Numerosi porti italiani e l'Associazione dei Porti Italiani (Assoporti) partecipano, nell'ambito dello stand “Italy all in one”, alla Logitrans Transport Logistics Exhibition in corso ad Istanbul. Tra questi Gioia Tauro che, con la presenza al salone internazionale del trasporto e della logistica in Turchia, ha l'obiettivo di sviluppare rapporti strategici in un mercato che, per il porto calabrese, rappresenta uno tra i suoi principali punti di riferimento. Con tale fine oggi, nel corso di una conferenza stampa, il segretario generale dell'Autorità Portuale di Gioia Tauro, Salvatore Silvestri, e Pasquale Papalia della società terminalista gioiese Medcenter Container Terminal (MCT) hanno presentato il porto e l'intera programmazione infrastrutturale di sviluppo che l'ente portuale sta avviando a sostegno dell'ulteriore crescita dello scalo. In particolare, Silvestri ha illustrato il progetto del “gateway ferroviario” inserito, tra quelli di particolare rilevanza strategica, nell'Accordo di Programma Quadro sottoscritto dalla Regione Calabria, dall'Autorità Portuale e da RFI: «si tratta - ha spiegato - di un terminal intermodale chiamato ad intercettare i traffici tra l'Estremo Oriente e l'Europa. Gioia Tauro punta, così, ad essere un corridoio intermodale comunitario che andrebbe ad inserirsi nell'asse trans-europeo del corridoio Helsinki - La Valletta». Silvestri ha ricordato che il bando di evidenza comunitaria per selezionare l'attore privato che costruirà e gestirà il terminal è stato pubblicato sulla Gazzetta UE lo scorso ottobre e che le proposte potranno pervenire all'Autorità Portuale fino al 21 gennaio 2013.
- In occasione della presentazione Silvestri ha anticipato anche i contenuti di un importante progetto, in via di redazione, per la realizzazione di una Piattaforma integrata multimediale: «sarà - ha precisato - un innovativo sistema di comunicazione che sarà messo a disposizione degli enti pubblici, degli operatori portuali e degli utenti del porto. La piattaforma faciliterà, dopo aver mappato l'intera area portuale, attraverso un impianto di collegamento a banda larga, la trasmissione di documenti e le relative comunicazioni per garantire, in questo modo, lo snellimento delle pratiche burocratiche». Infine il segretario generale dell'Autorità Portuale ha posto l'attenzione sull'importanza strategica, per lo sviluppo della logistica e intermodale dell'area portuale, della Zona Economica Speciale (ZES) che vede la Regione Calabria particolarmente, impegnata nella sua proposizione: «grazie alla ZES - ha detto Silvestri - le aziende, che vorranno insediarsi a Gioia Tauro, potranno beneficiare di condizioni economiche e fiscali vantaggiose».
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- I porti liguri di Genova, La Spezia e Savona si sono presentati alla fiera turca, che si concluderà domani, riuniti nella Ligurian Ports Alliance, grazie anche al supporto della Regione Liguria, per mezzo di Liguria International, società regionale per l'internazionalizzazione delle imprese. «Dobbiamo cogliere - ha rilevato il presidente dell'alleanza portuale ligure, Lorenzo Forcieri - ogni opportunità di scambio con gli operatori turchi che hanno mostrato interesse per quello che rappresentano nel panorama europeo i porti liguri». Forcieri, che ad Istanbul ha incontrato il viceministro turco dell'Economia Mustafà Sever, ha evidenziato che nell'anno della crisi i tre porti della Liguria hanno movimentato complessivamente 82 milioni di tonnellate di merci, un volume che quasi certamente verrà confermato anche per il 2012 ed ha sottolineato che con questi numeri Ligurian Ports Alliance ha catturato l'interesse salendo alla ribalta quale porta ideale per raggiungere da Sud il nord Italia e l'Europa centro-meridionale, con evidenti risparmi energetici e ambientali: «per questo motivo - ha osservato - non possiamo frapporre ulteriori ritardi negli investimenti per ammodernare e rendere ancora più competitivi i nostri porti. Nella realizzazione delle opere - ha denunciato Forcieri - tutti gli scali italiani riscontrano ritardi pesanti tra decisione e avvio dei lavori. Anche per questo la portualità italiana ha perso importanti quote di mercato a favore dei porti spagnoli, francesi e soprattutto del Nord Europa. Non investire oggi - ha concluso - pregiudicherebbe ulteriormente la nostra possibilità di crescere in futuro e di tornare a competere in Europa e nel mondo».

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