
Le misure annunciate ieri dal Consiglio federale elvetico per
stimolare il trasferimento del trasporto delle merci dalla strada
alla ferrovia, alla luce dell'ultimo sconfortante rapporto sul
trasferimento del traffico merci transalpino presentato ieri
(
del
19
novembre 2025), sono apprezzabili, ma è necessario che la
Svizzera faccia pressioni per risolvere i problemi infrastrutturali
a nord delle trasversali ferroviarie alpine del sistema Alptransit e
che introduca incentivi a breve termine per evitare che un ulteriore
consistente volume di merci dalla rotaia si riversi sulla strada. Lo
ha sottolineato la società ferroviaria BLS Cargo i cui
servizi di trasporto ferroviario delle merci sono incentrati
sull'asse nord-sud attraverso la Svizzera.
Commentando il contenuto del rapporto, che mostra come negli
ultimi due anni il trasporto merci su rotaia transalpino abbia
registrato sia un calo assoluto del volume di traffico sia una
perdita di quote di mercato a favore del trasporto merci su strada,
BLS Cargo ha rilevato che anche per il 2026 i segnali non sono
affatto buoni anche alla luce della chiusura anticipata
dell'Autostrada Viaggiante tra Friburgo e Novara della RAlpin
(
del 5
maggio 2025). BLS Cargo ha confermato questo trend negativo che
si rispecchia anche nelle performance operative dell'azienda che tra
il 2023 e il primo semestre del 2025 ha accusato una diminuzione del
-12% del numero di treni operati, calo - ha specificato BLS Cargo -
che è stato particolarmente pronunciato nell'anno in corso.
La società ha spiegato che la causa principale di questa
riduzione dell'attività «sono, da un lato, le
limitazioni di capacità dovute ai cantieri e ai lavori di
manutenzione che stanno già determinando cancellazioni di
treni in programma. Dall'altro, si registrano ulteriori
cancellazioni di treni operativi causate da una pianificazione
inadeguata e da congestioni, soprattutto sull'infrastruttura
tedesca».
BLS Cargo ha denunciato che «la situazione è grave»
essendo stati cancellati attualmente il 15-20% dei treni operati
dall'azienda, «il che significa che non è più
possibile offrire ai clienti un prodotto affidabile. Oltre alla
precarietà dell'attività operativa - ha evidenziato
ancora la società - si registrano aumenti dei costi per le
ferrovie cargo, dato che locomotive e macchinisti non possono più
essere utilizzati in modo efficiente». In più,
«nonostante la scarsa disponibilità di infrastrutture,
i prezzi di accesso ai binari continuano ad aumentare
incessantemente in tutti i Paesi, vengono applicate penali di
cancellazione, aumentano le richieste per il costoso sistema di
controllo dei treni ERTMS e le norme amministrative vengono
inasprite».
Alla luce di questa situazione, BLS Cargo ha invitato la
Svizzera a dare un nuovo impulso politico all'attuazione del mandato
costituzionale di trasferimento del traffico dalla strada alla
rotaia, a partire dall'«esercitare una pressione tangibile
sugli attori dell'infrastruttura ferroviaria tedesca». Secondo
BLS Cargo, infatti, ««la politica infrastrutturale
tedesca, in particolare la gestione del controllo, dei cantieri e
della manutenzione da parte dell'operatore di rete tedesco DB
InfraGO, nei prossimi anni svolgerà un ruolo decisivo: solo
quando le interruzioni delle linee saranno significativamente
ridotte, saranno disponibili deviazioni, i lavori di
ristrutturazione saranno spostati in periodi di bassa intensità
di traffico e i prezzi di accesso ai binari saranno mantenuti
costanti - ha osservato l'azienda - le compagnie ferroviarie merci
come BLS Cargo potranno stabilizzare la propria operatività e
contribuire nuovamente al trasferimento modale». BLS Cargo ha
ricordato che nei giorni scorsi imprese e associazioni del settore
del trasporto intermodale hanno inviato una lettera aperta al nuovo
amministratore delegato di Deutsche Bahn, Evelyn Palla, e al
ministro dei Trasporti tedesco, Patrick Schnieder, cofirmata da Dirk
Stahl in qualità di presidente dell'ERFA, in cui si evidenzia
che «così non si può continuare!»
(
del 30
ottobre 2025).
Oltre ad esercitare pressioni per risolvere i problemi
dell'infrastruttura, BLS Cargo ha esortato anche ad introdurre
misure di sostegno finanziario a breve termine sino al 2030, «in
modo che - ha specificato l'azienda - i clienti non si riversino in
massa sulle strade e non causino colli di bottiglia, ingorghi e
inquinamento ambientale. In particolare - è la richiesta
della società - nei prossimi anni i prezzi di accesso ai
binari dovrebbero essere ridotti il più possibile con i fondi
per la Rola che saranno stanziati, pari a circa 60 milioni di euro
fino al 2028, ma quantomeno non dovrebbero essere aumentati. Per BLS
Cargo, inoltre, i contributi al trasporto combinato non accompagnato
dovrebbero essere mantenuti inalterati fino al 2030 e poi prorogati
ed anche la compensazione delle emissioni di CO2 di cui beneficia
già il trasporto merci su rotaia dovrebbe essere
ulteriormente ampliata.