In occasione dell'assemblea annuale dell'Unione Piloti dei Porti, tenutasi sabato ad Alberobello,nella sua relazione, tra i temi trattati, il presidente dell'associazione, Vincenzo Bellomo, si è soffermato sulla definizione del nuovo sistema tariffario dei servizi di pilotaggio nei porti, definizione - ha specificato - che è stata «una resa con l'onore delle armi». Bellomo ha spiegato che a destare perplessità, tanto da diventare uno degli oggetti dei ricorsi al TAR, è l'obbligo per le Corporazioni dei piloti di redigere annualmente, oltre ai rendiconti previsti dall'art. 120 del regolamento al Codice della navigazione, anche un bilancio di esercizio strutturato secondo quanto previsto dal Codice civile. Tra gli aspetti più controversi del nuovo sistema tariffario evidenziati dal presidente dell'UPI figurano: la discrezionalità sull'ammissibilità o inammissibilità tramite “valutazione di congruità” delle spese valutabili ai fini del riconoscimento nella spesa ammessa; il depauperamento della professionalità del pilota, cui viene riconosciuto un elemento base che si colloca ancora al di sotto della paga media del primo ufficiale di coperta.-
- Sul primo punto, Bellomo ha specificato di rimanere convinto che «le spese reali, legittime e consentite, sono solo quelle volte al soddisfacimento delle esigenze del servizio di pilotaggio così come indicato dagli articoli 110 - 1° comma - e 120 del Regolamento al Codice della navigazione e quelle, a prescindere se ammesse o meno, implicitamente ed esplicitamente autorizzate dall'autorità marittima». Pertanto - ha rilevato - le indicazioni ministeriali per cui qualsiasi “spesa non ammissibile” non deve essere intesa come non legittima e che le spese eccedenti il valore stabilito dal tavolo tariffario siano comunque consentite, non possono che destare una forte perplessità. Tuttavia - ha precisato Bellomo - l'Unione Piloti, pur mantenendo ferme le motivazioni che hanno determinato il ricorso al TAR, nella testarda speranza di essere ascoltata continuerà a partecipare agli incontri del gruppo di lavoro.
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- Circa il secondo punto, quello dell'elemento base, che è l'elemento della formula matematica per l'adeguamento del tariffario dei servizi di pilotaggio relativa al compenso dei piloti ed è riferita al compenso del primo ufficiale imbarcato basato sul contratto collettivo nazionale in vigore, si tratta - ha osservato il presidente dell'UPI - di una questione molto controversa che resta «un punto fondamentale per la qualità del servizio garantito dai piloti, reso da professionisti che posseggono elevatissimi livelli di specializzazione, selezionati attraverso concorsi pubblici». Secondo Bellomo si rischia che molti piloti, «nella prospettiva di ruoli e compiti maggiormente gratificanti, preferiscano mettere le loro competenze a disposizione di soggetti più lungimiranti e illuminati». Il presidente dell'associazione ha precisato che l'UPI, tuttavia, «non demorde» e si batterà affinché, «nel calcolo dell'elemento base, il riferirsi alla paga conglobata del primo ufficiale dovrà rappresentare solo il punto di partenza, e non certo il dato finale».
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