
Federlogistica, la federazione italiana di Conftrasporto del
settore della logistica, ha annunciato l'istituzione di
Federlogistica Iberia, con sedi operative in Spagna e Portogallo, e
Federlogistica Brasile, come proprio avamposto nel continente
sudamericano. La federazione ha specificato che l'obiettivo non è
di dare vita a teorici rapporti di cooperazione, bensì di
raggiungere risultati concreti nel campo della condivisione di dati
e buone pratiche, della creazione di piattaforme digitali
interoperabili, dello sviluppo di percorsi formativi congiunti della
valorizzazione delle eccellenze italiane nel campo della logistica,
della portualità, dell'intermodalità e della green
economy.
Federlogistica ha ricordato che il mercato Italia-Spagna vale,
per l'export dall'Italia, circa 27 miliardi di euro con un import
dalla Spagna pari a circa 20 miliardi e una prevalenza di macchinari
e impianti per le fabbriche fra le esportazioni italiane. Per quanto
riguarda il Portogallo l'export dall'Italia vale circa otto miliardi
con cinque miliardi di merci all'import provenienza Portogallo.
Infine il Brasile, verso il quale l'Italia esporta merci per circa
cinque miliardi importandone per 6,3 miliardi con una proiezione di
crescita del +12%.
«L'obiettivo - ha spiegato il presidente di
Federlogistica, Davide Falteri - è ambizioso ma concreto:
creare connessioni reali tra operatori logistici italiani, iberici e
brasiliani per costruire nuove opportunità di scambio,
progetti comuni, investimenti congiunti e soprattutto
interoperabilità dei sistemi. In ciò rafforzando il
dialogo con realtà dinamiche come Madrid, Lisbona, Valencia e
Barcellona, vere e proprie porte logistiche dell'Europa
sudoccidentale, ma anche traguardando legami sempre più
stabili con il Brasile, Paese caratterizzato da una forte comunità
di origine italiana e al tempo stesso da un'economia in forte
espansione logistica, in particolare nei settori agroalimentare,
marittimo, energetico e portuale. Oggi più che mai - ha
concluso Falteri - l'Italia collocata in una posizione geografica a
dir poco sensibile al centro dei nuovi equilibri commerciali che si
stanno formando ha bisogno di una precisa strategia di
internazionalizzazione quale precondizione per incrementare la
competitività del sistema economico e produttivo nazionale».