Quotidiano indipendente di economia e politica dei trasporti
10:59 GMT+2
COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS
ANNO XXXIV - Numero 31 OTTOBRE 2016
STUDI E RICERCHE
TRASPORTO MARITTIMO: QUARTO ANNO CONSECUTIVO DI DECLINO DEI
COSTI OPERATIVI
I risultati di una ricerca presentati nell'OpCost 2016
(www.opcostonline.com),
l'esclusivo strumento di riferimento della Moore Stephens sui costi
operativi, rivelano che i costi operativi complessivi per i settori
delle navi petroliere, rinfusiere e portacontainer sono tutti
diminuiti nel 2015, l'anno finanziario preso in considerazione dallo
studio.
Su base da un anno all'altro, l'indice per le petroliere è
stato in ribasso di 4 punti, ovvero del 2,2%, mentre l'indice delle
rinfusiere è calato di 6 punti, ovvero del 3,6%.
Anche l'indice delle portacontainer, nel contempo, è
sceso di 6 punti, ovvero del 3,7%.
Le corrispondenti cifre dello studio OpCost dell'anno scorso
mostravano diminuzioni di 2 punti negli indici sia delle petroliere
che delle portacontainer e di 1 punto nell'indice delle rinfusiere.
C'è stato un calo medio complessivo dell'1,2% dei costi
degli equipaggi nel 2015 rispetto alle cifre del 2014, che a loro
volta erano state in ribasso dello 0,1% rispetto al 2013.
A titolo di confronto, il rapporto del 2008 aveva rivelato un
incremento del 21% in questa categoria.
Le petroliere nel complesso hanno sperimentato un calo dei costi
relativi agli equipaggi dell'1,3% in media, rispetto alla
diminuzione dello 0,4% registrato nel 2014.
Tutte le categorie di petroliere hanno riportato una riduzione
dei costi inerenti agli equipaggi nel 2015 con l'eccezione delle
Panamax e delle superpetroliere, che hanno fatto registrare
incrementi dell'1,4% e dell'1,2% rispettivamente, rispetto alle
riduzioni nel 2014 del 2,2% e dello 0,6%.
La riduzione più significativa dei costi relativi agli
equipaggi delle petroliere nel 2015 è stata quella del 3,6%
riguardante le navi cisterna per prodotti chimici petroliferi.
Per le rinfusiere, nel contempo, il calo complessivo in media
dei costi correlati all'equipaggio nel 2015 sono stati dell'1,1%,
essendosi stabilizzati 12 mesi fa al livello del 2013.
Gli operatori di rinfusiere Handysize hanno pagato il 2,3% in
più in relazione ai costi degli equipaggi rispetto al 2014,
ma gli operatori di altre categorie di rinfusiere hanno pagato meno
e nel caso delle rinfusiere Panamax qualcosa come il 3,2%.
La spesa inerente agli equipaggi è diminuita del 3,3% nel
settore delle navi portacontainer, essendosi stabilizzata al livello
dell'anno precedente.
Il calo maggiore dei costi relativi all'equipaggio in questa
categoria è stata la riduzione del 3,6% registrata per le
navi da 2.000 a 6.000 TEU.
La spesa inerente al magazzinaggio si è ridotta
complessivamente del 4,3%, rispetto alla diminuzione del 2,4% nel
2014.
La maggiore diminuzione riguardo a tali costi è stato
l'8,5% registrato dalle rinfusiere Capesize e le rinfusiere Panamax
non sono rimaste molto indietro (8,2%).
Altre notevoli riduzioni hanno riguardato le navi portacontainer
da 2.000-6.000 TEU (8,0%) e le rinfusiere Handymax (7,5%).
Per le rinfusiere nel complesso i costi relativi al
magazzinaggio sono diminuiti in media del 7,7% rispetto ad un calo
del 3,7% nel 2014, mentre nei settori delle petroliere e delle
portacontainer le riduzioni complessive dei costi inerenti ai
magazzini sono state rispettivamente del 4,3 e 5,5 per cento,
rispetto alle corrispondenti cifre dello 0,7 e 3,0 per cento nel
2014.
Il solo aumento della spesa per magazzinaggio in tutte le
categorie di navi è stato l'incremento dell'1,5% registrato
dalle petroliere da 5.000 a 10.000 tonnellate di portata lorda.
C'è stato un calo generale dei costi relativi a
riparazioni e manutenzioni del 4,3%, rispetto alla riduzione dello
0,6% registrata nel 2014.
Solo le superpetroliere e le portacontainer da 1.000 a 2.000 TEU
hanno registrato un incremento della spesa per riparazioni e
manutenzioni rispettivamente dello 0,1% e 1,3%.
Negli altri casi c'è stata ovunque una riduzione della
spesa, di cui costituisce un significativo esempio il calo del 7,9%
registrato dalle navi per carichi secchi costiere.
Il ribasso generale del 3,2% registrato per le assicurazioni si
confronta con il calo dello 0,4% registrato nel 2014.
Nessuna nave della categoria delle rinfusiere ha pagato di più
per la sua assicurazione nel 2015 rispetto al 2014.
Le rinfusiere Handysize hanno pagato notevolmente meno (5,7%)
così come le rinfusiere Panamax (5,3%).
Le navi cisterna adibite al trasporto di prodotti derivanti dal
petrolio e le petroliere da 5.000 a 10.000 tonnellate di portata
lorda sono state le sole navi nella categoria delle petroliere a
pagare di più per la propria assicurazione nel 2015 di quanto
non abbiano fatto l'anno prima, nell'ordine rispettivamente
dell'1,3% e dello 0,6%.
Il maggior incremento dei costi correlati all'assicurazione,
tuttavia, è stato il 2,6% registrato dalle navi adibite al
trasporto di gas petroliferi liquefatti nella gamma da 10.000 a
40.000 cbm.
Per assurdo, le gasiere sono da sempre ritenute fra le navi in
mare più sicure, forse riflettendo l'effetto sul livello dei
premi del costo dei potenziali reclami invece del retaggio delle
registrazioni dei reclami presentati.
Richard Greiner, partner di Shipping & Transport, afferma:
"Questa è la quarta riduzione consecutiva da un anno
all'altro in ordine ai costi operativi navali complessivi.
La riduzione è tre volte maggiore rispetto a quella
registrata 12 mesi fa ed una riduzione a questo livello non era
stata in genere prevista.
È probabile che la diminuzione dei costi operativi sia in
parte dovuta al perseverare della buona gestione in un difficile
ambiente operativo per molti, ed in parte ad un mercato estremamente
difficile e ad al cambiamento del clima economico.
Le maggiori riduzioni dei costi sono state com'era prevedibile
quelle nelle categorie dei magazzini e delle
riparazioni/manutenzioni.
Il calo dei prezzi del petrolio a livello mondiale hanno
continuato ad avere un effetto a catena sui costi dell'olio
lubrificante nel 2015, mentre sempre più armatori puntano al
disarmo strategico a breve termine invece che a spendere per
manutenzioni e riparazioni.
Il calo dei costi dell'equipaggio verosimilmente è stato
più che una sorpresa per un settore che nel corso degli anni
ha assorbito incrementi di questo tipo superiori al 20% ed è
sopravvissuto per raccontarlo, ma senza dubbio si è trattato
per lo più della conseguenza della riduzione del livello dei
traffici.
La diminuzione dei costi delle assicurazioni, nel contempo, non
costituirà una sorpresa per nessuno alla luce degli
avvertimenti da parte del mercato londinese secondo i quali i tassi
per molte delle principali flotte continuano a raggiungere nuovi
punti bassi.
Lo scorso anno è stato particolarmente difficile per lo
shipping.
Secondo l'indagine ad hoc condotta da Moore Stevens, la fiducia
ha raggiunto il suo livello più basso da sette anni.
Gli operatori non sono troppo ottimisti circa l'effettuazione di
nuovi investimenti a breve termine, mentre si prevede che i costi
finanziari aumentino.
Nessuno si aspetta buone notizie sulle tariffe di nolo per
carichi secchi e le prospettive per i proventi derivanti da
petroliere e portacontainer sono di poco migliori.
L'indice Baltic Dry, nel contempo, è pronto a
sprofondare.
Non è un momento propizio per programmare nuove
associazioni d'impresa; piuttosto, è il momento di fare
scorte.
In breve, per molti è il momento di tenere al minimo i
costi operativi.
Su uno sfondo di fiducia in diminuzione nel 2015, i prezzi del
petrolio hanno dimostrato una stabile tendenza al ribasso ed il
rallentamento dell'economia cinese è diventato sempre più
evidente.
Nessuno di questi fattori ha rappresentato davvero una buona
notizia per il trasporto marittimo ed entrambi, in maniera diversa,
hanno servito da freno per i costi operativi nel 2015.
Un calo dei costi operativi è una buona notizia per lo
shipping, in particolare in un momento in cui i ricavi dal mercato
dei noli, per molti, sono così deludenti.
Ma i presagi non sono così incoraggianti.
Si prevede che i prezzi del petrolio inizino a riprendersi in
modo significativo nella seconda metà del 2017, mentre il
prezzo dell'acciaio, il caposaldo dell'industria dei cantieri
navali, potrebbe incrementarsi molto presto.
Il costo della manodopera, nel contempo, è probabile che
si sposti solo in direzione verso l'alto ai sensi della Convenzione
sul Lavoro Marittimo del 2006.
Anche se sembrava che la Convenzione sulla Gestione delle Acque
di Zavorra fosse ancora lungi dall'entrare in vigore nel 2015, non è
stato così!
Ora la convenzione è stata ratificata, il costo del
tentativo di conseguire la conformità dovrebbe diventare più
chiaro nel giro dei prossimi 12 mesi, così come dovrebbe
essere riguardo al costo per rendere il trasporto marittimo più
salubre e più sicuro rispetto alle minacce quali i
ciber-attacchi e le frodi.
In conclusione, il trasporto marittimo potrebbe trarre qualche
consolazione dalla quarta diminuzione consecutiva annuale dei costi
operativi.
Ma bisognerebbe ricordare che i costi possono spostarsi in
entrambe le direzioni.
OpCost registra che, alla fine dell'anno 2001, ad esempio, il
costo operativo medio giornaliero per una rinfusiera Handymax era di
3.578 dollari USA.
Nel 2015, è stato di 5.604 dollari USA.
Per una petroliera Suezmax, le cifre corrispondenti sono state
di 4.916 e 9.170 dollari USA.
Le indicazioni dai mercati dei noli sono nel senso che il
trasporto marittimo sta ancora vendendosi troppo a buon mercato.
Le pressioni derivanti dall'inflazione sui costi operativi
permarranno, di modo che mantenere lo status quo non sarà
un'opzione percorribile.
Per molti, i mercati dei noli resteranno difficoltosi e così
per restare competitivi gli armatori dovranno continuare a
migliorare l'efficienza, innovare con nuove tecnologie e sfruttare i
notevoli vantaggi dei "grossi" dati senza indugio".
- Via Raffaele Paolucci 17r/19r - 16129 Genova - ITALIA
tel.: 010.2462122, fax: 010.2516768, e-mail
Partita iva: 03532950106
Registrazione Stampa 33/96 Tribunale di Genova
Direttore responsabile Bruno Bellio Vietata la riproduzione, anche parziale, senza l'esplicito consenso dell'editore