
L'attuale quadro normativo e fiscale dell'Unione Europea
promuove la competitività dell'industria europea dello
shipping; tuttavia ci sono ampie aree per migliorare il
posizionamento del settore nell'ambito della concorrenza globale a
partire dalla riduzione del divario di investimenti per l'adozione
di tecnologie e carburanti puliti per il trasporto marittimo, per la
riduzione degli oneri amministrativi e per l'allineamento alle
normative internazionali del settore. Lo evidenzia uno studio della
Deloitte sulla competitività del trasporto marittimo europeo
che è stato pubblicato oggi dall'associazione armatoriale
europea European Shipowners in vista dell'“European Shipping
Summit”, evento che si terrà domani e dopodomani a
Bruxelles che è stato organizzato dall'associazione assieme
ad oltre organizzazioni del mondo marittimo.
Oggi European Shipowners ha presentato anche uno studio
realizzato da CE Delft per conto dell'associazione sul valore
economico del trasporto marittimo europeo, settore che nel 2024
constava di 4.153 società marittime e di una flotta di 22.318
navi per una stazza lorda totale di 556 milioni di tonnellate.
Rispetto al tonnellaggio di stazza lorda complessivo della flotta
mondiale, il 44% di quello delle portacontainer è operato da
soggetti europei, così come all'UE fa capo il 35% delle navi
cisterna mondiali, il 33% delle navi per gas naturale liquefatto, il
30% delle portarinfuse, il 29% delle navi ro-ro, il 25% delle navi
per l'industria offshore e il 21% delle navi per gas di petrolio
liquefatto.
Se dal 2018 la consistenza della flotta europea, allora pari a
514 milioni di tsl, è cresciuta costantemente, è
invece diminuita altrettanto continuamente la sua quota rispetto
alla consistenza complessiva della flotta mondiale che è
scesa dal 38,5% nel 2018 al 33,6% nel 33,6% nel 2024 quando la
flotta mondiale risultava costituita da 111.612 navi per complessive
1,65 milioni di tonnellate di stazza lorda. La flotta dell'UE -
evidenzia lo studio di Deloitte - sta quindi crescendo
costantemente, ma altre flotte stanno crescendo più
velocemente. A tal proposito, il segretario generale di European
Shipowners, Sotiris Raptis, ha sottolineato che, «affinché
l'Europa mantenga il trasporto marittimo come risorsa geopolitica,
dobbiamo mantenere la sua competitività internazionale e
investire nella transizione energetica. Investire in tecnologie
pulite e combustibili puliti i ricavi dell'UE e quelli nazionali
dell'ETS - ha specificato riferendosi al sistema europeo di scambio
di quote di emissione - renderà l'intero cluster industriale
marittimo più competitivo».