
I negoziatori del Parlamento e del Consiglio dell'UE hanno
raggiunto ieri un accordo informale per estendere l'attuale divieto
di scarico in mare da parte delle navi di idrocarburi e di sostanze
nocive includendo tra le sostanze inquinanti di cui è
proibito lo scarico anche le acque reflue e i rifiuti solidi delle
navi nonché i residui degli scrubber, le apparecchiature
installate sulle navi per la pulizia dei gas di scarico. L'accordo è
stato raggiunto nell'ambito dell'esame della proposta di direttiva
che modifica la direttiva europea n. 35 del 2005 sull'inquinamento
provocato dalle navi e sull'introduzione di sanzioni anche penali
per i reati di inquinamento.
Inoltre è stato concordato l'obbligo di riesaminare in
sede UE le norme cinque anni dopo il loro recepimento nel diritto
nazionale per valutare se anche rifiuti marini come pellet di
plastica e container dispersi debbano essere soggetti a sanzioni.
L'accordo informale dovrà essere approvato dal Consiglio
e dal Parlamento dell'Unione Europea, dopo di che gli Stati membri
avranno 30 mesi di tempo per recepire le nuove norme nel loro
diritto nazionale.
Commentando il raggiungimento dell'accordo, il relatore del
Parlamento, Marian-Jean Marinescu, ha evidenziato che è
«necessario un deciso sforzo, con l'utilizzo di tecnologie
avanzate come il monitoraggio satellitare e le ispezioni in loco,
per eliminare efficacemente gli scarichi illegali. Le sanzioni
devono riflettere la gravità di questi reati, fungendo da
vero deterrente».