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Il calo della produzione in Cina a causa del coronavirus sta avendo un impatto negativo sull'attività dei porti di Los Angeles e Long Beach
A febbraio i due scali californiani hanno registrato cali del traffico dei container pari rispettivamente a -22,9% e -9,8%
17 marzo 2020
La diffusione del coronavirus in Cina ha avuto un notevole impatto sul volume di traffici containerizzati movimentato lo scorso mese dai porti di Los Angeles e Long Beach. Principalmente al contagio da COVID-19, infatti, le autorità portuali dei due scali californiani hanno addebitato la consistente riduzione dei carichi in container registrata a febbraio 2010, mese in cui il primo porto ha movimentato 544mila teu e il secondo 538mila, con cali rispettivamente del -22,9% e del -9,8% sul febbraio 2019. Ma un peso lo ha avuto anche la prosecuzione della guerra dei dazi in corso tra USA e Cina, anche se gli accordi preliminari siglati a gennaio dalle due nazioni hanno attenuato in parte il suo effetto negativo sugli scambi commerciali bilaterali.
«Con la chiusura di molte fabbriche e il rallentamento dei movimenti di merci in Cina e in altri Paesi asiatici a febbraio a causa del capodanno lunare e del COVID-19 - ha spiegato il direttore operativo della Port of Long Beach, Mario Cordero - stiamo vedendo compagnie di navigazione che devono annullare alcuni viaggi. Una volta che il virus sarà contenuto, potremmo assistere ad una crescita dei volumi di merci e i nostri terminal, i nostri lavoratori e la nostra supply chain saranno pronti a gestirla».
Secondo il direttore operativo della Port of Los Angeles, Gene Seroka, dato che la produzione in Cina rimane a livelli bassi, anche a marzo i volumi di traffico in porto risulteranno contenuti. Tuttavia - ha specificato - «in attesa della prevista ripresa della produzione dovremo rispedire in Asia i container vuoti e inviare velocemente i rimanenti container statunitensi in esportazione. Stiamo lavorando alacremente con i nostri partner della supply chain - ha sottolineato Seroka - al fine di essere pronti alla crescita delle merci che si verificherà con l'aumento della produzione».
A febbraio 2020 a Los Angeles sono risultati in flessione sia i container pieni allo sbarco, che hanno totalizzato 270mila teu (-22,5%), sia i contenitori pieni all'imbarco, attestatisi a 134mila teu (-5,7%), che i container vuoti, che sono ammontati a 139mila teu (-34,9%).
Anche Long Beach ha accusato una diminuzione dei container pieni allo sbarco che sono risultati pari a 249mila teu (-17,9%) e dei container vuoti che sono scesi del -12,8% a 164mila teu, mentre i container pieni all'imbarco sono aumentati del +19,3% a 126mila teu.
Nel primo bimestre del 2020 il porto di Los Angeles ha movimentato globalmente 1,35 milioni di teu, con una contrazione del -13,3% sullo stesso periodo dello scorso anno, di cui 685mila teu pieni allo sbarco (-12,0%), 283mila teu pieni all'imbarco (-1,7%) e 383mila teu vuoti (-22,2%). Nel porto di Long Beach il totale è stato di 1,16 milioni di teu (-7,1%), di cui 558mila teu pieni allo sbarco (-10,9%), 234mila teu pieni all'imbarco (+5,2%) e 372mila teu vuoti (-7,9%).
L'Autorità del Canale di Suez ha annunciato
l'applicazione di supplementi alle tariffe di transito nel canale
egiziano per la gran parte delle principali tipologie di navi che
trasportano merci, che entreranno in vigore dal prossimo 15 luglio.
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