. A tale scopo il commissario straordinario dell'Autorità Portuale dello scalo calabrese, Andrea Agostinelli, ha riunito i rappresentanti delle sigle sindacali Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Orsa e Sul, i due terminalisti del porto - Medcenter Container Terminal (MCT) e Automar Spa - e le quattro imprese portuali ex art. 16.
- Alla luce del termine di scadenza del prossimo 31 dicembre della Gioia Tauro Port Agency, l'agenzia di somministrazione del lavoro portuale istituita a luglio 2017, Agostinelli ha illustrato l'opportunità di procedere alla promozione e alla successiva costituzione dell'Agenzia prevista dall'art 17, comma 5, della legge 84/94 al fine di garantire l'erogazione di prestazioni di manodopera portuale interinale. Il presidente dell'ente ha ricordato che si tratta di una soluzione, specificamente disciplinata dalla legge in materia, che permette la trasformazione dell'attuale Gioia Tauro Port Agency in un nuovo soggetto all'interno del quale potranno confluire sia gli iscritti del suo elenco che altri lavoratori individuati con criteri di età e di formazione professionale.
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- Inoltre Agostinelli ha invitato i presenti ad analizzare alcuni elementi essenziali, tra cui la necessaria presenza mista nella nuova Agenzia di capitale sociale pubblico e privato e la possibilità di assicurare agli iscritti l'erogazione, da parte dello Stato, dell'Indennità di mancato avviamento (Ima), come è attualmente in essere per la Gioia Tauro Port Agency.
- Agostinelli ha ricordato che la costituzione di un'Agenzia, come previsto dall'art. 17, comma 5, della legge 84/94, dovrà prima essere autorizzata dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili e, successivamente, registrare, in risposta ad uno specifico avviso pubblico, l'adesione formale dei privati.
- «L'obiettivo di questo nostro incontro, e dei prossimi che faremo - ha detto Agostinelli a conclusione della riunione - è quello di consentire ai lavoratori, oggi iscritti nell'elenco della Gioia Tauro Port Agency, di poter essere reinseriti nelle liste di un nuovo soggetto, come previsto dalla legge 84/94, e così di non uscire dal mercato del lavoro, e nel contempo di rispondere alle esigenze di produttività del nostro porto».
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