
È sfumato, al momento, il tentativo della greca Diana
Shipping di ottenere l'intero capitale azionario della statunitense
Genco Shipping & Trading acquisendone l'85,2% del totale non
ancora in suo possesso con lo scopo di integrare le flotte di
portarinfuse delle due compagnie che attualmente sono formate
rispettivamente da 36 e 45 navi. Il consiglio di amministrazione
della Genco ha infatti deliberato all'unanimità di respingere
l'offerta non vincolante della Diana che è basata sul prezzo
di 20,60 dollari per ciascuna azione della società americana.
La cifra assegna alla Genco un valore complessivo di 890 milioni di
dollari rispetto ad una capitalizzazione di mercato di 822,9 milioni
basata sul prezzo di chiusura delle contrattazioni di lunedì
scorso.
Il Cda dell'azienda statunitense ha specificato che la proposta
sottovaluta notevolmente la Genco e inoltre presenta un
significativo rischio di esecuzione né presenta un supporto
finanziario e non è neppure nel migliore interesse degli
azionisti. «La proposta di Diana, per la sua stessa natura -
ha specificato Genco in una nota - mancava del valore, della
struttura e della certezza per giustificare un ulteriore impegno».
Il consiglio di amministrazione della Genco non si è
limitato a rifiutare l'offerta, ma ha anche specificato come
potrebbe essere meglio strutturata la fusione fra le due compagnie
precisando che l'operazione ottimale potrebbe essere l'acquisizione
della Diana da parte della Genco. La compagnia americana ha reso
noto di aver cercato di interagire con la Diana sia direttamente che
tramite consulenti al fine di valutare questa operazione
alternativa, confronto al quale - ha affermato Genco - Diana si è
sottratta ribadendo invece la sua precedente offerta.
Assai diverso il punto di vista della Diana che, lamentando il
ritardo con cui Genco ha replicato all'offerta avanzata a metà novembre
(
del 24
novembre 2025), ha replicato che il consiglio di amministrazione
della compagnia statunitense si è rifiutato di avviare
discussioni né ha chiesto chiarimenti a Diana in merito alla
proposta. Inoltre, evidenziando che il prezzo d'offerta proposto
risulta più che congruo, Diana Shipping ha sottolineato anche
che la propria offerta è supportata da una highly confident
letter da parte di DNB Bank e Nordea Bank, due importanti banche del
settore marittimo, che sono state incaricate di gestire un nuovo
finanziamento sino a 1,1 miliardi di dollari per finanziare l'intera
acquisizione delle azioni Genco in circolazione, rifinanziare
l'attuale indebitamento di Genco e pagare commissioni e spese di
transazione.
In merito alla controproposta avanzata dalla Genco il Cda della
compagnia greca ha specificato che l'offerta della Genco non include
dettagli sul prezzo o sul premio, né se verrebbe attuata con
un corrispettivo in contanti o in azioni, e non include neppure
altri elementi finanziari di base necessari per una corretta
valutazione della proposta. Secondo Diana, la proposta della Genco
costituirebbe una tattica che non avrebbe alcuno scopo serio se non
quello di respingere e sminuire l'offerta della Diana.
Esprimendo profonda delusione per la decisione della Genco di
respingere l'offerta della Diana senza un confronto con la compagnia
greca o i suoi consulenti, l'amministratore delegato della Diana,
Semiramis Paliou, si è detto tuttavia incoraggiato «dal
fatto che Genco riconosca la logica industriale di una combinazione
delle nostre due compagnie. Continuiamo a ritenere - ha aggiunto -
che la nostra proposta di transazione interamente in contanti sia il
modo ottimale per attuare la combinazione e saremmo lieti di
dialogare con il consiglio di amministrazione della Genco per
rispondere a qualsiasi domanda possa avere in merito alla nostra
proposta».