Gli aiuti pubblici ai porti tedeschi e fiamminghi penalizzano il porto di Rotterdam, che in assenza di tali sostegni economici potrebbe movimentare circa il 7% in più di traffico containerizzato acquisendo un volume di traffico annuo pari a circa 800mila teu (con riferimento al traffico di quasi 11,9 milioni di teu realizzato da Rotterdam nel 2012). La denuncia è giunta direttamente dal governo olandese e l'Autorità Portuale di Rotterdam ha colto la palla al balzo per lanciare dure accuse agli scali concorrenti: «la Port of Rotterdam Authority - ha protestato l'amministratore delegato dell'Autorità, Allard Castelein - finanzia in proprio gli investimenti in infrastrutture portuali, mentre i governi nelle Fiandre e in Germania elargiscono contributi o coprono i costi se chi gestisce i loro porti realizza una perdita. Ciò - ha contestato Castelein - porta ad una distorsione del mercato, cosicché i terminal di Rotterdam perdono traffico a vantaggio in particolare dei loro rivali di Amburgo e Anversa».-
- L'effetto di tale aiuti economici pubblici sui traffici containerizzati dei porti del northern range è analizzato nello studio “Level playing field” commissionato dal ministero olandese delle Infrastrutture e dell'Ambiente all'istituto di ricerca e formazione RHV dell'Università Erasmus di Rotterdam e alla società di consulenza Ecorys del Netherlands Economic Institute (NEI). Secondo il rapporto, in assenza di tali aiuti pubblici - sempre con riferimento ai volumi di traffico dei container registrati nel 2012 - il porto di Amburgo perderebbe il 2% del traffico movimentato, pari a -200mila container in meno, il porto di Bremerhaven perderebbe il 7% del traffico, pari a -400mila teu, il porto di Anversa accuserebbe una riduzione del -2% dei volumi containerizzati, pari a -200mila teu, il porto di Zeebrugge registrerebbe un calo del -7%, con 100mila container in meno sul totale, e il taglio al traffico del porto di Le Havre sarebbe pari al -1% sui 2,3 milioni di teu movimentati dallo scalo francese nel 2012.
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- Nel 2012 i porti olandesi hanno movimentato complessivamente 589,6 milioni di tonnellate di merci, di cui 441,5 milioni di tonnellate nel solo porto di Rotterdam (125 milioni di tonnellate in container), mentre i porti tedeschi hanno movimentato 263,1 milioni di tonnellate di merci e i porti fiamminghi 257,2 milioni di tonnellate.
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- Lo studio evidenzia che il sostegno economico pubblico annuo ai porti tedeschi è pari a 1,18 euro per ciascuna tonnellata movimentata e quello ai porti fiamminghi è pari a 1,12 euro/tonnellata. Tali denari vengono spesi per la realizzazione di opere infrastrutturali nei porti nonché per coprire i costi gestionali dei porti e appianare le loro perdite.
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- L'analisi precisa ed evidenzia che le autorità olandesi spendono 0,06 euro/tonnellata per la manutenzione o miglioramento degli accessi marittimi ai porti e che gli investimenti pubblici al netto di queste specifiche spese nei porti concorrenti sono pari a 0,81/tonnellate per i porti tedeschi, a 0,54 euro/tonnellata per i porti fiamminghi e a zero euro/tonnellata per i porti olandesi. Più in particolare, in Germania - dove nel 2012 il sostegno ai porti è ammontato complessivamente a 309 milioni di euro - il tenore degli aiuti pubblici risulta essere pari a 1,12 €/tonn nel porto di Amburgo (0,77 €/tonn al netto delle spese per gli accessi marittimi ai porti), a 1,02 €/tonn nel porto di Bremerhaven (0,81 €/tonn) ed a 1,61 €/tonn nei porti della Bassa Sassonia (0,92 €/tonn), in Belgio - dove il sostegno totale è ammontato a 289 milioni di euro - a 0,85 €/tonn ad Anversa (0,45 €/tonn), a 1,34 €/tonn a Ghent (0,43 €/tonn) a 1,60 €/tonn a Zeebrugge (0,77 €/tonn) ed a 8,39 €/tonn ad Ostenda (3,69 €/tonn), in Francia - dove gli aiuti pubblici si sono attestati a 17 milioni di euro - a 1,16 €/tonn nel porto di Le Havre (0,00 €/tonn) e a 0,15 €/tonn nel porto di Dunkerque (0,00 €/tonn), mentre in Olanda - dove la spesa pubblica è stata di 36 milioni di euro - risulta pari a 0,02 €/tonn nel porto di Rotterdam (0,00 €/tonn) a 0,04 €/tonn nel porto di Amsterdam (0,00 €/tonn) e a 0,41 €/tonn negli altri porti olandesi (0,00 €/tonn).
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- Lo studio sottolinea che per stabilire condizioni di equità nel settore dei finanziamenti ai porti nell'Europa nord-occidentale il sostegno finanziario pubblico dovrebbe essere uguale in tutte le nazioni della regione e preferibilmente le autorità pubbliche dovrebbero astenersi dall'erogare fondi di sostegno ai porti.
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- La posizione competitiva dei porti marittimi olandesi - ha dichiarato il ministro olandese alle Infrastrutture e all'Ambiente, Schultz van Haegen - è sotto pressione perché i porti tedeschi e fiamminghi beneficiano in maniera significativa dal sostegno del governo. «I porti europei - ha osservato il ministro - devono competere in modo corretto tra loro. Pertanto è necessaria una concorrenza equa a parità di condizioni. Le risultanze di questo studio mettono in chiaro ancora una volta che le misure dell'Europa sui porti dovrebbero includere linee guida sugli aiuti di Stato e la trasparenza che tengano conto dei porti. Influenzare le tariffe portuali con risorse pubbliche - ha concluso Schulz - è una cosa che appartiene al passato».
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- Da parte sua l'Autorità Portuale di Rotterdam ha osservato che la percentuale del 7% in più di traffico containerizzato perso dal porto olandese a causa degli aiuti pubblici concessi ai porti concorrenti sale al 10% se vengono conteggiati anche i costi per i dragaggi dell'Elba, dello Schelda e della Mosa. Una percentuale del 7% o del 10% per i contenitori - ha rimarcato l'ente portuale - è sorprendentemente elevata considerando il fatto che le tasse portuali in Europa (costituite dalle tariffe per i servizi tecnico-nautici e dai costi terminalistici e portuali) rappresentano solo il 4% dei costi relativi al trasporto di un container dall'Asia ad una destinazione in Europa. «L'impatto è così rilevante - ha sottolineato l'authority portuale - a causa della spietata concorrenza nel mercato dei container. Un paio di euro per container può fare la differenza».

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