 Se il presidente statunitense Donald Trump, da quando si è
nuovamente insediato alla Casa Bianca a gennaio, annuncia
ripetutamente possibili interventi in nazioni vicine e lontane al
fine di salvaguardare quelli che che la nuova amministrazione
federale americana ritiene siano gli interessi degli USA, non è
da meno la Federal Maritime Commission (FMC), l'agenzia federale
statunitense che ha il compito di assicurare un sistema di trasporto
marittimo internazionale che supporti l'economia americana e di
contrastare pratiche sleali o ingannevoli.
Alla guida della FMC c'è Louis E. Sola, che è
assolutamente in sintonia con i propositi di Donald Trump che lo ha
nominato alla presidenza della FMC una prima volta a fine 2018 e una
seconda lo scorso 20 gennaio. La strategia di Sola, ribadita in
occasione dell'AAPA Legislative Summit organizzato dall'associazione
delle autorità portuali americane che si apre oggi a
Washington, collima con quella di Trump: «i miei obiettivi
principali come presidente - ha affermato Sola - sono di usare le
autorità della Commissione per promuovere il commercio e
apportare benefici alle imprese statunitensi. Sono pronto ad
affrontare pratiche discriminatorie contro gli interessi degli Stati
Uniti o condizioni che, più in generale, sono sfavorevoli al
trasporto marittimo oceanico. Voglio sapere quando le aziende e gli
interessi americani incontrano ostacoli nel fare business nel
settore dello shipping, della logistica e del commercio
internazionale». Dalle preoccupazioni che non fanno dormire
Sola, come da quelle del presidente Trump, sembra essersi dissolta
quella della Russia: «sono particolarmente preoccupato - ha
spiegato Sola - per la condotta di due nazioni: la Repubblica
Popolare Cinese e la Repubblica Islamica dell'Iran. Nessuno di
questi paesi è un attore benigno e le loro rispettive azioni
non solo vanno contro gli interessi americani, ma minano anche la
stabilità dei sistemi internazionali che muovono il
commercio. Gli iraniani devono essere privati della capacità
di usare flotte ombra per contrabbandare il loro petrolio in cambio
di denaro che sostiene il regime e promuove la ricerca di armi
nucleari. L'uso da parte della Cina di accordi commerciali e di
sviluppo diffonde influenza e capacità che avvantaggiano solo
Pechino». Nessun cenno all'uso di flotte ombra che la Russia
utilizzerebbe per aggirare le sanzioni.
Se l'impetuoso avvio del secondo mandato alla presidenza di
Trump spazia in molte, forse troppe direzioni, l'inizio del secondo
mandato di Sola è planetario: nelle scorse ore la Federal
Maritime Commission ha annunciato la raccolta di informazioni su
sette punti di strettoia del trasporto marittimo internazionale con
lo scopo - ha spiegato l'agenzia federale - di identificare
eventuali regolamenti, politiche o pratiche che creano condizioni
sfavorevoli al trasporto marittimo.
I sette punti di
strozzatura presi in esame sono i principali corridoi marittimi
mondiali: la Rotta Artica, il Canale della Manica, lo Stretto di
Malacca, lo Stretto di Singapore, lo Stretto di Gibilterra, il
canale di Panama e il canale di Suez. La raccolta di informazioni
annunciata dalla FMC avviene anche tramite una consultazione
pubblica che si concluderà il 13 maggio nel corso della quale
potranno essere inviati commenti, con la FMC che ha evidenziato di
essere specificamente interessata alle risposte di governi
stranieri, compagnie di navigazione containerizzate, proprietari di
navi, operatori di carichi alla rinfusa e operatori di servizi tramp
rispetto a sei questioni poste all'attenzione dalla FMC: quali sono
le cause, la natura e gli effetti, compresi gli effetti finanziari e
ambientali, dei vincoli su uno o più dei punti di strozzatura
marittimi; in che misura i vincoli sono causati o attribuibili alle
leggi, ai regolamenti, alle pratiche, alle azioni o alle omissioni
di uno o più governi stranieri; in che misura i vincoli sono
causati o attribuibili alle pratiche, alle azioni o alle omissioni
di proprietari o operatori di navi battenti bandiera straniera;
quali saranno presumibilmente le cause, la natura e gli effetti,
compresi gli effetti finanziari e ambientali, di eventuali vincoli
al transito per la parte restante del 2025; quali sono i migliori
passi che la Commissione potrebbe intraprendere, a breve e lungo
termine, per alleviare i vincoli al transito e i loro effetti; quali
sono gli ostacoli all'attuazione di misure che allevierebbero i
vincoli al transito e i loro effetti, e come possono essere
affrontati.
L'indagine avviata dalla Federal Maritime Commission appare del
tutto superflua essendo l'agenzia americana già in possesso
della totalità delle informazioni che potrà
raccogliere o ricevere, se non utile a far sapere che
l'amministrazione americana è attenta e pronta a intervenire,
oltre che a terra, anche sul mare, laddove si ritenga siano
pregiudicati gli interessi statunitensi. Non sembra un caso che
sotto il mirino ci sia nuovamente il canale di Panama, il cui
possesso è stato rivendicato da Donald Trump: presentando la
propria indagine la FMC ha confermato che il canale centroamericano
riveste «una notevole importanza geopolitica, cruciale per gli
interessi degli Stati Uniti» e che «l'instabilità
politica o le interruzioni nel suo funzionamento potrebbero avere
conseguenze di vasta portata». E così come avviene da
due mesi dalla Casa Bianca, sempre da Washington giungono minacciosi
avvertimenti alle autorità panamensi: «il registro
navale di Panama - ha sottolineato la Federal Maritime Commission -
è uno dei più grandi registri navali al mondo con
oltre 8.000 navi registrate sotto bandiera panamense. Le misure
correttive che la Commissione può adottare nell'emanare
regolamenti per affrontare le condizioni sfavorevoli alla
navigazione nel commercio estero degli Stati Uniti - ha avvisato la
FMC - includono il rifiuto di ingresso nei porti statunitensi da
parte di navi registrate in paesi responsabili della creazione di
condizioni sfavorevoli». Se fosse necessaria una superflua
traduzione: gli USA - dice la FMC - hanno il potere di bloccare un
altro pilastro portante dell'economia della Repubblica di Panama.
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