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COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS
ANNO XXIX - Numero 11/2011 - NOVEMBRE 2011
Trasporto ferroviario
Occorre un altro livello di servizio per le ferrovie europee
Sebbene il trasporto ferroviario nell'Unione Europea se la sia
cavata bene con l'eccezionale crescita dei traffici avvenuta da
quando la Cina fece irruzione sul mercato internazionale degli
scambi nel 2002, la sua quota di mercato rispetto all'autotrasporto
è cambiata poco.
Infatti, il trasporto ferroviario si è incrementato ad un
tasso medio annuo del 7% in termini di TEU/km, che è
esattamente in linea con la crescita dei carichi.
La quota ferroviaria dei traffici containerizzati
dell'hinterland in Germania è aumentata solo leggermente lo
scorso anno, dal 34% al 36,5%, ma era calata nel 2009.
Nel Benelux la stessa quota è rimasta stagnante fra il
10% ed il 12% lo scorso anno, mentre a Le Havre essa è
diminuita sino al 6% circa.
La quota del Regno Unito è rimasta ferma al 30% circa.
Le ragioni di tale situazione sono molteplici, fra cui la non
riuscita liberalizzazione in maniera adeguata delle infrastrutture
ferroviarie dell'Unione Europea.
Secondo la Commissione Europea, ciò ha comportato la
presenza di un campo di gioco non livellato per i nuovi arrivati
sul mercato.
La forza motrice della liberalizzazione consiste nella necessità
di ridurre la congestione e l'inquinamento causati dai traffici
stradali.
L'Unione Europea conta su un dirottamento dalla strada alla
rotaia al fine di raggiungere il proprio obiettivo della riduzione
del 20% delle emissioni di CO2 entro il 2020.
Sia come sia, il fatto è che la ferrovia ancora lotta per
competere con la strada sia per quanto attiene il livello dei
servizi, sia in ordine ai prezzi dei servizi stessi.
La Commissione Europea sta attualmente tentando di far passare
un rimaneggiamento delle sue tre prime direttive sulla
liberalizzazione ferroviaria al fine di contribuire alla soluzione
dei problemi al riguardo, ma afferma altresì che occorre che
i fornitori di servizi ferroviari sorveglino con maggiore attenzione
i propri costi interni.
Uno di questi costi potrebbe essere senz'altro il prezzo pagato
per il noleggio dei carri ferroviari.
Ogni giorno qualcosa come 2.000 treni intermodali fanno servizio
fra 400 terminal in tutta Europa, di modo che l'ottimizzazione dei
carri è di enorme importanza.
Ole Nygaard, direttore vendite della AAE (Ahaus Alstatter
Eisenbahn), che noleggia circa 30.000 carri ad oltre 120 clienti in
Europa e Russia, 18.000 dei quali vengono utilizzati nel trasporto
intermodale, sottolinea: “Molta gente sottostima le
implicazioni sui costi della scelta del carro giusto.
Se si impiega più tempo nell'ottimizzazione di tale
scelta, si può risparmiare molto”.
La AAE naturalmente impiega un sacco di tempo nell'analisi di
mercato al fine di identificare i modelli di sviluppo corretti del
materiale rotabile.
Spiega Nygaard: “Nel settore marittimo stiamo assistendo
all'emersione di una chiara tendenza verso i container da 40 piedi
high cube, ad esempio.
È quindi facile presumere che, nei prossimi anni, questi
box diventeranno lo standard.
D'altro canto, per i container da 20 piedi, è improbabile
che gli attuali standard cambino in termini dimensionali, mentre ci
si aspetta che i pesi aumentino.
Per il momento, la proporzione fra contenitori da 20 piedi e
quelli da 40 piedi resta ripartita in 50:50 in termini numerici di
box (non di TEU).
I contenitori più alti possono presentare problemi di
sagoma per le ferrovie, ma non hanno praticamente alcun impatto
diretto sui nostri carri.
In pratica, la maggior parte dei principali corridoi europei
sono già conformati per accogliere questo tipo di altezza.
Quindi, ci si aspettano pochi cambiamenti.
Tuttavia, possiamo registrare che la tendenza comporterà
conseguenze sulle composizioni dei treni-navetta per altri versi, e
sarà importante identificare soluzioni ottimali per loro”.
“Ad esempio, a causa del diverso mix di container da 20 e
40 piedi, accade più regolarmente che solo un contenitore da
40 piedi e uno da 20 piedi possano essere caricate su un carro da 40
piedi, lasciando gli ultimi 20 piedi del carro a vuoto”
aggiunge Nygaard.
“Tuttavia, molti fornitori di servizi ferroviari
sceglieranno di far viaggiare navette composte esclusivamente da
carri di 80 piedi per i loro traffici porto-hinterland.
Il fondamento logico è difficile da comprendere, anche se
l'uniformità delle composizioni dei treni può rendere
la vita molto più facile”.
Alla richiesta di sviluppare il concetto inerente a tale
situazione, Andrew Foxcroft, esperto in analisi delle flotte
containerizzate alla Drewry Maritime Research, nonché ex
redattore del CI's World Container Census, fa notare: “Secondo
le nostre registrazioni, la flotta mondiale dei contenitori standard
da 20 piedi (4.264.999 TEU), alla fine del 2000 rappresentava il 54%
dei TEU complessivi in circolazione, laddove la ripartizione alla
fine del 2010 è diminuita al 47%.
Ciò potrebbe non sembrare un grande cambiamento, ma il
numero delle ordinarie unità da 20 piedi marittime (cioè
speciali escluse) si è incrementato approssimativamente
dell'83%, laddove il numero dei TEU da 40 piedi è cresciuto
di un molto maggiore 112%.
E nell'ambito del settore dei 40 piedi, i box da 8 piedi e 6
pollici sono aumentati di appena il 6,2% sino a 5.492.000 TEU,
mentre il numero dei TEU da 9 piedi e 6 pollici è aumentato
del 417% sino a 11.220.000 TEU.
Il quadro è più pronunciato per i container
speciali utilizzati nel mercato infra-europeo”.
La linea di tendenza, chiaramente, non è nuova ma il suo
effetto sul settore ferroviario è stato attenuato dalla
maggiore competitività del trasporto ferroviario rispetto a
quello stradale per i contenitori da 20 piedi pesanti e per i box da
20 piedi contenenti carichi pericolosi, il che ha nascosto la reale
portata del cambiamento.
Il messaggio, tuttavia, è ancora chiaro: occorre che i
fornitori di servizi ferroviari impieghino più tempo
nell'analisi degli aspetti tecnici della loro attività.
La AAE afferma che pochi di loro sanno davvero quanti
contenitori vengono trasportati su ciascuna data navetta ovvero
quali siano i pesi e le dimensioni di questi box, di modo che spesso
optano per la soluzione standard dell'affitto dei “buoni,
vecchi” carri da 80 piedi.
La AAE ha recentemente effettuato un test pratico approfondito
con una delle maggiori compagnie di navigazione, prendendo ad
esempio il traffico ferroviario da Rotterdam al suo hinterland
europeo, al fine di raccogliere i dati relativi ai pesi ed alle
dimensioni dei box caricati.
Spiega Nygaard: “Un treno-blocco convenzionale da
Rotterdam all'Italia settentrionale normalmente ha una lunghezza di
600 metri ed una capacità di trasporto di 92 TEU.
Un treno navetta di questo tipo è costituito da 23 carri
da 80 piedi per un peso complessivo di 564 tonnellate.
Tuttavia, considerando il peso e le dimensioni medi dei
container trasportati, è facile notare che, per la medesima
capacità di carico di 92 TEU, la soluzione più
efficace sarebbe una combinazione di 12 carri da 60 piedi e 14 carri
da 80 piedi.
La lunghezza del convoglio sarebbe allora di 609 metri, vale a
dire una differenza trascurabile rispetto ai 607 metri del treno
standard con carri da 80 piedi.
Ciò è molto interessante, dal momento che la
maggior parte della gente si aspetterebbe che un treno con carri da
60 piedi fosse più lungo.
Non è così, sebbene il peso netto per convoglio
sia più elevato (632 invece che 564 tonnellate).
Con composizioni miste di questo tipo, i carri da 60 piedi
possono essere utilizzati per trasportare i contenitori da 20 piedi
(generalmente più pesanti) mentre i carri da 80 piedi possono
essere utilizzati per i box più grandi da 40 piedi”.
Pertanto, in che modo l'ottimizzazione comporta effetti per i
costi di noleggio dei carri?
Sostiene Nygaard: “ Per la combinazione di contenitori da
20 e 40 piedi considerata quale base di partenza per i nostri
calcoli, e partendo dal presupposto che il treno viaggi a pieno
carico, sulla base di tariffe di noleggio di carri da 60 ed 80
piedi, noi riteniamo che gli operatori possano risparmiare qualcosa
come il 10% dei propri oneri di noleggio, il che può
raggiungere il rispettabile totale di un importo in euro a cinque
cifre alla fine dell'anno.
ESEMPIO DI VANTAGGI IN TERMINI DI
COSTI DERIVANTI DALL'OTTIMIZZAZIONE DEI CARRI
Il treno consiste di:
Carri da 80 piedi
Carri da 60 piedi
Capacità in TEU
Lunghezza del treno
Peso del treno
Numero degli assi
Risparmio di noleggio per treno / per
anno
Risparmio sui costi di manutenzione
per treno / per anno
Navetta standard
23
0
92
607,2 m.
563,5 t.
138
Navetta a composizione mista
14
12
92
609,5 m.
632,0 t.
132
-9,3%
-4,3%
Fonte: AAE
Inoltre, si possono realizzare altri risparmi mediante la
riduzione della manutenzione dei carri.
Un convoglio convenzionale che comprenda solamente carri da 80
piedi ha 138 assi, mentre il treno navetta ottimizzato con la sua
composizione mista di carri da 60 e 80 piedi ne ha solo 132.
Ciò comporta un ulteriore risparmio del 5% circa riguardo
al costo delle operazioni, fra cui la manutenzione del carrello
delle ruote, il rinnovo del gruppo frenante e simili (v. tabella).
Quindi, ciò significa che scegliere di far funzionare le
navette marittime esclusivamente con carri da 80 piedi è una
decisione penalizzante?
Anche se Nygaard ammette che questa possa essere una conclusione
ovvia, si è tuttavia affrettato ad aggiungere che ciascun
caso dev'essere esaminato per quello che è.
Aggiunge Nygaard: “Tuttavia, si è generalmente nel
vero quando si dice che oggi ci sono molti treni navetta dalla
composizione meno che ottimale in attività.
Gli operatori che fanno viaggiare diverse navette marittime
containerizzate settimanalmente potrebbero realizzare notevoli
risparmi in relazione ai costi del proprio materiale rotabile se
seguissero i nostri consigli”.
La AAE da tempo sottopone le proprie scoperte ad un certo numero
di clienti di rilievo il cui riscontro è stato notevolmente
positivo.
Insiste Nygaard: “È sempre importante iniziare con
un'analisi dei tipi di spedizione movimentati da quel particolare
operatore e poi discutere le opzioni.
Noi abbiamo una grande e flessibile flotta di carri con
lunghezze che spaziano dai 60 ai 104 piedi, di modo che non abbiamo
problemi nel venire incontro alle esigenze dei nostri clienti.
Per la AAE, un tipo di carro può essere facilmente
sostituito da un altro se questo aiuta i clienti ad ottimizzare i
propri costi”.
Stranamente, si è avuta qualche difficoltà ad
ottenere un'opinione indipendente in ordine alla necessità di
utilizzare più carri da 60 piedi, sebbene la Freightliner nel
Regno Unito affermi di essere indirizzata in questa direzione.
Anche Volker Grapengiesser, un ingegnere consulente indipendente
che risiede in Germania, ha dichiarato: “La scelta dei carri
ha avuto un impatto assai importante sulla profittabilità dei
treni containerizzati, ma, prima di indagare sul fatto se siano
migliori i carri da 60 o da 80 piedi, occorre sbarazzarsi di quelli
più vecchi.
In realtà, si riesce ad ottenere solo ciò che è
disponibile, il che significa che vengono forniti troppi carri da 60
piedi, alcuni dei quali sono stati costruiti quando i container non
erano così pesanti.
Poiché i carri hanno una vita tecnica di oltre 30 anni,
la situazione muterà solo lentamente.
Idealmente, un treno dovrebbe essere composto da molti carri da
80 piedi, alcuni carri da 90 piedi per i container da 45 piedi e le
casse mobili, alcuni carri da 60 piedi per i contenitori da 30 e 20
piedi con un peso medio basso, carri speciali per i semirimorchi -
se ce ne sono - ed alcuni carri da 104 piedi se c'è un gran
numero di casse mobili.
L'assortimento migliore richiede sempre un'indagine caso per
caso che deve tener conto anche delle limitazioni sui pesi
assiali”.
La AAE sostiene di poter produrre un'analisi con ritrovati
egualmente allettanti per i traffici infra-europei maggiormente
adatti ai semirimorchi ed alle casse mobili continentali.
Precisa Nygaard: “A differenza delle movimentazioni
containerizzate marittime in entrata ed uscita, potrebbe non
esistere una soluzione del tipo “dimensione adatta a tutto”
per questo tipo di traffico.
La risposta può solamente risiedere nella maggiore
flessibilità”.
La AAE si è, pertanto, concentrata sulla concezione di
“carro multi-funzionale” quale strumento per la
soluzione di problemi posti dall'ampia varietà dei flussi di
traffici e dalle combinazioni di unità di carico nel settore.
La ditta ha progettato e prodotto un carro “duplice”
che può essere utilizzato per tutti i tipi di unità di
trasporto intermodali.
Con un minimo di adattamento esso può essere trasformato
da carro tascabile con un'ampiezza di 2,700 mm per i mega-rimorchi a
carro containerizzato per le casse mobili ed i contenitori
marittimi.
La principale novità di questo progetto consiste nel
“baglio di carico scorrevole”, un congegno che può
essere messo in posizione ed assicurato sul tascabile senza aiuto.
Per dirla con le parole di Nygaard, “utilizzando il baglio
di carico, i carri possono essere rapidamente e facilmente
trasformati da carri tascabili in carri containerizzati”.
Il carro “duplice” offre la flessibilità in
più di cui hanno bisogno gli operatori continentali.
Un treno navetta con una composizione fissa di tali carri può
essere adattato al fine di p rovvedere alla domanda che muta
quotidianamente.
I dirigenti dei terminal devono semplicemente decidere il numero
ed il tipo dei carri da includere nelle composizioni dei treni
originali ed il personale dei terminal può quindi convertire
i carri per provvedere alle esigenze specifiche.
“Ciò consente agli operatori di avere composizioni
dei treni commisurate alle loro richieste quotidiane con un minimo
di lavorazione ed in una frazione del tempo che ci vorrebbe per
smistare un treno” afferma con entusiasmo Nygaard.
Tre anni fa la AAE ha ordinato e commissionato 1.000 di questi
carri, andando così a colmare il vuoto di mercato in
precedenza esistente.
Entra nei dettagli Nygaard: “La risposta del mercato è
stata talmente positiva che a breve ordineremo una ulteriore serie
di tali unità da rendere disponibile per il noleggio dal
prossimo anno”. (da: Containerisation International,
01.11.2011)
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