Secondo Altroconsumo, quello dei traghetti è «un settore che naviga in acque pessime». In questi giorni l'associazione di consumatori ha diffuso il proprio dossier “Sicurezza in Alto Mare” frutto di un'indagine per verificare le condizioni di sicurezza offerte dalle navi che trasportano passeggeri e autoveicoli verso le isole, navi che - secondo Altroconsumo - « non sono sicure quanto serve», e ieri, criticando nuovamente le compagnie di navigazione per aver rincarato le tariffe delle traversate che - secondo l'associazione - sono aumentate «in modo anomalo», Altroconsumo ha annunciato l'avvio di una class action per chiedere il rimborso di quanto pagato in più dai clienti delle compagnie di navigazione.-
- Oggi il presidente della Confederazione Italiana Armatori (Confitarma), Paolo d'Amico, ha replicato al rilievo di Altroconsumo sulla carenza di sicurezza delle navi. Si tratta - ha commentato d'Amico - di «ingiuste e infondate accuse rivolte ad un comparto industriale, quello dei nostri traghetti passeggeri, che contribuisce, insieme con le crociere, al turismo che viene “dal mare”, così importante per la ricchezza del Paese e che ci vede leader mondiali per dimensione, età della flotta e capacità di trasporto via mare».
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- Sottolineando «il determinante contributo economico per il Paese, in termini turistici e di continuità territoriale, generato dall'impegno costante di chi muove per mare oltre 50 milioni di passeggeri l'anno consentendo una parità di condizioni tra cittadini continentali ed isolani, al tempo stesso creando e moltiplicando lavoro e ricchezza sul territorio», il presidente di Confitarma ha osservato che con il dossier di Altroconsumo «i cittadini italiani vengono scorrettamente indotti a pensare che i nostri traghetti siano poco sicuri. Ciò - ha aggiunto d'Amico - mi sembra davvero troppo per chi da anni investe proprio sulla sicurezza e la formazione di personale altamente qualificato».
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- «È bene precisare una volta per tutte - ha proseguito d'Amico - che una nave che non rispetta gli standard di sicurezza non può viaggiare e di fatto viene immediatamente bloccata in porto dall'Autorità Marittima! Come si può pensare che il Registro Italiano Navale e l'amministrazione marittima, deputati da sempre alle verifiche tecniche ed al controllo dei nostri traghetti, non compiano il loro dovere? Come si può soltanto immaginare - ha evidenziato il presidente dell'associazione armatoriale - di divenire leader mondiali senza essere, non dico i migliori, ma tra i migliori? Come si può credere che chi ha inventato i moderni “cruise ferry”, chi ha il primato mondiale delle autostrade del mare e chi fa i numeri principali nel trasporto passeggeri continente-isole possa trascurare il principale obbligo di un operatore di qualità: la sicurezza? Con la sicurezza non si scherza: prevenzione, verifiche, controlli, attenzione a tutto ciò che possa essere fonte di pericolo: e su questo fronte siamo costantemente impegnati».
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- «Come possono essere tollerate - si è chiesto ancora d'Amico - iniziative, anche se circoscritte e isolate rispetto al complesso delle associazioni dei consumatori, che, fingendo di dar voce ai diritti del consumatore, mettono a repentaglio immagine, bilanci, posti di lavoro denigrando importanti aziende di navigazione che da decenni collegano le grandi isole al continente, primarie società radicate nella storia della marineria e nell'economia del Paese? Come si può mettere in dubbio la professionalità di migliaia di lavoratori italiani capaci ed esperti che operano sia a bordo di traghetti battenti la bandiera nazionale che a terra?»
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- «In “alto mare” - ha ricordato il presidente di Confitarma - si muove un'industria che è vanto della nazione, si crea lavoro e ricchezza, a bordo e a terra, si genera una quota non trascurabile del Pil nazionale, si collegano cultura ed economia, si trasporta quanto è necessario alla vita (dalle fonti energetiche ai prodotti finiti) e ci si può anche divertire. In sicurezza».
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- «Non spetta a me, in qualità di presidente della Confederazione Italiana Armatori - ha concluso d'Amico - rispondere sui singoli termini usati in questa inchiesta condotta con superficialità, pessima scelta di tempi e soprattutto con valutazioni facilmente confutabili sul piano tecnico. Anche perché le aziende hanno in corso azioni legali volte a tutelare i loro diretti interessi nelle sedi opportune. Mi preme solo ricordare che ogni nave ha un proprio piano di sicurezza approvato dalle autorità e dagli enti preposti, verificato più volte all'anno e concernente le dotazioni di salvataggio, il loro numero e la loro ubicazione. Spetta invece a me ribadire la ferma condanna da parte della comunità armatoriale verso azioni strumentali che rischiano di compromettere proprio ora l'immagine di chi è impegnato quotidianamente in un settore di traffico così delicato e al tempo stesso così importante per gli interessi generali del Paese».
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L'analisi dei prezzi dei traghetti di Altroconsumo
compagnia |
tratta |
adulti |
bambini |
sistemazione |
auto |
costo 2010 |
costo marzo 2011 |
incremento totale (%) |
aumento totale euro |
GNV |
GE Olbia |
2 |
2 |
cabina int. |
1 |
573 |
981 |
71,20 |
408 |
GNV |
GE Olbia |
2 |
2 |
cabina int. |
1 |
539 |
951 |
76,44 |
412 |
GNV |
GE P. Torres |
2 |
2 |
cabina int. |
1 |
662,9 |
1092,9 |
64,87 |
430 |
moby lines |
GE P. Torres |
2 |
- |
poltrona |
1 |
140,8 |
327,4 |
132,53 |
186,6 |
moby lines |
GE P. Torres |
2 |
1 |
cabina int. |
1 |
714,8 |
1109 |
55,15 |
394,2 |
moby lines |
GE Olbia |
2 |
2 |
cabina int. |
1 |
527,5 |
919,72 |
74,35 |
392,22 |
sardinia ferries |
LI G. Aranci |
2 |
2 |
cabina int. |
1 |
270,82 |
477,82 |
76,43 |
207 |
sardinia ferries |
LI G. Aranci |
1 |
- |
posto ponte |
moto |
52,2 |
121,84 |
133,41 |
69,64 |
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- Intanto, dopo aver segnalato all'inizio di quest'anno all'Antitrust un aumento dei prezzi dei traghetti ritenuto anomalo, segnalazione che - insieme con quelle di altre associazioni di consumatori ha indotto l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ad aprire un'istruttoria (
del 17 maggio 2011), Altroconsumo ha annunciato appunto l'avvio di una class action per chiedere all'autorità giudiziaria che venga accertata la violazione delle regole sulla concorrenza (in pratica - ha precisato l'associazione - l'esistenza di un cartello tra le quattro compagnie Moby, Snav, Grandi Navi Veloci (GNV) e Forship - Sardinia Ferries) e che vengano rimborsati i passeggeri della maggior spesa che sono stati costretti a pagare. «Secondo le nostre inchieste, confermate dai dati attualmente in possesso dell'Antitrust - ha ricordato l'associazione dei consumatori - stiamo parlando di aumenti che vanno dal 90% al 110%». Con la class action Altroconsumo chiede quindi che ai viaggiatori venga restituita la metà di quanto pagato.
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