
Ente Bacini, la società che gestisce cinque bacini di
carenaggio nell'area delle riparazioni navali del porto di Genova,
chiede nuovi spazi e la proroga della concessione, richiesta che è
stata formulata oggi in occasione del convegno organizzato a Palazzo
San Giorgio, sede dell'Autorità di Sistema Portuale del Mar
Ligure Occidentale, per celebrare il centenario dell'azienda.
Evidenziando che «oggi Ente Bacini rappresenta
un'eccellenza nel Mediterraneo per le riparazioni navali e il
refitting di tutte le tipologie di imbarcazioni» e ricordando
che dal 2021 la società ha bilanci in utile «che - ha
specificato - reimpieghiamo non solo nelle necessarie attività
di manutenzione e innovazione, ma anche nella sostenibilità»,
la presidente della società, Daniela Boccadoro Ameri, ha
affermato che, «tuttavia, per poter continuare a crescere, le
riparazioni navali hanno bisogno di nuovi spazi tali da accogliere
le navi di maggiori dimensioni, per i quali è necessaria la
stesura di un nuovo piano regolatore portuale». «Nel
frattempo - ha proseguito Ameri - stiamo lavorando per ammodernare
le strutture esistenti: l'Autorità di Sistema Portuale ha già
stanziato 30 milioni di euro per la ristrutturazione dei bacini 4 e
5 e la realizzazione di una nuova banchina, ed Ente Bacini si è
fatta carico della progettazione e delle indagini preliminari.
Restiamo però in attesa dei bandi per la progettazione
esecutiva e, soprattutto, del rinnovo della concessione attualmente
in scadenza a fine 2025, necessaria a traguardare i prossimi anni
nei quali, proprio in ragione degli interventi di manutenzione
previsti, i bacini non potranno funzionare a pieno regime».
Richieste che sembrano non destinate a cadere nel vuoto dato che
l'Autorità di Sistema Portuale possiede la quasi totalità
del capitale sociale di Ente Bacini.