
È essenziale che misure previste dalle nuove norme
internazionali per la riduzione delle emissioni di gas serra
prodotte dalle navi, che sono in via di definizione presso
l'International Maritime Organization (IMO), siano chiare e
semplici. Lo ha sottolineato oggi l'International Association of Dry
Cargo Shipowners (Intercargo), l'associazione che rappresenta gli
armatori che operano navi portarinfuse, in vista delle prossime
cruciali riunioni su questo tema che l'agenzia delle Nazioni Unite
affronterà con l'Intersessional Working Group on Reduction of
Greenhouse Gas (ISWG-GHG) la cui riunione è prevista ad
inizio aprile seguita dal 7 all'11 aprile da quella del Marine
Environment Protection Committee (MEPC).
Intercargo ha evidenziato il pericolo di introdurre meccanismi
eccessivamente complicati che sembrano guadagnare terreno nelle
discussioni in seno all'IMO ed ha ribadito la necessità che
gli armatori possano confrontarsi con un prezzo del carbonio chiaro
e prevedibile che possano facilmente integrare nelle loro
pianificazioni aziendali. Secondo l'associazione, inoltre, le misure
da adottare in occasione della prossima riunione del MEPC devono
poter essere supportate da linee guida di attuazione altrettanto
pratiche e da tempistiche di attuazione che siano realistiche.
«Le prossime riunioni ISWG-GHG-19 e MEPC 83 - ha osservato
il segretario generale di Intercargo, Kostas Gkonis - rappresentano
un momento cruciale per la decarbonizzazione marittima. Sosteniamo
pienamente obiettivi ambientali ambiziosi - ha precisato - ma le
misure adottate devono essere pratiche e implementabili anche per i
trasporti marittimi di rinfuse secche e tramp. Con l'intensificarsi
dei negoziati, esortiamo gli Stati membri a concentrarsi su
soluzioni che garantiscano reali riduzioni delle emissioni senza
compromettere l'efficienza operativa e il regolare trasporto globale
di beni essenziali».