
Il governo rumeno ha in corso trattative in fase avanzata con un
potenziale investitore intenzionato ad affittare il cantiere navale
di Mangalia avvalendosi anche del personale dello stabilimento
navalmeccanico rumeno, ripristinando così l'attività
del cantiere e pagando gli stipendi ai suoi lavoratori. Lo ha reso
noto la scorsa settimana il ministro dell'Economia, della
digitalizzazione, dell'imprenditorialità e del turismo,
Bogdan Ivan, in un'audizione al Senato specificando che, inoltre, si
stanno nel contempo cercando soluzioni anche con l'amministratore
giudiziario del cantiere che gestisce l'azienda dopo che il gruppo
olandese Damen, detentore del 49% del capitale della Damen Shipyards
Mangalia, ragione sociale assunta dall'azienda navalmeccanica dopo
l'ingresso nell'azionariato della società olandese avvenuto
nel 2018, ha annunciato nell'estate del 2023 la decisione di uscire
dalla società navalmeccanica turca.
Il ministro ha affermato che lo Stato, che possiede il 51% del
cantiere attraverso la Santierul Naval 2 Mai, ha anche in atto
trattative per l'uscita della Damen e contestualmente trattative con
il potenziale investitore per l'acquisizione degli asset e dei
debiti dalla Damen, che ha intentato causa alla Romania chiedendo un
risarcimento di 500 milioni di euro per non aver rispettato i
termini dell'accordo di joint venture con la Santierul Naval 2 Mai.
La stampa rumena ha identificato il potenziale investitore nella
turca Desan Shipyard, che gestisce un cantiere di costruzione e
riparazione navale a Tuzla di dimensioni assai inferiori a quello di
Mangalia che ha oltre mille lavoratori attualmente posti in cassa
integrazione. All'inizio dello scorso mese una delegazione
dell'azienda turca ha visitato il cantiere rumeno.