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Il sindaco di Venezia ha incontrato i marittimi della Frunzanesti, senza salario da 13 mesi e bloccati nel porto lagunare
L'equipaggio, in attesa di una soluzione del problema, ha accettato di sospendere lo sciopero della fame fino al 30 novembre
16 novembre 1999
I sei marinai della nave romena Frunzanesti, accogliendo l'esortazione del sindaco di Venezia Massimo Cacciari, hanno deciso di sospendere lo sciopero della fame iniziato il 12 novembre. I marittimi, senza salario da 13 mesi, avevano spiegato sabato scorso le ragioni di quello che avevano definito un "gesto di disperazione" nel tentativo di recuperare dignità e paghe.
Il grido d'aiuto era stato fatto pervenire via lettera anche al sindaco della città lagunare, che oggi ha incontrato i marinai a bordo della nave. Macovei Viorel, portavoce dei marittimi, ha illustrato a Cacciari le richieste dell'equipaggio circa l'immediato pagamento da parte dello Stato romeno, proprietario della compagnia pubblica a cui appartiene la nave, dei salari arretrati. I marinai chiedono anche di imporre alla Romania un vincolo al rispetto dei diritti umani dei lavoratori come condizione irrinunciabile per l'ingresso nell'Unione Europea e che il tribunale di Venezia, visto il perdurare della gravissima situazione, metta all'asta la nave con procedura urgente e saldi i debiti del fallimento, facendo terminare in fretta la loro "agonia". I marittimi hanno consegnato al sindaco la medesima lettera-appello indirizzata al presidente della Commissione Europea Romano Prodi.
"La visita del sindaco - hanno detto i marittimi - è per noi un gesto molto importante, che ci restituisce un po' della dignità e dell'attenzione che in 14 mesi di abbandono ci hanno rubato". Cacciari, assicurando il suo interessamento, ha chiesto all'equipaggio di sospendere temporaneamente lo sciopero della fame, in attesa di una prossima soluzione del problema. Proposta che i marittimi hanno accolto, rinviando questa forma estrema di protesta al prossimo 30 novembre, alla vigilia - hanno ricordato i marinai - dei colloqui ad Helsinki per l'ingresso di altre nazioni, tra cui la Romania, nell'Unione Europea.
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