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COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS
ANNO XXIX - Numero 7/2011 - LUGLIO 2011
Trasporto marittimo
Verso navi più grandi e più lente
I vettori marittimi saranno costretti ad ordinare navi più
grandi e più lente in futuro ai sensi di un accordo
predisposto a metà del mese di luglio dalla MEPC (Commissione
Protezione Ambiente Marino) dell'IMO.
Si tratta del primo regime obbligatorio a livello globale in
materia di riduzione dei gas serra rivolto ad un settore industriale
internazionale.
Ai sensi del nuovo capitolo 4 del MARPOL Annex VI, le future
ordinazioni di navi dovranno conformarsi al massimo EEDI (Indice di
Progettazione di Efficienza Energetica) dell'IMO per ciascuna
categoria di navi; tale indice sostanzialmente incoraggia la
costruzione di navi più grandi e più lente.
In altre parole, i vettori marittimi non potranno più
ordinare ciò che vorranno, il che, in parte, spiega perché
recentemente siano state effettuate così tante ordinazioni.
Tali regole si applicano a tutte le navi di più di 400
t.s.l. e ci si aspetta che entrino in vigore il 1° gennaio 2013.
Tuttavia, ai sensi della regola 19, l'amministrazione può
concedere una deroga rispetto all'obbligo per le nuove navi di oltre
400 t.s.l. di conformarsi ai requisiti previsti dall'EEDI nei casi
in cui i contratti siano stati sostanzialmente concordati, sebbene
non ancora sottoscritti.
La deroga non può essere applicata alle navi di oltre 400
t.s.l. in relazione alle quali "il contratto di costruzione sia
stato assegnato quattro anni dopo l'entrata in vigore del capitolo
4, ovvero la chiglia delle quali sia stata predisposta o la cui fase
di costruzione sia ad uno stato simile dopo quattro anni e sei mesi
dopo l'entrata in vigore, ovvero la consegna della quale sia
prevista dopo sei anni e sei mesi dopo l'entrata in vigore, ovvero,
nei casi di rilevante conversione di una nave nuova od esistente,
quattro anni dopo l'entrata in vigore della norma".
Il nuovo capitolo 4 dell'allegato MARPOL VI costringe altresì
gli armatori ad effettuare operazioni con tutte le attuali navi in
conformità con il SEMP (Piano di Gestione dell'Efficienza
Energetica delle Navi) dell'IMO.
A detta della International Chamber of Shipping, esso "incorpora
le migliori pratiche per l'efficienza del carburante nelle
operazioni marittime, quale la migliore gestione della velocità
nel corso del viaggio della nave.
Tali provvedimenti inerenti all'efficienza ridurranno in modo
significativo il consumo di carburante e, di conseguenza, le
emissioni di CO2.
Quarantanove stati membri hanno dichiarato di essere d'accordo
con queste nuove misure, due si sono astenuti e cinque si sono
opposti, fra cui la Cina ed il Brasile.
Commentando questo risultato, Efthimios E. Mitropoulos,
segretario generale dell'IMO, ha dichiarato: "Sebbene non ad
unanimità, che naturalmente sarebbe stato l'esito ideale, la
Commissione ha ora adottato gli emendamenti al MARPOL Annex VI,
introducendo misure tecniche ed operative vincolanti per
l'efficienza energetica delle navi.
Speriamo che il lavoro successivo relativo a queste tematiche
possa consentire a tutti i membri di approvare il provvedimento, in
modo che possa essere completata l'iniziativa a servizio
dell'ambiente cui i provvedimenti in questione mirano".
Il prossimo passo inerente all'ambiente da parte del settore
marittimo allo scopo di salvare il pianeta sarà l'imposizione
di un'imposta sull'anidride carbonica.
Il livello dell'imposta potrebbe essere appropriatamente
correlato a quanto le navi saranno all'altezza dei loro EEDI,
sebbene non sia molto chiaro chi sarà responsabile della
gestione delle misure a livello globale.
L'argomento potrebbe senz'altro essere discusso in occasione
della prossima UNFCC (conferenza dell'ONU sui cambiamenti climatici)
che si svolgerà a Durban alla fine dell'anno, nella quale
l'IMO potrebbe non essere coinvolta. (da: ci-online.co.uk,
19.07.2011)
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