
Si è aperta oggi al Palazzo San Giorgio di Genova la organizzata dalla Società Nazionale di Salvamento (SNS).
L'incontro di questa mattina ha messo in evidenza come stiano cambiando le caratteristiche delle emergenze in mare. Diminuiscono sempre più i grandi disastri che coinvolgono le navi mercantili, mentre crescono il turismo balneare e la nautica da diporto e gli incidenti dovuti a una cultura del mare ancora poco diffusa. Tale scenario sta in parte modificando anche la vocazione delle società di salvamento.
«Il bilancio sull'attuazione delle normative internazionali, come l'Isps code e le attività di Port State Control sulle navi - ha osservato Claudio Barbieri, responsabile della sezione di Genova delle Confitarma - è fortemente positivo. In Italia dal 1' luglio 2004, quando è entrato in vigore l'Isps Code, al 1' luglio 2005 nessuna nave è stata fermata per violazioni del codice. I controlli hanno registrato 161 situazioni regolari e 40 infrazioni di minore entità. La flotta italiana, che è la tredicesima nel mondo e la quarta in Europa con 1.500 navi registrate per 12 milioni di tonnellate di stazza complessiva, si è fortemente rinnovata. Dal 1996 al 2005 sono state consegnate dai cantieri 493 unità per cinque miliardi di euro di investimenti. Il 60% delle navi italiane ha meno di 10 anni di età. Confitarma dà grande importanza anche alla formazione dei suoi ufficiali, necessaria per una maggiore sicurezza, e per questo lo scorso anno è stata inaugurata a Genova l'Accademia della Marina Mercantile».
Lorenzo Pollicardo, segretario generale dell'Ucina, ha ricordato le cifre della crescita del settore nautico: «la produzione dell'industria nautica italiana è prima in Europa e seconda nel mondo, dopo gli Usa. Negli ultimi cinque anni la crescita del settore ha toccato punte del 25% annuo. Nel 2005 la crescita è stata del 9%. Il fatturato complessivo è di tre miliardi di euro. Le imbarcazioni superiori ai 10 metri di lunghezza immatricolate in Italia sono 94.000. Quelle superiori ai 24 metri (superyacht) sono 173, delle quali ben 25 sono state immatricolate nel solo 2005. Per il 2006 si prevede una cifra ancora superiore».
Il presidente della Società Nazionale di Salvamento, Giuseppe Marino, ha così sintetizzato alcuni dati che emergono dallo studio sulla sicurezza nelle spiagge italiane che verrà presentato domani: «nel 2005, dal 1' luglio al 15 settembre - ha spiegato - sono state registrate sulle spiagge un miliardo e 200 milioni di presenze, per persona al giorno, corrispondenti a 27 milioni di bagnanti. Nel 2006 queste cifre sono cresciute del 10% circa. Il 60% di queste presenze ha riguardato spiagge non sorvegliate. La nostra proposta è quella di aumentare la sicurezza e il controllo dove questi mancano, sia incrementando l'utilizzo di bagnini sia introducendo un sistema di segnalazione dei pericoli. Il carattere internazionale di questa conferenza è l'occasione per presentare la proposta di un codice di segnalazione valido in tutti i paesi, come avviene per i segnali stradali».
L'ammiraglio Renato Ferraro del Corpo delle Capitanerie di Porto italiane ha detto che «il tempo è maturo perché la Guardia Costiera sia presente anche nelle acque interne (fiumi, laghi). Esiste già un primo accordo con la Regione Lombardia per il controllo del lago di Garda, dove si è registrato un tasso di sinistrosità molto elevato».
Il presidente dell'Ipsema, l'Istituto di Previdenza per il Settore Marittimo, Antonio Parlato, ha rivelato come, tra gli infortuni mortali denunciati all'istituto, quelli causati da attività di pesca siano in grande maggioranza. Gli incidenti mortali infatti tra i pescatori risultano essere mediamente l'80% del totale dei sinistri che hanno causato decessi tra i lavoratori marittimi.
«Circa il 60% delle imprese marittime assicurate con l'Ipsema - ha precisato - è rappresentato da navi da pesca le quali danno lavoro a più del 30% dei lavoratori del mare. Mentre il tasso di infortuni, riferito all'intero comparto marittimo, risulta intorno al 5%, il settore della pesca segnala una percentuale più bassa, pari all'incirca alla metà, ma è alta, di contro, la percentuale di infortuni mortali».
All'incontro odierno sono intervenuti, tra gli altri, i rappresentanti delle società nazionali di salvamento di Gran Bretagna, Turchia, Francia, Germania, Olanda, Finlandia, Norvegia, Danimarca, Croazia e Bulgaria, oltre al presidente dell'International Lifeboat Federation, Rolf Westerstrom. Inoltre hanno preso la parola il capitano Scott La Rochelle, responsabile dell'ufficio ricerca e soccorso della Coast Guard degli Stati Uniti; William Gossard, funzionario del National Transportation Safety Board del governo statunitense; Klaus Baumann, vicedirettore affari internazionali della Guardia Costiera Ausiliaria degli Stati Uniti; l'ammiraglio Marco Brusco, comandante della Capitaneria di porto di Genova; il tenente di vascello Antonio Pellettier, del Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto; Domenico Impagliazzo, funzionario della direzione generale per la Navigazione e il trasporto marittimo e interno del ministero dei Trasporti; Paolo Gagliardi, segretario generale del Rina.
La conferenza si concluderà nella giornata di domani, nel corso della quale il presidente della Società Nazionale di Salvamento presenterà uno studio compiuta dalla stessa SNS nel quadro della "Campagna informativa per la pianificazione della sicurezza balneare".