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COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS
ANNO XXIX - Numero 8/2011 - AGOSTO 2011
Trasporto marittimo
Perché pagare lo stesso prezzo per una nave
super-lenta diretta in Cina?
Secondo una recente indagine centrata sul settore della
navigazione marittima, i caricatori stanno diventando sempre più
seccati nei confronti dell'arbitraria introduzione della lenta
(16-20 nodi) e super-lenta (12-16 nodi) navigazione da parte dei
vettori marittimi attivi nelle direttrici di traffico di tutto il
mondo.
Sotto le lodevoli spoglie della navigazione "più
verde", le compagnie di linea sono riuscite effettivamente ad
imporre un abbassamento di livello del servizio, senza sconti e
sinora senza molte proteste, risparmiando nel contempo milioni di
dollari all'anno in costi di approvvigionamento di carburante.
Infatti, la BDP International, gruppo con sede negli Stati Uniti
specialista in soluzioni per la gestione della filiera delle
forniture, ha scoperto che nel caso della maggiore dimostrazione di
scontento, il 92% degli intervistati con sede nella regione
dell'Asia-Pacifico hanno riferito che le proprie attività
sono state afflitte dalle pratiche di lenta navigazione dei vettori,
che, secondo le loro lamentele, hanno comportato un impatto negativo
sui livelli delle scorte, del flusso di cassa e sul livello del
servizio ai clienti.
Ciononostante, i caricatori ed i loro clienti dettaglianti non
vogliono essere visti come coloro che fanno dondolare la barca
dell'ambiente (le 3.500 tonnellate di carburante in meno consumate
da ogni nave all'anno derivanti dalla lenta navigazione possono
comportare una riduzione di 10.000 tonnellate delle emissioni di CO2
che inducono il riscaldamento globale) ma si aspettano di essere
ricompensati per l'aumento dei tempi morti mediante la condivisione
dei vantaggi economici della lenta navigazione.
Inoltre, un buon numero dei circa 300 caricatori intervistati
hanno affermato di desiderare che i vettori investano una
percentuale dei risparmi di carburante nel miglioramento della
qualità del servizio alla clientela: aspetto, questo, che in
molti profili delle compagnie di linea è divenuto abbastanza
raro da quando si è verificato il massacro nelle contabilità
aziendali generato dal 2009 in rosso.
In effetti, dato che gli oltre 13.000 TEU allo stato dell'arte
sensibili all'ambiente sono destinati a diventare il cavallo di
battaglia delle linee di navigazione nella direttrice di traffico
Asia-Europa, le loro velocità di servizio progettate sono ben
più basse dei 18 nodi dei clipper del 19° secolo;
inoltre, a dispetto delle opzioni in termini di velocità
disponibili sulle navi moderne, l'integrità degli orari non
riesce ad essere di molto migliore.
L'enigma della navigazione di linea nel 21° secolo consiste
nel fatto che, quanto più lentamente vanno le navi, tanto
peggiore sembra diventare l'affidabilità degli orari:
l'analisi sull'affidabilità degli orari condotta dalla Drewry
Shipping Consultant coerentemente registra meno del 60% in media di
arrivi in orario per i primi venti vettori marittimi a livello
mondiale.
Non è una statistica, questa, di cui andare fieri:
persino i primi tre vettori della classifica mondiale, in relazione
all'affidabilità, faticano a migliorare la percentuale del
70% di arrivi in orario; un mal di testa nemmeno di quelli minori
per gli operatori terminalistici che devono subire il continuo
abuso delle finestre di ormeggio assegnate.
Inoltre, l'effetto a catena di questa integrità rilassata
degli orari comporta ulteriori problemi inerenti alla filiera della
fornitura per gli esportatori con scorte esaurite e non ricostituite
in tempo utile; ciò ingenera peraltro ulteriori costi
correlati al buffer del livello delle scorte.
Dal momento che gli elevati prezzi del petrolio a livello
mondiale sono diventati "la nuova normalità", è
improbabile che le velocità di servizio delle navi di linea
venga presto incrementata: una riduzione del 30% in una post-panamax
che beve 300 tonnellate al giorno, a 650 dollari USA per tonnellata,
rappresenta un risparmio che, pur non tenendo conto dei vantaggi
ambientali, costituisce una riduzione dei costi che probabilmente
non può essere tralasciata; e le dimensioni della questione
potrebbero essere persino maggiori se si moltiplica tale risparmio
per le flotte di portacontainer di oltre 400 unità gestite
dalle principali compagnie di navigazione di linea.
Ovviamente, non è semplice comprendere le economie a ciò
correlate; tuttavia, la comunicazione e la trasparenza degli orari
di linea lasciano ancora parecchio a desiderare; ad esempio:
Perché non si possono pubblicare tempi di viaggio
realistici e conseguibili?
perché in questo mondo tecnologico un ritardo per cause
meteorologiche od operative nel corso del viaggio non può
essere annunciato automaticamente agli importatori mediante un
avviso via mail?
Perché non esistono alternative al servizio espresso di
linea a tariffa maggiorata del trasporto aereo per i carichi più
urgenti disponibili sul mercato nelle principali direttrici di
traffico?
Perché sono di più i vettori marittimi che non
seguono l'esempio della APL, la quale concede ai caricatori sconti
BAF per la lenta navigazione?
Nel contempo, vengono effettuati tentativi dalla primaria linea
di navigazione Maersk Line al fine di "cambiare il modo in cui
pensiamo allo shipping"; certamente, si tratta di un dibattito
da lungo tempo atteso e, affinché le sue conclusioni possano
avere qualche valore, occorre che vi sia la partecipazione di tutti
coloro che sono interessati alla filiera delle forniture.
Infatti, in quello che sembra sempre più probabilmente
essere un altro anno assai duro per i vettori marittimi, essi
potrebbero dover fare cose peggiori rispetto alla rivisitazione
della propria offerta di servizi alla clientela ed al miglioramento
della qualità dell'informazione nei loro confronti; nel
frattempo, essi si attrezzerebbero in modo tale da consentire ai
propri uffici vendita di procedere al meglio nell'attività di
riempimento delle navi.
Date differenza di prezzo marginali, non supportereste un
operatore di linea che vi propone un servizio clienti di ottima
qualità?
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