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COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS
ANNO XXIX - Numero 9/2011 - SETTEMBRE 2011
Notizie C.I.S.Co.
Conferenza Internazionale "Il nuovo panorama economico
portuale - Performance economiche e progresso sociale" (Genova,
22 ottobre 2011)
Il 21 ottobre 2011 si svolgerà a Genova (Palazzo Ducale,
Sala del Minor Consiglio), nell'ambito del Festival della Scienza
2011, la conferenza internazionale "Il nuovo panorama
economico portuale - Performance economiche e progresso sociale".
La conferenza è organizzata dal C.I.S.Co. insieme al
Genoa Port Center e all'Università degli Studi di Genova,
Facoltà di Economia - Dipartimento di Economia e Metodi
Quantitativi.
Genova, grazie alla sua posizione strategica, è il
maggior porto industriale e commerciale d'Italia e uno dei più
importanti in tutto il Mediterraneo.
Ma qual è l'impatto che porti di questo tipo hanno sulla
società di una città e di un Paese?
L'incontro in questione costituirà un'occasione per
rispondere a questa e altre domande, a partire dalla presenza di
Marc Levinson, che nel suo The Box (Egea, 2007) ha raccontato
di come una scatola (il container) abbia cambiato il mondo.
Le città portuali sono ora l'oggetto di analisi
dell'economista, storico e giornalista di lunga data, e curatore di
rubriche di economia e finanza sul «The Economist»
e «Newsweek».
L'attuale struttura economica delle regioni portuali e i
cambiamenti in atto mettono in evidenza che i percorsi di sviluppo
socio-economico della regione portuale postulano il raggiungimento
di un equilibrio fra obiettivi parzialmente in contraddizione.
Si confrontano infatti due finalità: massimizzare
l'utilità del porto per i port users diretti e
indiretti (finalità microeconomica, riferita all'intero
settore produttivo nel quale il porto si inserisce, e al quale
corrisponde una funzione "imprenditoriale"
dell'istituzione di governo) e ottimizzare gli impatti
localizzati sul territorio che ospita il porto, in termini di
reddito, occupazione, condizioni ambientali, qualità della
vita (finalità macroeconomica cui corrisponde un ruolo
politico, economico e sociale delle istituzioni).
Per quanto esista una relazione di dipendenza fra obiettivi
micro e macro, è evidente il potenziale conflitto tra
ricadute positive e negative suscitate dalle strategie di crescita
dei porti e in ultima analisi dalla loro stessa esistenza.
Diventa quindi molto importante l'analisi degli effetti del
porto in termini di occupazione, intesa non più solo in
termini di addetti diretti dell'industria terminalistica e portuale,
ma anche, e soprattutto, come effetti occupazionali indotti dalle
molteplici attività che ancora possono trarre vantaggio da
una localizzazione portuale, constatando che è essenziale il
rapporto spaziale tra il porto e il suo intorno, e la capacità
di pianificare il territorio in funzione non solo dello svolgimento
delle attività di interscambio modale in senso stretto, ma
sempre più in funzione delle attività logistiche
funzionalmente collegabili al transito della merce nel nodo
portuale.
Ai fini dell'indotto occupazionale dei porti, risulta oggi
rilevante non solo l'insieme delle politiche volte all'incremento
del traffico portuale, ma anche, se non soprattutto, l'insieme delle
politiche - territoriali, infrastrutturali, urbanistiche, fiscali,
di marketing urbano - che creano le condizioni per trattenere o
attrarre nei nodi portuali un'industria logistica-portuale oggi
fortemente footloose (cioè a localizzazione indifferente).
Il punto cruciale oggi è infatti che il centro marittimo
rimanga titolare delle funzioni direzionali delle attività
produttive che ad esso fanno capo, e centro di produzione e di
offerta dei servizi di rango più elevato.
All'opposto, la possibile fuga delle imprese fuori dalla città
portuale comporta una caduta del valore aggiunto e dell'occupazione;
cioè il depauperamento del tessuto economico locale, la
perdita di alcune funzioni di leadership e al limite, l'attenuazione
della capacità del porto di porsi come polo di crescita per
l'area circostante.
[1] Stiglitz J., Sen A., Fitoussi J-P The
Measurement of Economic Performance and Social Progress Revisited
Da questo punto di vista le città portuali si
propongono come uno straordinario terreno di analisi e
sperimentazione della relazione tra performance economiche e
progresso sociale, come proposto recentemente da Stiglitz, Sen e
Fitoussi[1] e nelle risposte offerte a questi scenari risiede una
delle principali sfide della città portuale del XXI secolo.
E questo tema risulta valido per tutte le realtà
portuali: da quelle coinvolte da una crescita accelerata oggi
bruscamente messa in discussione dalla crisi economica, alle realtà
penalizzate dai processi di concentrazione e alla ricerca di nuove
identità territoriali.
Un aspetto fondamentale per tutti sarà la rinnovata
attenzione al rapporto tra porti e economie reali.
Parteciperanno alla conferenza, quali relatori:
Marc Levinson - economista, storico e giornalista di lunga data.
Autore del libro "The Box" (EGEA 2007). Ha curato rubriche
di economia e finanza su The Economist e Newsweek;
Jean Pierre Le Comte - Presidente Association Villes et Ports, è
stato Presidente dell'Autorità portuale di Le Havre, curatore
del rapporto Synthèse & rapport "Port Marchand du
futur" / Grenelle de la Mer;
Sergio Bologna - professore di Storia del Movimento operaio e
della Società industriale in diversi Atenei italiani ed
esteri, autore del libro "Le Multinazionali del mare"
(EGEA 2010), membro del Comitato Scientifico per il Piano Nazionale
della Logistica.
Hercules Haralambides - professore di Maritime Economics and
Logistics alla Erasmus University of Rotterdam e Direttore
dell'Erasmus Center of Maritime Economics and Logistics (MEL). È
attualmente Presidente dell'Autorità portuale di Brindisi.
Enrico Musso - senatore, economista e docente universitario -
moderatore.
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