 Il governo di Londra ha presentato oggi la propria strategia per
la decarbonizzazione del settore del trasporto marittimo che prevede
l' inclusione dello shipping a partire dal 2026 nell'UK Emissions
Trading Scheme (ETS), il sistema di scambio delle emissioni del
Regno Unito che è simile all'EU ETS, l'analogo sistema per
promuovere la riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra che
è stato definito e adottato dall'Unione Europea e nel quale
l'industria dello shipping è stata inclusa con effetto dal
primo gennaio 2024
(
del 18
aprile 2023).
Se l'UE, con l'iniziativa FuelEU Maritime che fa parte del
pacchetto “Fit for 55”, intende promuovere la riduzione
delle sue emissioni di gas serra di almeno il 55% entro il 2030
rispetto ai livelli del 1990 e giungere alla neutralità
climatica entro il 2050, l'obiettivo della strategia britannica
volto a conseguire la neutralità climatica, cioè un
equilibrio fra queste emissioni prodotte dalle attività
antropiche e quelle riassorbite, fissa questo traguardo sempre al
2050, stabilisce quote progressive di riduzione delle emissioni
well-to-wake pari al 30% entro il 2030 e all'80% entro il 2040, con
riferimento, però, ai livelli del 2008 (livelli che - sulla
base dei dati diffusi dall'Agenzia Europea per l'Ambiente - nel 2008
nell'UE a 27 erano inferiori dell'11,3% rispetto al 1990).
Presentando la strategia, da applicarsi per il settore marittimo
a navi di oltre 5.000 tonnellate di stazza lorda che effettuano
viaggi in ambito nazionale e che sostano alle banchine dei porti del
Regno Unito, il ministro del trasporto aereo, trasporto marittimo e
sicurezza del Regno Unito, Mike Kane, ha specificato che gli
obiettivi intermedi della strategia sono allineati con i livelli di
massima ambizione della strategia sui gas serra dell'International
Maritime Organization del 2023. Kane ha ricordato che nel 2019 il
settore marittimo del Regno Unito ha prodotto circa otto milioni di
tonnellate di CO2 equivalente e che la strategia di
decarbonizzazione consentirà di cogliere le opportunità
di crescita verde che contribuiranno alla crescita economica e a
concretizzare i benefici che la riduzione delle emissioni possono
avere per la salute. Si stima, in via prudenziale - ha affermato -
che la decarbonizzazione del settore marittimo del Regno Unito
potrebbe produrre da 130 a 180 milioni di sterline di valore
aggiunto lordo e creare mediamente ogni anno fra 1.400 e 2.100 nuovi
posti di lavoro nel Regno Unito da oggi al 2050, e ciò solo
per la fornitura di tecnologie di bordo, di servizi di stoccaggio
del carburante e per i motori. Si prevede inoltre - ha aggiunto -
che gli investimenti richiesti per supportare la decarbonizzazione
del settore, inclusa la produzione di combustibili ed energia a zero
e quasi zero emissioni di gas serra, stimoleranno ulteriormente la
crescita nel Regno Unito e garantiranno la sicurezza energetica.
Il ministro ha spiegato che la strategia è fondata su
cinque principali politiche per guidare la decarbonizzazione, a
partire da una regolamentazione sui carburanti che, oltre a recepire
uno standard sui fuel che attualmente è in fase di sviluppo
presso l'IMO, introdurrà, a seguito di una consultazione
pubblica che si svolgerà l'anno prossimo, normative nazionali
sui carburanti per promuovere l'adozione di carburanti e fonti
energetiche a zero e quasi zero emissioni di gas serra.
Relativamente ai prezzi delle emissioni, il ministro ha specificato
che il Regno Unito continua a sostenere l'iniziativa presso l'IMO
volta alla definizione di una tassa globale sul trasporto marittimo
da introdursi a partire dal 2027.
Inoltre il governo britannico sta valutando ulteriori azioni per
ridurre le emissioni delle navi all'ormeggio nei porti e, a tal
fine, avvierà prossimamente una specifica consultazione
pubblica che avrà termine il prossimo 24 giugno, mentre
un'ulteriore consultazione, con scadenza il prossimo 25 luglio, sarà
lanciata per valutare la possibilità di estendere l'UK ETS
alle imbarcazioni di stazza lorda inferiore a 400 tonnellate. A tal
proposito, Kane ha precisato che il governo è consapevole che
ciò potrebbe rivelarsi impegnativo per alcuni settori, come
quello della pesca, mentre altri comparti, come quello delle
imbarcazioni per l'eolico offshore, potrebbero muoversi più
rapidamente sulla strada della decarbonizzatione.
Accogliendo con favore la strategia presentata oggi, l'UK
Chamber of Shipping ha rilevato che «la strategia del governo
deve ora essere accompagnata dalla definizione del quadro normativo,
della tecnologia e dell'infrastruttura , inclusa - ha specificato
l'amministratore delegato Rhett Hatcher - una rivoluzione
nell'ambito dello shore power, necessaria per supportare la
transizione verde del settore marittimo del Regno Unito, apportando
benefici alle comunità marittime e all'economia del Regno
Unito».
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