istituto.

L'analisi, dal titolo “Tirrenia: le cause di un fallimento annunciato”, che pubblichiamo di seguito, si conclude con quella che Giuricin ritiene essere la soluzione per il caso Tirrenia: mettere in liquidazione l'azienda, lasciare al mercato le rotte profittevoli e mettere all'asta quelle non profittevoli.

L'analisi sottolinea il fallimento del modello basato sullo Stato imprenditore e sugli imprenditori di Stato. Per Giuricin, «Tirrenia, come Alitalia e Trenitalia, ha visto una gestione non privatistica per moltissimi anni, con la conseguenza che le inefficienze si sono sommate, fino a provocare un lento affondamento».

Tra le cause del fallimento, l'economista dell'IBL evidenzia l'inadeguatezza della governance, l'età della flotta e il costo del lavoro: tutti problemi legati alla politicizzazione di Tirrenia, che hanno condotto a una situazione nella quale, nonostante siano stati erogati sussidi per più di un miliardo di euro nell'ultimo quinquennio, l'azienda non è più in grado di sopravvivere.

Tale analisi è ritenuta errata da Uiltrasporti. «Le opinioni espresse da un economista, anche se illustre e di indiscutibile levatura - ha commentato il segretario generale del sindacato, Giuseppe Caronia - rimangono comunque opinioni e non possono essere considerate verità assolute». «L'analisi di Andrea Giuricin - ha spiegato - è, a mio avviso, molto discutibile in quanto si basa su dati non corrispondenti alla realtà. Non è infatti vero che la governance sia stata inadeguata considerato che è rimasta nelle stesse mani per quasi tre decenni, a meno che non si voglia denunciare l'incapacità di quanti avrebbero altrimenti dovuto per tempo provvedere; l'età della flotta è tra le più basse in Europa; il costo del lavoro è lo stesso, o inferiore, a quello dell'armamento privato concorrente come dichiarato da un suo stesso, forse il più importante, esponente. È quindi evidente che le soluzioni proposte dal dottor Giuricin sono del tutto sbagliate».

«Sarebbe comunque interessante - ha osservato Caronia - conoscere anche con quale modalità, l'Istituto Bruno Leoni, suggerirebbe di affrontare gli enormi problemi che si aprirebbero per i lavoratori se la ricetta proposta venisse accettata. Voglio augurarmi che non si voglia suggerire il loro licenziamento in tronco».

«Mi permetto infine sottolineare - ha concluso il segretario generale di Uiltrasporti - che il governo e il sindacato stanno lavorando per ricercare le soluzioni più adeguate e forse sarebbe meglio se nessuno interferisse in alcun modo e per nessuna ragione, anche se professionale, con questo difficile lavoro».


IBL
Istituto Bruno Leoni

Tirrenia: le cause di un fallimento annunciato


Andrea Giuricin
Andrea Giuricin è assistente presso l'Università di Milano - Bicocca. È inoltre Fellow dell'Istituto Bruno Leoni.





1


Gianmaria Pica, “L'Alitalia dei mari. La lunga privatizzazione di Tirrenia”, Istituto Bruno Leoni, Focus, no.163, 5 giugno 2010.
Lo sciopero di fine agosto è stato scongiurato, ma la situazione di Tirrenia, l'Alitalia dei mari,1 rimane molto complicata.

Dopo aver portato i libri in tribunale e il fallimento dell'asta pubblica, le speranza di far ripartire la flotta con una gestione privata sono molto ridotte. Non è facile ora immaginare un futuro per l'azienda controllata da Fintecna e non è facile prevedere se davvero vi sarà uno spezzatino per separare i rami d'azienda relativamente “buoni” da quelli “cattivi”.

L'asta per la vendita di Tirrenia pareva cominciata bene, dato che erano arrivate al Ministero ben sedici offerte di acquisto. Lentamente diversi operatori si tirarono indietro, anche a causa del conflitto sindacale presente nell'azienda e il colpo di grazia arrivò nel momento in cui vennero aperti i libri di Tirrenia agli offerenti. I dati di bilancio dell'operatore marittimo erano così difficili da leggere, che quasi tutte le offerte vennero ritirate. Ne rimase solo una, quella di Mediterraneo Holding. A capo di questa cordata tuttavia c'era la Regione Siciliana, che aveva oltre il 37 per cento delle azioni della nuova società. Il Governo garantiva sussidi pubblici per i prossimi anni con il mantenimento degli oneri pubblici per le rotte operate da Tirrenia. Nonostante questo assegno in bianco per centinaia di milioni di euro, neanche questa cordata riuscì a concludere il processo di acquisto.

Ad inizio agosto, nel pieno del periodo estivo, Tirrenia ha portato i libri in tribunale, senza che nessun compratore avesse fatto un'offerta.

Ma da dove deriva questa paura?

Il gruppo Tirrenia aveva già fatto uno scorporo nel 2009 delle filiali regionali, che mostravano dei conti economici molto problematici. I diversi Governi regionali avevano visto assegnarsi queste compagnie con un aggravio per le finanze pubbliche locali.

Nonostante questa “ripulitura” dell'azienda, la compagnia senza aiuti pubblici non poteva navigare nel mare della concorrenza.

Quali sono i punti di debolezza di Tirrenia?


Gestione pubblica

Lo Stato imprenditore non ha mai dato buoni risultati nella gestione di imprese, se non in settori monopolistici dove era possibile sfruttare posizioni di rendita.

Tirrenia, come Alitalia e Trenitalia, ha visto una gestione non privatistica per moltissimi anni, con la conseguenza che le inefficienze si sono sommate, fino a provocare un lento affondamento.

Ha visto alla guida dell'impresa lo stesso amministratore delegato per oltre un ventennio, al contrario di quanto è successo per Alitalia. I punti di differenze tuttavia terminano qui, purtroppo.
L'azienda non è mai stata brillante fronte ad una concorrenza di operatori privati che conquistavano lentamente quote di mercato con un'offerta migliore e con una gestione più efficiente.

Purtroppo per la “carretta di Stato” arrivò il 2009 e con esso la crisi globale che ebbe anche un effetto negativo sul trasporto marittimo.

Il valore della produzione scese di oltre 80 milioni di euro in un solo anno e se non vi fossero stati i sussidi pubblici il bilancio avrebbe registrato perdite per oltre 130 milioni di euro.

La seguente tabella riporta i principali dati del conto economico di Tirrenia e la controllata Siremar nel 2008 e 2009.


Tabella 1
Conto Economico Tirrenia+Siremar
(mln Euro)






2008


2009


Valore Produzione


491,4


408,4


MOL


106,2


82,9


Utile


14,9


11


Contributi Pubblici (CSP)


177


147


Utile-CSP


-162,1


-136

Il dato sorprendente è che sia nel 2008 che 2009 l'operatore marittimo di Stato abbia registrato un utile, per quanto modesto. Tale dato può essere sorprendente, ma si può facilmente notare che senza gli aiuti pubblici l'azienda avrebbe registrato perdite per centinaia di milioni di euro.

I sussidi pubblici sono dunque centrali per comprendere il perché Tirrenia non fosse capace di resistere alla concorrenza di altri operatori privati.


Sussidi pubblici e deresponsabilizzazione

Per competere e rimanere in vita, Tirrenia necessitava di sussidi e questi venivano puntualmente concessi tramite una procedura che è stata utilizzata e, in parte, lo è ancora anche nel trasporto aereo. Gli oneri di pubblico servizio sono “aiuti” concessi dallo Stato per aiutare a sviluppare il traffico per le zone svantaggiate territorialmente.

Questi aiuti erano invece concessi a Tirrenia anche per delle tratte che potevano stare sul mercato e che venivano effettuate in concorrenza con operatori privati. La stessa Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato aveva segnalato questa problematica il 13 luglio del 2009 per le tratte nel Golfo di Napoli, effettuate da Caremar (società regionale di Tirrenia).

Gli oneri pubblici si trasformavano per magia in sussidi alla continuazione dell'operatività di Tirrenia, con grave danno per il funzionamento del mercato.

Nel corso dell'ultimo quinquennio il gruppo Tirrenia ha ricevuto oltre un miliardo di euro in contributi pubblici.


Tabella 2
Gruppo Tirrenia
(mln Euro)



Anno


Noli
+
CSP


Corrispettivi
Servizio
Pubblico (Csp)


%
CSP/Tot


2005


628


217


34,6%


2006


635


208


32,8%


2007


595


181


30,4%


2008


634


240


37,9%


2009





206





Totale 5 Anni





1052




Da questi dati si comprende il perché nonostante la promessa di una continuazione dei corrispettivi per gli oneri pubblici nei prossimi anni, nessun operatore privato abbia trovato il coraggio di acquistare Tirrenia nel processo di vendita.

I corrispettivi per il servizio pubblico che nel corso degli anni si erano trasformati in sussidi avevano raggiunto quasi il 38 per cento del totale del fatturato dovuto ai noli e ai sussidi stessi.

Nei cinque anni precedenti alla bancarotta dell'operatore, lo Stato e gli Enti Locali avevano assegnato 1052 milioni di euro in sussidi.

Una cifra enorme per una compagnia che non si è mai nemmeno lontanamente avvicinata ad un miliardo di euro di fatturato annuale.

Una cifra enorme che non è servita a non portare i libri in tribunale.

La procedura di assegnazione delle tratte in servizio pubblico non è mai stata troppo trasparente ed è probabile che, se avesse vinto la cordata guidata dalla regione Siciliana, ci sarebbe stata una continuazione di questa procedura alquanto “oscura”.

Ê probabile infatti la Tirrenia guidata da Mediterraneo Holding avrebbe beneficiato dei contributi pubblici, senza che le tratte fossero messe a gara al miglior offerente.

In questo caso vi sarebbe stato un potenziale spreco di denaro pubblico, poiché le rotte in OPS sarebbero state assegnate non all'azienda più efficiente, ma all'operatore storico di Stato. Cioè, la scelta sarebbe stata soggettiva e non oggettiva.

Perché nonostante un miliardo di euro di contributi pubblici l'operatore ha portato i libri in Tribunale? Quali sono le cause strutturali dell'inefficienza di Tirrenia?


Flotta vecchia

Una delle principali ragioni di questa inefficienza è sicuramente dovuta ad una flotta troppo vecchia. In questo punto vi è una totale somiglianza con il caso Alitalia. La compagnia aerea aveva una flotta degli aerei con un'età media superiore ai 12 anni, mentre le navi di Tirrenia avevano in media oltre 15 anni di utilizzo sui mari italiani.

La tabella seguente mostra la composizione della flotta di Tirrenia e Siremar a metà del 2010 e l'età media della stessa. In Italia, secondo i dati Confitarma, l'età della media della flotta nel 2008 era di circa 10 anni e dunque Tirrenia registra un'età media superiore del 50 per cento rispetto ai concorrenti.


Tabella 3
Flotta






Numero


Tonnellaggio


Età
Media


Tirrenia


25


487988


15,1


Siremar


19


43677


14,1


Totale


44


531665


14,7

Quasi 15 anni di età media indicano una flotta molto vecchia. L'età è rilevante perché determina costi di gestione e di consumo di carburante molto elevati.

Alcune imbarcazioni, pur essendo state acquistate a fine anni ‘90, sono state comprate senza prestare attenzione ai costi di utilizzo. Sono stati infatti scelti modelli che consumavano più del doppio del carburante di normali traghetti con la conseguenza che un loro utilizzo avrebbe causato dei costi troppo elevati.



2


Il caso del Taurus è emblematico. Questo traghetto veloce, che può trasportare fino a 1800 passeggeri, ha prestato servizio solo 6 anni fino al 2004 poiché consumava troppo carburante.
La soluzione di Tirrenia è stata quella di non utilizzare queste ultime imbarcazioni, poiché troppo costose2.

In questo caso è evidente l'errore del management che, nel momento di acquistare nuovi traghetti, non ha tenuto in considerazione la semplice variabile del costo del carburante.

Gli errori nella composizione della flotta sono una causa importante per capire l'inefficienza di Tirrenia.

Tuttavia vi è un altro fattore che ha provocato la bancarotta dell'operatore e anche questa volta vi è una paurosa similitudine con il caso Alitalia.


Sindacati e politica conniventi nell'inefficienza

L'errore dei sindacati è ormai chiaro a distanza di due anni dal fallimento di Alitalia. La non accettazione dell'offerta di AirFrance-KLM ha provocato circa 9 mila esuberi, contro i 2100 licenziamenti previsti nell'opzione franco-olandese.

Nella privatizzazione Alitalia i sindacati hanno voluto sempre fare la voce da padrone con la conseguenza che la compagnia ha portato i libri in tribunale.

Tirrenia ha visto una situazione sostanzialmente identica.

L'azienda non ha mai trovato il coraggio di ristrutturarsi per non “mandare” a casa una parte dei dipendenti. E la politica è stata connivente in questa scelta che si è rivelata fallimentare, e ancora oggi la salvaguardia dei livelli occupazionali è considerata un elemento necessario al passaggio di mano.

Ridurre di almeno il 25 per cento il costo del personale sarebbe stato necessario per cercare di rendere sostenibile la “nave di Stato”.

Tagliare personale avrebbe però significato, per la politica, rinunciare a una fetta di consenso.

La tabella seguente mostra che Tirrenia aveva alle sue dipendenze oltre 2100 dipendenti dei quali la maggioranza era navigante.


Tabella 4
Personale Tirrenia






Indeterminato


Determinato


Totale


Navigante


1500


311


1811


Amministrativo








309

Il dato più preoccupante si può invece evincere dala seguente tabella, dove vengono mostrati i costi del personale nel 2008 e nel 2009. Nel 2009 le società regionali sono passate dalla gestione di Fintecna ad una gestione diretta delle Regioni.


Tabella 5
Costo Personale
(mln Euro)






Anno





2008


2009


Tirrenia


68,422


62,393


Società Regionali


24,223


23,791


Totale


92,645


86,184

Tirrenia, in profonda crisi, ha saputo ridurre dell'8 per cento i propri costi del personale, ma questo non è risultato sufficiente al salvataggio dell'impresa.

Le società regionali, pur in periodo di recessione economica e di contrazione del mercato, hanno lasciato sostanzialmente stabile il costo del personale.

Questo dato evidenzia come il passaggio da una gestione di Fintecna ad una gestione diretta delle regioni sia stata tragica. Queste società marittime peseranno sui bilanci delle Regioni, che difficilmente effettueranno le ristrutturazioni aziendali necessarie.

Anche in questo caso, lo Stato imprenditore si è rivelato ancora una volta inefficiente e di fronte all'apertura alla competizione ha agito come sempre.

In un primo tempo ha cercato di mantenere in vita artificialmente Tirrenia tramite dei sussidi. Nonostante tali sussidi - o, forse, proprio per causa loro - l'inefficienza dell'azienda è stata cosi grande che la crisi non ha avuto uno sbocco differente dalla bancarotta.

Il punto interrogativo più grande è sul futuro di Tirrenia. Alcune parti dell'azienda sono ancora sane, mentre altre non possono reggere in un mercato concorrenziale.

È molto probabile che si arrivi ad uno spezzatino, mentre è certo che gran parte dei debiti dell'impresa saranno pagati (come al solito) dai contribuenti italiani.

Se mai verrà fatta la good company di Tirrenia, questa dovrà essere messa all'asta e non dovranno essere commessi gli stessi errori del caso Alitalia.

Sarebbe molto meglio agire in tre fasi:

  1. Mettere in liquidazione l'azienda.
  1. Le rotte profittevoli, che non hanno bisogno di sussidi, non dovrebbero essere più sussidiate dovrebbero essere lasciate al mercato.
  1. Le tratte non profittevoli, che necessitano di oneri di servizio pubblici, dovrebbero essere messe all'asta in modo da minimizzare l'esborso da parte dello Stato.
Lo Stato imprenditore, così come gli imprenditori di Stato, sono due soluzioni molto lontane dal mercato che provocano perdite sicure per i contribuenti italiani.



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L'Istituto Bruno Leoni (IBL), intitolato al grande giurista e filosofo torinese, nasce con l'ambizione di stimolare il dibattito pubblico, in Italia, promuovendo in modo puntuale e rigoroso un punto di vista autenticamente liberale. L'IBL intende studiare, promuovere e diffondere gli ideali del mercato, della proprietà privata, e della libertà di scambio. Attraverso la pubblicazione di libri (sia di taglio accademico, sia divulgativi), l'organizzazione di convegni, la diffusione di articoli sulla stampa nazionale e internazionale, l'elaborazione di brevi studi e briefing papers, l'IBL mira ad orientare il processo decisionale, ad informare al meglio la pubblica opinione, a crescere una nuova generazione di intellettuali e studiosi sensibili alle ragioni della libertà.


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Collaborazione di ABB e Oceanly per integrare e ottimizzare le prestazioni e le operazioni navali
Genova
Accordo strategico fra Federlogistica e il porto di Xiamen
Genova
Studio di fattibilità per un collegamento marittimo fra lo scalo cinese e Genova
Ad agosto il traffico dei contenitori nel porto di Los Angeles è risultato stabile
Los Angeles
L'aumento dei box vuoti ha compensato il calo di quelli pieni
Gulftainer acquisirà una partecipazione nel terminal fluviale thailandese Suksawat Terminal
Sharjah/Bangkok
È situato sul fiume Chao Phraya, a Bangkok
Robo.ai istituisce una società specializzata in sicurezza marittima e sottomarina
Abu Dhabi
Al-Mansory: produrremo in loco e forniremo soluzioni per i mercati di tutto il mondo
Kombiverkehr ha assunto l'intero controllo della spagnola Combiberia
Francoforte sul Meno
Rilevate le quote dagli altri 20 soci
Le forze armate americane hanno colpito cinque petroliere iraniane
Tampa
Attacchi nel Golfo di Oman e nei pressi dell'isola di Kharg
Soddisfatte le condizioni per l'acquisizione di AD Ports da parte del del fondo sovrano di Abu Dhabi
Abu Dhabi
Avviata la costruzione della parte emersa della nuova diga foranea di Genova
Milano
In corso la realizzazione del muro paraonde
Per la prima volta una donna guida l'Autorità del Canale di Panama
Balboa
Il mandato dell'ingegnere Ilya Espino de Marotta scadrà nel 2033
Blu Navy ha acquisito una partecipazione azionaria in Banca dell'Elba
Portoferraio
Schenone: siamo realtà accomunate dalla volontà di contribuire allo sviluppo economico e sociale dell'isola
HMM sigla un contratto del valore di circa 3,5 miliardi di dollari con Vale
Seul
Prevede il trasporto marittimo di minerale di ferro per conto dell'azienda brasiliana
Kongsberg Maritime sigla un accordo per comprare la finlandese Steerprop
Oslo
L'azienda di Rauma progetta e produce sistemi di propulsione navale
Nuovo sequestro di stupefacenti nel porto di Livorno
Livorno
53 chilogrammi di cocaina purissima in un container proveniente dal Perù
Nei primi tre mesi del 2026 il traffico delle merci nei porti belgi è calato del -4,0%
Bruxelles
Sbarchi e imbarchi in diminuzione rispettivamente del -2,0% e -6,4%
Al via un programma di incontri sul nuovo Piano Regolatore Portuale di Sistema dei porti di Genova e Savona-Vado
Genova
Definito il nuovo atto concessorio con la Amico & Co Spa
Porto di Ravenna, approvata la manutenzione straordinaria del tratto “camionabile” di via Baiona
Ravenna
MacGregor celebrerà a Genova il 65° anniversario della sua filiale italiana
Genova
L'azienda ha sede nell'area delle Riparazioni Navali del porto genovese
Un sistema di propulsione eolica della Anemoi verrà installato su una portacontainer della Maersk
Londra
L'obiettivo è di incrementare l'efficienza energetica della nave e di ridurre le sue emissioni
Avviata la fase di selezione del nuovo segretario generale dell'AdSP del Mare Adriatico Centro Settentrionale
Ravenna
Manifestazioni di interesse da inviare entro il 21 settembre
MacGregor inaugura un nuovo centro di assistenza tecnica a Trieste
Stoccolma
Focus principale sarà l'area europea, compreso il settore specializzato dei megayacht
Una nave cisterna colpita da tre proiettili nello Stretto di Hormuz
Southampton
Un incidente anche nell'Oceano Indiano
Floriana Gallucci è il nuovo segretario generale dell'AdSP del Mar Ionio
Taranto
Il Comitato di gestione dell'ente ha approvato la nomina
Arrestato l'equipaggio del traghetto affondato a Cipro Nord
Nicosia
Otto persone morte nell'incidente. Altri 17 passeggeri risultano dispersi
PROSSIME PARTENZE
Visual Sailing List
Porto di partenza
Porto di destinazione:
- per ordine alfabetico
- per nazione
- per zona geografica
Singamas, utile dimezzato nel primo semestre del 2026
Hong Kong
L'azienda cinese punta sui container per l'energia. Nel periodo il fatturato dei contenitori specializzati supera per la prima volta quello dei box standard
CIMC vende più container, ma i profitti crollano
Hong Kong
L'utile semestrale in questo segmento d'attività è calato del -81,2%
Nel primo semestre di quest'anno la cinese China
COSCO Shipping Ports registra ricavi trimestrali e semestrali record
Hong Kong
L'utile netto dei primi sei mesi del 2026 è stato di 276,6 milioni di dollari (+23,2%)
Nei primi sei mesi del 2026 i ricavi di CMPort sono cresciuti del +13%
Hong Kong
Utile netto in aumento del +7,4%
Nel 2025 i ricavi di Meyer Werft sono cresciuti del +107%
Papenburg
L'esercizio annuale è stato archiviato con una perdita netta di -383,8 milioni di euro
A settembre Messina avvierà il nuovo servizio di linea West Med Line
Genova
Riunirà i servizi esistenti per Algeria e Libia
A Marghera è stato celebrato il varo della nave da crociera di lusso Oceania Sonata
Trieste
La consegna dell'unità è prevista per il 2027
Tarros includerà il porto di Salerno nel servizio Italy Libya Express
La Spezia
Sulla rotta verrà immessa la nave “Vento di Zefiro”
MPCC registra risultati trimestrali in calo nel quadro del piano di rinnovamento della flotta
Oslo
È morto il presidente onorario della Kuehne+Nagel
Schindellegi
Klaus-Michael Kühne era entrato a far parte dell'azienda di famiglia nel 1958
Nel porto di Livorno è stato sequestrato un carico di 65 chilogrammi di cocaina
Livorno
Avrebbe fruttato alla criminalità circa 20 milioni di euro
A luglio i porti spagnoli hanno movimentato 47,7 milioni di tonnellate di merci (-1,8%)
Madrid
I container sono stati pari a 1.581.071 teu (-5,6%)
Assoporti al Meeting di Rimini di Comunione e Liberazione
Roma
Partecipazione nell'ambito dell'area espositiva del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti
Porto di Ravenna, al via il progetto esecutivo per il recupero dell'area “Ex Carni”
Ravenna
L'obiettivo è di dare piena funzionalità ad un nuovo comparto logistico e industriale in ambito portuale
A luglio il traffico dei container nel porto di Algeciras è diminuito del -11,4%
Algeciras
Nei primi sette mesi del 2026 il calo è stato del -3,3%
Hupac potenzierà il servizio intermodale tra Basilea e Busto Arsizio
Chiasso
Dal 7 settembre sarà introdotta un'ottava rotazione settimanale
Sallaum crea una società per la logistica terrestre delle auto in Europa
Vilnius
Inizialmente sarà dotata di 50 bisarche e la flotta raggiungerà i 300 veicoli entro il 2029
Nel secondo trimestre il traffico delle merci nel porto di Taranto è cresciuto del +6,7%
Taranto
A luglio registrato un incremento del +104,9%
Il gruppo crocieristico Viking Holdings registra ricavi trimestrali record
Los Angeles
Utile netto a 587,7 milioni di dollari (+33,8%)
Lo scorso mese il traffico dei contenitori nel porto di Los Angeles è calato del -5,8%
Los Angeles
Nei primi sette mesi del 2026 è stata registrata una crescita del +1,8%
A luglio il traffico dei container nel porto di Long Beach è calato del -1,7%
Long Beach
Nei primi sette mesi di quest'anno il traffico complessivo è di 5.758.086 teu (+1,2%)
Nel secondo trimestre RCL ha registrato un aumento dei ricavi che è stato sopravanzato dal rialzo dei costi operativi
Bangkok
Utile netto in calo del -1,1%
In crescita le performance finanziarie trimestrali della danese DFDS
Copenaghen
Nel trimestre aprile-giugno i rotabili trasportati dalla flotta sono aumentati del +1,1%. Calo del -8,9% dei passeggeri
Nel secondo trimestre il traffico dei container nei terminal di HHLA è diminuito del -8,0%
Amburgo
Ricavi in aumento del +2,5%. Costi operativi in crescita del +5,7%
L'AdSP di Livorno crea una task force interna per la Darsena Europa
Livorno
L'obiettivo è di assicurare un raccordo unitario con la struttura commissariale che segue il progetto
Costa Crociere, cambio ai vertici della direzione per la regione delle Americhe
Genova
Jorge Serrano Martín de Vidales subentrerà a Dario Rustico
MSC installa il sistema proattivo di pulizia dello scafo della Jotun sulla MSC Daniela
Sandefjord
Combina una tecnologia antivegetativa avanzata con un'ispezione e pulizia robotizzata
Wan Hai Lines registra un aumento del +965,6% dell'utile trimestrale
Taipei
La compagnia ordina sei nuove portacontainer da 11.000 teu
Nel secondo trimestre il traffico delle merci nei porti montenegrini è diminuito del -5,8%
Podgorica
I carichi da e per l'Italia sono calati del -40,6%
Il gruppo Grimaldi ha preso in consegna la Grande Pacifico
Napoli
La nave è la prima di cinque nuove PCTC gemelle della capacità di 9.800 ceu
Nel 2025 i ricavi del gruppo Fratelli Cosulich sono ammontati a 1,9 miliardi di euro (-11,5%)
Genova
Utile netto a 20,0 milioni di euro (-3,0%)
È deceduto il segretario generale di Trasportounito, Maurizio Longo
Roma
Si è spento a Roma dopo una lunga malattia
Terminal Investment Limited rinuncia all'acquisizione di Tercat
Bruxelles
Prevedeva il controllo congiunto con Hutchison Ports del terminal di Barcellona
Completati lavori connessi all'attivazione del cold ironing al terminal crociere di Porto Corsini, a Ravenna
Ravenna
Accelerazione del percorso per la riqualificazione dell'area dell'ex CIVAM nel porto di Vibo Valentia Marina
Vibo Valentia
L'area sarà trasformata in nuovi piazzali per la logistica commerciale
Il gruppo Maersk cede Maersk Training e Maersk H2S Safety Services
Copenaghen
Saranno vendute alla statunitense Open Gate Capital, specializzata in operazioni di carve-out industriale
Nel trimestre aprile-giugno il porto di Venezia ha movimentato 6,3 milioni di tonnellate di merci (-1,2%)
Venezia
Crocieristi in calo del -15,3%
Nel secondo trimestre il traffico delle merci nel porto di Ravenna ha segnato un deciso rialzo del +10,9%
Ravenna
Nei primi sei mesi del 2026 l'aumento è stato del +5,9%
PORTI
Porti italiani:
Ancona Genova Ravenna
Augusta Gioia Tauro Salerno
Bari La Spezia Savona
Brindisi Livorno Taranto
Cagliari Napoli Trapani
Carrara Palermo Trieste
Civitavecchia Piombino Venezia
Interporti italiani: elenco Porti del mondo: mappa
BANCA DATI
ArmatoriRiparatori e costruttori navali
SpedizionieriProvveditori e appaltatori navali
Agenzie marittimeAutotrasportatori
MEETINGS
Il primo luglio a Genova la conferenza “Accordo UE-Mercosur: il ruolo dell'economia marittima”
Genova
È organizzata da Fondazione Casa America ETS e dall'AdSP della Liguria occidentale
Il prossimo 3 luglio a Civitavecchia si terrà l'assemblea di Federagenti
Roma
Pessina: non ci confronteremo su norme, rapporti comunitari, inseguimento di teorie e di burocrazia, bensì sulle sfide della portualità italiana
››› Archivio
RASSEGNA STAMPA
Rosatom expects cargo traffic along Northern Sea Route to rise 14% in 2026 - CEO
(Interfax)
HD Hyundai Heavy Industries Ends Joint Venture Plan for Block Factory with India's Cochin Shipyard
(Maeil Business Newspaper)
››› Archivio
FORUM dello Shipping
e della Logistica
Intervento del presidente Tomaso Cognolato
Roma, 19 giugno 2025
››› Archivio
DP World rileva sei siti logistici GXO nel Regno Unito
Dubai
186mila metri quadri e 2.000 dipendenti passano di mano: è la cessione imposta dall'Antitrust britannico per l'acquisizione di Wincanton
DHL vola nel secondo trimestre, ma non ovunque
Bonn
Ricavi ed EBIT in doppia cifra. Bene Express, meno bene Supply Chain e Post & Parcel Germania
Global Ship Lease registra ricavi trimestrali e semestrali record
Atene
L'aumento dei costi incide sui profitti
DP World realizzerà un hub logistico a temperatura controllata nel porto di Anversa
Dubai/Kallo
Sabato GNV attiverà un terzo servizio marittimo verso l'Algeria
Genova
La linea Civitavecchia-Annaba affiancherà le rotte già attive da Sète verso Algeri e Bejaia
Danaos Corporation registra ricavi trimestrali in crescita del +4,7%
Atene
Performance stabili nel segmento delle portacontenitori. Cresce l'apporto delle rinfusiere
Una rinfusiera colpita da un proiettile nello Stretto di Hormuz
Southampton/Londra
Un membro dell'equipaggio risulterebbe disperso
Quest'anno a Messina sono attesi 800mila crocieristi
Messina
I passeggeri realizzano in città una spesa diretta pari a quasi 16 milioni di euro
Nel secondo trimestre il traffico dei container nel porto di New York è cresciuto del +1,6%
New York
Nei primi sei mesi del 2026 sono stati movimentati 4,43 milioni di teu (+0,2%)
Joint venture per il trasporto intermodale di HZ Cargo e Railtrans
Zagabria
L'obiettivo è di attivare un traffico di oltre 500mila tonnellate tra i porti della Croazia e i mercati dell'Europa centrale
- Via Raffaele Paolucci 17r/19r - 16129 Genova - ITALIA
tel.: 010.2462122, fax: 010.2516768, e-mail
Partita iva: 03532950106
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Direttore responsabile Bruno Bellio
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