
L'associazione dei porti europei ha esortato gli
europarlamentari a votare a favore della relazione d'iniziativa del
Parlamento europeo sulla mobilità militare in occasione della
sessione plenaria che si terrà dal 15 al 18 dicembre, in
quanto l'European Sea Ports Organisation (ESPO) ritiene che questa
proposta, che riguarda anche le operazioni portuali, fornisca un
contributo completo e lungimirante al rafforzamento della mobilità
militare in Europa. In particolare, ha spiegato Isabelle Ryckbost,
segretaria generale di ESPO, la relazione «rappresenta un
contributo tempestivo e importante al miglioramento della mobilità
militare europea» e «riconosce chiaramente il ruolo
strategico dei porti e affronta diverse priorità essenziali
per garantire l'efficienza operativa militare, salvaguardando al
contempo la resilienza e il buon funzionamento delle operazioni
portuali commerciali».
ESPO ha manifestato apprezzamento per il fatto che molte delle
raccomandazioni espresse dai porti europei siano state recepite
nella bozza finale della relazione, che riconosce il ruolo
strategico dei porti come nodi critici nei corridoi di mobilità
militare, fungendo da punti di ingresso e di uscita chiave per
dispiegamenti militari su larga scala e consentendo l'integrazione
del trasporto mare-terra, e chieda investimenti per rafforzare le
capacità portuali e la capacità di supportare le
operazioni militari. Inoltre l'associazione ha evidenziato che la
relazione sollecita anche un quadro armonizzato e semplificato per i
permessi di trasporto militare transfrontaliero, che comprenda
procedure più uniformi, digitalizzate e accelerate per
promuovere una efficace “Schengen militare”, esortando
al contempo la Commissione Europea ad istituire un nuovo quadro
operativo e giuridico per contribuire a gestire le situazioni di
crisi, sollecita il mantenimento di una dotazione del programma CEF
rilevante e dedicata alla mobilità militare e auspica
finanziamenti tutelati nell'ambito del prossimo Quadro Finanziario
Pluriennale, compresi strumenti finanziari rafforzati che supportino
meglio gli investimenti nelle infrastrutture portuali.
ESPO ha evidenziato che la relazione sottolinea anche la
necessità di semplificare le procedure di richiesta CEF per i
progetti infrastrutturali a duplice uso, militare e commerciale, e
chiede la revisione delle attuali norme in materia di appalti
pubblici, anche concedendo esenzioni mirate per progetti e attività
infrastrutturali con una significativa componente militare o a
duplice uso. Inoltre riconosce il ruolo commerciale essenziale dei
porti nelle catene di approvvigionamento e negli scambi commerciali,
sottolineando il loro contributo alla resilienza economica dell'UE,
e la necessità di una pianificazione di emergenza per il
dirottamento delle merci civili, se necessario. Infine, chiede una
maggiore protezione delle infrastrutture critiche, compresi i porti,
contro le minacce fisiche, ibride e informatiche.
«Con l'avvio delle discussioni sul nuovo regolamento sulla
mobilità militare - ha concluso Ryckbost - i porti europei
sono pronti a collaborare con le istituzioni dell'UE per contribuire
a tradurre queste raccomandazioni in misure concrete ed efficaci».