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COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS
ANNO XXIX - Numero 10/2011 - OTTOBRE 2011
Porti
Il sistema portuale dell'Arabia Saudita: un gigante dormiente
Da sempre, il JIP (Jeddah Islamic Port) incanala le importazioni
e le esportazioni non petrolifere saudite.
La dirigenza della DP World ha trasformato il Jeddah South
Terminal nel secondo hub della regione in termini di grandezza, che
ha movimentato 3,9 milioni di TEU nel 2010, in seguito ad una
crescita annuale del 24%.
La Seapa (Saudi Ports Authority) afferma che i porti del paese
hanno conseguito un incremento dell'8% dei propri volumi lo scorso
anno, avendo movimentato 154 milioni di tonnellate.
Le importazioni sono aumentate di oltre il 15%.
Ora, il JIP sta rapidamente avvicinandosi al limite di capacità
ed esistono impedimenti all'espansione del suo sito.
L'anno scorso, lo RSGT (Red Sea Gateway Terminal) ha portato 1,8
milioni di TEU di nuova capacità a Jeddah.
Il terminal da 510 milioni di dollari USA costituisce il primo
progetto per lo sviluppo di un porto BOT (sigla che sta per:
costruire, effettuare operazioni, trasferire) in Arabia Saudita.
Lo RSGT è l'unico terminal saudita in grado di
movimentare la nuova generazione di portacontainer da 13.000 TEU.
“Quest'anno, ci aspettiamo risultati da 900.000 ad 1
milione di TEU” afferma il direttore esecutivo dello RSGT,
Aamer Alireza.
“Nel 2010, i risultati containerizzati di Jeddah si sono
incrementati complessivamente del 24%”.
La maggior parte della crescita è derivata dal trasbordo.
I volumi locali sono cresciuti meno rapidamente, ma quest'anno
ci aspettiamo una crescita anche dei volumi locali dall'8,5 al 9%”.
L'Arabia saudita ha bisogno di nuova capacità sul Mar
Rosso.
Nel 2008, la DP World ha siglato un protocollo d'intesa al fine
di sviluppare e gestire un megaporto da 6 miliardi di dollari USA a
Rabigh.
Il porto da 13 milioni di m2, che dovrebbe essere in grado di
movimentare più di 20 milioni di TEU, sarà realizzato
in diverse fasi allo scopo di supportare il nuovo sviluppo urbano
presso King Abdullah Economic City.
Adesso, peraltro, il piano è stato ridimensionato.
“Sappiamo che è in fase di sviluppo ma non con le
dimensioni o nella scala di cui si parlava in origine”
dichiara un osservatore.
“Il porto della KAEC aprirà nel 2013 con una
capacità iniziale di 1,5 milioni di TEU ed ulteriori 1,5
milioni di TEU nel corso della seconda fase… Ciò che
avverrà dopo, e quando, non è chiaro”.
La DP World preferisce non commentare il proprio coinvolgimento
con la KAEC ed il progetto non compare nella lista dei nuovi
sviluppi sul sito web della società.
“C'è un sacco di confusione su chi effettuerà
operazioni nel nuovo porto della KAEC” afferma Abhishek
Tandon, consulente della Drewry Shipping.
“Il mercato, peraltro, potrebbe non essere in grado
inizialmente di assorbire così grandi volumi di trasbordo.
La domanda del Mar Rosso non è tanto di trasbordo
hub-and-spoke, quanto di trasbordo fra linee di navigazione; questo,
però, potrebbe rappresentare un'opportunità per la
KAEC”.
Tuttavia, l'Arabia Saudita sta spingendo per avere nuova
capacità sulla costa del Golfo.
A luglio, la PSA Corp di Singapore ha sottoscritto un accordo
per lo sviluppo, la conduzione di operazioni e la gestione di un
nuovo terminal da 1,8 milioni di TEU presso il porto di Dammam, nel
contesto di un'associazione in partecipazione con il Fondo
d'Investimento Pubblico.
L'attuale terminal container di Dammam, un'associazione della
Hutchison Ports, ha movimentato 1,33 milioni di TEU nel 2010.
Dammam, scalo ricco di petrolio, è una porta d'accesso
per il sempre più grande mercato di consumo di Riyadh, al
quale è collegato per mezzo di una linea ferroviaria gestita
dalla Saudi Railways Organization.
Si stima che il 15% della produzione di Dammam viaggi per
ferrovia.
Fonti vicine ai titolari del progetto valutano il terminal 2
nell'ordine di 613 milioni di dollari ed affermano che la fase uno
della Saudi Global Ports sarà inaugurata nel 2014. (da:
portstrategy.com, 17.10.2011)
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