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COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS
ANNO XXIX - Numero 7/2011 - LUGLIO 2011
Trasporto intermodale
Germania: porta d'accesso per l'Ungheria
La posizione dominante della Germania nel mercato
containerizzato europeo è ben nota.
Le importazioni del paese potranno anche essere leggermente
dietro a quelle del Regno Unito, ma le sue imponenti esportazioni le
controbilanciano a sufficienza.
La ciliegina sulla torta per i suoi porti è costituita
dai carichi da e per gli stati vicini, fra cui la Polonia,
l'Austria, la Svizzera, l'Ungheria e la Repubblica Ceca.
Sebbene un terzo del traffico containerizzato tedesco sia stato
perduto da Amburgo e Bremerhaven a vantaggio dei porti del Benelux,
il controllo della Germania sulle porte d'accesso rispetto ai
carichi dell'hinterland da e per l'Europa centro-orientale resta
dominante.
Un buon esempio di tale situazione è l'Ungheria, per la
quale i porti del Mediterraneo stanno diventando sempre più
concorrenziali.
Secondo la MDS Transmodal, le importazioni containerizzate
marittime a lungo raggio dell'Ungheria sono cresciute del 5% lo
scorso anno, sino a 128.400 TEU, mentre le sue esportazioni sono
cresciute del 32%, sino a 74.740 TEU.
Tale cifra potrebbe non sembrare granché, ma i traffici
infra-europei rendono la direttrice di traffico in questione molto
più allettante e contribuiscono ad assicurare abbastanza
massa critica per molti servizi ferroviari nord-europei.
Lars Hedderich, amministratore delegato della Eurogate
Intermodal, uno dei maggiori operatori del settore, afferma con
entusiasmo: "L'anno scorso i nostri traffici da Amburgo e
Bremerhaven all'Ungheria sono aumentati del 12,5% sino a 40.000 TEU.
Le esportazioni sono state quelle che hanno prodotto le migliori
prestazioni, essendo cresciute del 30%.
Dall'inizio del 2010, la frequenza dei nostri treni è
migliorata da quattro/cinque a sei convogli alla settimana.
I nostri treni, poi, cambiano solo il macchinista al confine,
assicurando così una migliore affidabilità quanto ai
tempi di viaggio.
Attualmente completiamo il viaggio in circa 27 ore".
A causa dello squilibrio commerciale sopra accennato, i treni
della Eurogate tornano da Budapest via Monaco, che domina nelle
esportazioni.
Krisztina Kovacs, rappresentante a Budapest del marketing del
Porto di Amburgo, aggiunge: "A causa delle distanze coinvolte
(approssimativamente 1.200 km), la ferrovia costituisce il modo più
competitivo per servire il mercato quando si tratta della Germania.
Il costo tipico della ferrovia è di circa 1.000 euro
(1.440 dollari USA) per unità da 40 piedi, mentre
l'autotrasporto può raggiungere i 1.800 euro (2.593 dollari
USA) per unità da 40 piedi.
Inoltre, i ritardi alla frontiera frequentemente comportano che
solo la consegna entro il terzo giorno dalla partenza è
possibile quando si usano i camion".
Malgrado ciò, l'autotrasporto ha fatto registrare buoni
risultati ad Amburgo l'anno scorso, come mostra la tabella
sottostante.
TRAFFICI CONTAINERIZZATI DA AMBURGO
ALL'UNGHERIA (TEU)
Strada
Ferrovia
Totale strada e ferrovia
Import
Export
Totale
Import
Export
Totale
Import
Export
Totale
2010
24.200
0
24.200
9.800
21.600
31.400
34.000
21.600
55.600
2009
22.800
0
22.800
6.600
20.300
26.900
29.400
20.300
49.700
Nota:
esclusi i traffici istradati
indirettamente, vale a dire via ferrovia verso l'Austria e via
strada oltre l'Austria
Fonte: Porti
Bremerhaven non è stata in grado di fornire le medesime
informazioni.
Margine competitivo
Amburgo e Bremerhaven, tuttavia, non hanno più l'intero
campo del trasporto marittimo a lungo raggio tutto per sé,
data la concorrenza dai porti del Mediterraneo, fra cui Capodistria
in Slovenia e Trieste in Italia.
Nel 2010, i traffici del porto sloveno da e per l'Ungheria sono
aumentati del 41%sino a 106.639 TEU.
Dragan Zlatanovic, direttore vendite della Luka Koper, che
gestisce il terminal container dello scalo sloveno, fa notare:
"Oltre al fatto che il nostro servizio è stato di gran
lunga migliorato, ciò è dovuto principalmente
all'introduzione di altri servizi marittimi diretti dall'Asia, che
offrono un risparmio di tempo sul tragitto marittimo di circa sette
giorni rispetto ai porti nord-europei".
Alla richiesta di commentare tale affermazione, la Kovacs
ribatte: "Sì, ma quante navi vi fanno scalo rispetto ad
Amburgo?".
La Kovacs fa segnare a questo riguardo un punto a suo favore,
poiché, stando ai dati di Containerisation International,
alla fine di aprile 25 navi a lungo raggio avevano servito
direttamente Amburgo dalla sola Asia ogni settimana, rispetto alle
sole quattro di Capodistria, compreso l'innovativo programma AE12 di
Maersk Line e CMA CGM, e, al momento attuale, il trasbordo diventa
necessario presso entrambi i due citati porti di arrivo, facendo
così facilmente svanire il vantaggio del risparmio dei sette
giorni di tempo.
Camion contro treno
Essendo la distanza da Budapest inferiore ai 500 km,
l'autotrasporto domina la tratta da Capodistria all'Ungheria.
Andreas Mandle, amministratore delegato della Adria Transport,
il maggiore fornitore di servizi ferroviari del paese, sostiene: "Si
trova ad appena 200 km dal confine ungherese, il che rende
l'autotrasporto molto più competitivo del treno.
C'è anche una nuova autostrada al servizio della
direttrice.
Tuttavia, ci daremo ancora da fare per mantenere un servizio
settimanale alla volta di Budapest con consegna nello stesso giorno,
che speriamo di incrementare sino a due volte la settimana a giugno.
Al momento attuale, possiamo utilizzare locomotori elettrici
solo da Capodistria a Lubiana, di modo che dobbiamo ancora servirci
di meno potenti locomotori diesel da lì al confine ungherese.
E talvolta, ne occorrono due.
Noi, naturalmente, speriamo che ciò alla fine cessi di
essere necessario, dal momento che si tratta di una pratica costosa.
La maggior parte del nostro supporto proviene da spedizionieri
che combinano traffici in entrata ed in uscita da e per Austria,
Slovacchia ed Ungheria in modo vario ed ingegnoso".
Riassumendo, i porti tedeschi hanno ancora molto da offrire ai
paesi dell'Europa orientale senza sbocco sul mare come l'Ungheria,
ma è facile ravvisare che essi non potranno più dare
nulla per scontato.
Questa evoluzione spiega anche perché i porti tedeschi
siano così desiderosi di sviluppare al più presto
servizi intermodali.
Oltre a tutto il resto, ciò riduce la loro impronta del
carbonio rispetto al Mediterraneo con o senza trasbordo. (da:
Containerisation International, 01.07.2011)
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