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COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS
ANNO XXIX - Numero 10/2011 - OTTOBRE 2011
Safety & security
Continua il dibattito sui carburanti alternativi
I costi e la disponibilità rappresentano fattori ovvi da
prendere in considerazione quando si indaga sull'utilizzazione di
carburanti alternativi; peraltro, esistono anche altre
problematiche, compresi il modo in cui il carburante prescelto
potrebbe interagire con i macchinari, quanto è lungo il ciclo
commerciale del carburante, quali sono le variazioni di temperatura
con le quali il veicolo o l'equipaggiamento deve operare e,
addirittura, quale potrebbe essere l'impatto politico della scelta
effettuata.
Secondo un recente rapporto dell'American Chemical Society, il
grasso di alligatore potrebbe costituire la migliore opzione per il
rifornimento delle automobili; l'olio presente nella carne e nella
pelle dell'alligatore è in apparenza più pratico della
soia, la normale fonte di carburante biologico, e la società
afferma che l'industria della carne invia annualmente 15 milioni di
libbre di grasso di alligatore in discarica.
È presumibile che i nostri amici vegetariani possano
avere qualcosa da obiettare sull'utilizzo di questo grasso per
alimentare gli elevatori a forca.
Peraltro, in casi meno estremi, vi sono anche questioni
politiche da prendere in considerazione.
“Le società debbono stare attente per quanto
attiene l'uso del biodiesel, dal momento che ci sono state alcune
reazioni negative circa la produzione del biodiesel a causa delle
colture cerealicole che in precedenza venivano utilizzate a fini
alimentari invece di essere vendute per la produzione di biodiesel,
in ragione del miglior prezzo ricavabile per quest'ultimo uso”
afferma Ross Clark, capo progettazione ed operazioni per
l'attuazione delle attività alla APM Terminals.
“Ciò ha indotto critiche per la possibilità
di cagionare carenze di cibo e/o maggiori costi degli alimenti di
base in alcuni paesi.
Pertanto, le società hanno bisogno di usare la debita
diligenza nel determinare la fonte delle biomasse di cui si servono
per la produzione del loro biodiesel”.
Clarke afferma che i carburanti alternativi (non diesel) vengono
utilizzati solamente in uno o due dei 50 terminal della APMT.
A suo dire, l'uso di questi carburanti tende ad essere indotto
dalla disponibilità di sovvenzioni locali, al fine di rendere
i carburanti alternativi più razionali dal punto di vista dei
costi rispetto all'uso di diesel convenzionali.
“La nostra attenzione primaria si concentra
sull'elettrificazione della maggior parte possibile
dell'equipaggiamento nei nostri terminal e a tale riguardo i
trattori terminalistici sono l'ultimo ed il più difficile
articolo da convertire alle operazioni elettriche.
Noi, naturalmente, ci stiamo concentrando sulla riduzione delle
nostre emissioni da buoni cittadini, ma, poiché le emissioni
prodotte nel nostro settore non vengono regolamentate, non abbiamo
alcuna possibilità di conseguire un vantaggio monetario
diretto dall'effettuazione di investimenti nelle tecnologie per la
riduzione delle emissioni; in altre parole, non possiamo
commercializzare con nessuno le nostre riduzioni delle emissioni, di
modo che i nostri investimenti debbono ripagarsi da soli mediante
minori costi operativi, ed i vantaggi ambientali costituiscono un
grande premio”.
Frank Oerlemans, direttore esportazioni della Terberg, afferma
che i costi sono in effetti lo scoglio da superare nella scelta
delle opzioni “più verdi”.
Ad esempio, motori più puliti vengono ora ufficialmente
richiesti ai sensi della normativa 3B/Tier 4i, ma sono un bel po'
costosi.
La Terberg dispone di scorte di un buon numero di motori
prodotti dal proprio fornitore prima che la legge 3B entrasse in
vigore.
“Quanto essi vennero prodotti l'anno scorso, ci era ancora
consentito di usarli ai sensi della 3B.
Tutti i clienti stanno comperando al fine di acquisire i motori
dell'anno scorso perché sono meno cari.
Si guarda a quanto verdi essi siano… fino a quando non si
parla di soldi!
Tutti quanti i porti sono alla ricerca di soluzioni più
verdi ma occorre anche chiedersi se la soluzione costi di più
per ciascun contenitore.
Tuttavia, alla fine, succederà che il carburante sarà
più caro e che la tecnologia diventerà meno costosa,
di modo che si arriverà ad un punto di pareggio.
La Terberg è in grado di consegnare i suoi trattori da
piazzale mossi da gas naturale liquido o compresso; la ditta ha
effettuato ricerche su veicoli ibridi ed elettrici, la tecnologia è
disponibile e la Terberg potrebbe costruire tali trattori”
afferma Oerlemans.
“Tuttavia, ricerche di mercato intensive mostrano come i
potenziali clienti non siano preparati ad accettare costi più
alti per ogni movimentazione di container.
L'ibrido è possibile, ma non ancora razionale dal punto
di vista dei costi”.
“Se si prendono in considerazione tutti i costi nel corso
della vita del trattore, compreso il cambio delle batterie alla fine
della loro durata, i costi per movimentazione di contenitore sono
notevolmente più elevati di quelli correlati ad un trattore
diesel standard” dichiara Oerlemans.
La Terberg dispone in effetti di trattori mossi da
biocarburante; ad esempio, un cliente non portuale effettua
operazioni con due modelli YT che vanno ad olio di palma.
“Questo accade perché il cliente in questione
commercializza l'olio di palma” dice Oerlemans.
“I trattori richiedono solo una piccola modifica al
sistema di alimentazione”.
Ross Clarke della APMT sottolinea due fattori che probabilmente
contribuiscono alla scarsa utilizzazione dei carburanti alternativi
nell'industria terminalistica.
In primo luogo, la disponibilità locale di tali
carburanti varia ampiamente da paese a paese.
In secondo luogo, l'idrogeno è un “grande
carburante”, ma richiede infrastrutture assai speciali e
costose e speciali modifiche ai veicoli.
“Pertanto, ci vorrà un bel po' di tempo prima che
l'uso dell'idrogeno si diffonda ovunque”.
Il porto di Seattle negli Stati Uniti ha conseguito un premio
per la “Flotta Verde” in ragione delle sue prassi
ambientaliste, raggiungendo il numero di 20 su 100 veicoli nel
contesto di un'indagine inerente alle flotte a livello locale,
statale e federale.
“La spinta attuale è quella ad essere verdi ed a
fare ciò che possiamo per la qualità dell'aria, nonché
per una minore dipendenza dai carburanti fossili” afferma il
direttore conformità e flotta del porto, Mary Ann Lobdell.
“Il costo inerente all'effettuazione di scelte alternative
sui carburanti” dichiara la Lobdell, “dipende dal tipo
di carburante, dall'equipaggiamento e dall'ambiente in cui viene
utilizzato”. (da: portstrategy.com, 09.10.2011)
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