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COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS
ANNO XXIX - Numero 2/2011 - FEBBRAIO 2011
Porti
Delizie turche
I porti containerizzati turchi hanno fatto registrare sostenuti
guadagni nei risultati relativi ai propri livelli di traffico lo
scorso anno, dal momento che i traffici stessi si sono ripresi, in
particolare in Asia.
Nel caso di Amabrli, il principale complesso per la
movimentazione di container di Istanbul, un ulteriore impulso è
stato assicurato dai crescenti volumi dei traffici di trasbordo, sia
alla volta di altri porti turchi, sia per la più ampia
regione del Mar Nero/Mediterraneo orientale.
Nel 2010, i risultati complessivi dei box ad Ambarli, pari a
2,54 milioni di TEU, sono stati in aumento del 38% rispetto
all'annata precedente (1,84 milioni di TEU) e rappresentano un passo
avanti di tutto rispetto in confronto al risultato "pre-crisi"
del 2008, quando nel complesso erano stati lavorati 2,26 milioni di
TEU.
Nel contesto di Ambarli, l'infrastruttura del Marport,
controllata dalla Arkas, è quella principale, avendo
movimentato il 65% di tutti i traffici del porto.
"Abbiamo movimentato 1.664.030 TEU a Marport nel 2010"
ha dichiarato un dirigente della società.
"Le cifre mostrano una piena ripresa, dal momento che
adesso abbiamo oltrepassato i nostri risultati del 2008 ed abbiamo
anche superato il nostro record quale terminal di servizio turco dai
volumi più elevati.
I nostri volumi di trasbordo diretti nel Mar Nero sono stati un
importante fattore per la nostra ripresa, così come lo è
stata la stabilità politica del paese e la conseguente
crescita di fiducia nel mercato".
Il dirigente, poi , è ottimista circa il futuro.
"Ho il piacere di comunicare che abbiamo avuto un buon
inizio d'anno al Marport, sebbene esistano ancora alcune questioni
che rappresentano fonte di preoccupazione nella regione circostante.
Ciononostante, sentiamo che il peggio è ora alle nostre
spalle".
Altrove ad Istanbul, lo Haydarpaa, infrastruttura controllata
dallo stato, il cui futuro a lungo termine sembra essere nel settore
delle crociere, ha continuato a perdere traffici a favore dei
terminal privati che sono al servizio del settore asiatico della
città ed oltre.
Lo scorso anno, questo terminal ha movimentato 176.468 TEU, in
ribasso rispetto ai 187.365 TEU del 2009, e meno della metà
rispetto ai 360.000 TEU lavorati nel 2008.
Anche Smirne lo scorso anno ha perso traffici, dal momento che
il suo risultato di 727.675 TEU è stato del 12% minore dei
precedenti 826.645 TEU.
All'inizio degli anni 2000 Smirne, maggior porto per contenitori
sulla costa mediterranea della Turchia, movimentava circa un milione
di TEU.
Peraltro, un programma di privatizzazione di scarso successo e
la crescita di porti privati minori quali il TCE EGE ed il Nemport
nella baia di Nemrut hanno minato i suoi traffici merci.
Al contrario, Mersin, le cui operazioni sono gestite da
un'associazione fra imprese capeggiata dalla PSA International con
sede a Singapore, ha ridotto i costi, aumentato la produttività
ed incrementato la propria quota di mercato.
Nel 2010 Mersin ha movimentato un record di 1,02 milioni di TEU,
con un aumento del 21,4% rispetto agli 843.917 TEU movimentati nel
2009.
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