
Se la NATO vuole mantenere la sicurezza globale, deve proteggere
la sua flotta mercantile. Lo ha sottolineato oggi Nautilus
International, la federazione sindacale che rappresenta circa 20mila
lavoratori del settore marittimo di Regno Unito, Olanda e Svizzera,
spiegando che le navi mercantili sono essenziali sia per assicurare
gli scambi commerciali internazionali che per la logistica militare
ed evidenziando che il numero di navi che battono bandiera di
nazioni che fanno parte della NATO e il numero di marittimi di
queste nazioni è in costante diminuzione.
Nautilus ha rilevato che se, in quanto a sicurezza globale, sono
le navi militari a dominare i titoli, sono però le navi
mercantili a mantenere in funzione le economie e le catene di
approvvigionamento sia in tempo di pace che in tempo di crisi. La
federazione sindacale ha denunciato che, eppure, nei Paesi della
NATO si sta verificando una tendenza preoccupante che registra una
diminuzione delle navi di bandiera nazionale e di marittimi formati,
il che rende queste nazioni più dipendenti dalle flotte
controllate dall'estero. Ciò - ha osservato Nautilus -
rappresenta un rischio serio, soprattutto in tempo di guerra o di
emergenza, quando sono essenziali sicure linee di
approvvigionamento.
«Non lo ripeteremo mai abbastanza - ha affermato Mark
Dickinson, direttore della Nautilus Federation e segretario generale
della Nautilus International - i Paesi NATO devono sviluppare
migliori strategie di mantenimento e reclutamento per attrarre
marittimi qualificati ed ampliare i programmi di formazione per
garantire una forza lavoro altamente qualificata». «Un
aumento degli investimenti nelle industrie marittime nazionali - ha
aggiunto Don Marcus, ex presidente della Nautilus Federation -
contribuirà a creare posti di lavoro stabili e ben
retribuiti, rafforzando al contempo la sicurezza strategica. Senza
questi sforzi, la NATO rischia di perdere la sua capacità di
controllare e proteggere le sue cruciali catene di
approvvigionamento».