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PORTI
L'AdSP sarda si affida alla consulenza basata sull'AI di Financial Times per capire quali strategie, opere e infrastrutture realizzare
Affidamento diretto del valore stimato di 140.000 euro
Cagliari
7 gennaio 2026
Quali strategie, opere e infrastrutture realizzare per generare
vantaggi economici duraturi per l'Autorità di Sistema
Portuale del Mare di Sardegna? Se lo è chiesto il neo
presidente dell'authority sarda, Domenico Bagalà, che dallo
scorso agosto ha guidato l'ente portuale con la carica di
commissario straordinario per poi essere nominato presidente
dell'AdSP lo scorso novembre. Per trovare risposte a questa domanda
Bagalà ha deciso di affidarsi a FT Locations, servizio di
“premium location intelligence” del gruppo “Financial
Times” che - come ormai la maggioranza dei servizi di
consulenza - fa un massiccio ricorso all'intelligenza artificiale
per analizzare luoghi strategici per l'insediamento di attività
economiche e commerciali.
A dare notizia dell'affidamento del compito di rispondere alla
domanda di Bagalà è il quotidiano “L'Unione
Sarda” che fa riferimento al decreto n. 455 dello scorso 24
dicembre a firma del presidente dell'AdSP con cui si intende appunto
affidare la predisposizione di uno studio necessario alla
definizione delle strategie, opere e infrastrutture da realizzare
per generare vantaggi economici duraturi per l'AdSP. Un appalto per
il quale l'ente portuale sardo procede attraverso l'affidamento
diretto senza consultazione di più operatori economici come
consentito - specifica il decreto - dal Codice dei contratti
pubblici per servizi e forniture di importo inferiore a 140.000
euro. E 140.000 euro è la cifra stimata dall'ente portuale
per pagare questo servizio di predisposizione dello studio che
l'authority portuale ritiene necessario - come si legge nel decreto
- “affidare ad una società altamente specializzata in
materia”, che “ha contenuto intellettuale e con
significativo apporto di banche dati e strumenti analitici non
fungibili nell'immediato” e tenendo conto che tale “servizio
richiesto non risulta in convenzione o comunque acquisibile sul
MEPA”. Il decreto precisa che a tal proposito è stata
valutata “la proposta presentata dalla società FT
Locations, acquisita a protocollo 35681/25, che soddisfa
l'impostazione metodologica dell'analisi per lo sviluppo del sistema
portuale del mare di Sardegna”.
Le considerazioni alla base dell'esigenza di provvedersi di
questo studio sono “che, al fine di una futura programmazione
degli interventi e di una futura promozione dell'ente che consenta
di attrarre anche investitori esteri è necessario procedere
ad uno studio approfondito per la definizione delle strategie, opere
e infrastrutture da adottare/realizzare” e che “la
Sardegna dispone di asset strategici (posizione sul corridoio
Est-Ovest del Mediterraneo, incentivi SEZ Unica e Zona Franca di
Cagliari, etc) ma non risulta dotata di uno strumento strategico e
operativo per l'attrazione di investimenti che consentirebbe di
individuare le migliori soluzioni di mercato, con alto contenuto
innovativo e forte impatto anche in termini di entrate”.
Per curiosità abbiamo sottoposto al chatbot “ChatGPT”
basato sull'intelligenza artificiale la domanda secca: “quali
strategie, opere e infrastrutture realizzare per generare vantaggi
economici duraturi per l'Autorità di Sistema Portuale del
Mare di Sardegna?”. Di seguito la risposta offerta in qualche
secondo dell'AI che sarebbe potuta essere più esaustiva se
integrata da ulteriori precisazioni a cui ChatGPT avrebbe potuto
replicare fornendo un quadro più dettagliato.
Per generare vantaggi economici duraturi per l'Autorità
di Sistema Portuale del Mare di Sardegna (AdSP) - e più in
generale per il sistema portuale sardo e il suo hinterland - è
necessario combinare strategie, opere infrastrutturali e azioni
operative che aumentino la competitività, l'efficienza
logistica, l'attrattività per traffici commerciali e
turistici, e la capacità di attrarre investimenti privati e
pubblici. Di seguito una sintesi strategica e operativa basata su
pratiche globali di sviluppo portuale e sulla realtà locale
della Sardegna:
1. Strategie di sviluppo a lungo termine
A. Governance integrata e pianificazione strategica
Definire e aggiornare strumenti chiari di pianificazione
strategica di sistema (es. DPSS / Piano strategico) per coordinare
progetti, bilanciamento degli investimenti e obiettivi di sviluppo
dei porti del Sistema sardo.
Rendere più efficiente la governance tra porti, Regione
Sardegna, e stakeholder industriali, logistici e turistici per
allineare le priorità di lungo periodo.
Ancorare gli obiettivi dell'AdSP ai piani regionali/naionali (es.
Piano Regionale dei Trasporti, ZES, fondi PNRR).
B. Specializzazione in vocazioni portuali
Definire vocazioni specifiche per ciascun porto (es. traffico
merci container e rinfuse a Cagliari, traffico passeggeri/crociere a
Olbia, nautica da diporto diffusa, servizi alle rinfuse industriali
e petrolchimiche a Portovesme).
Creare cluster logistici e industriali competitivi (es.
piattaforme retroportuali integrate, servizi logistici avanzati e
collegamenti multimodali).
C. Sostenibilità e digitalizzazione
Sviluppare porti “smart” con strumenti digitali per
prenotazioni, informazioni in tempo reale, gestione dei traffici e
semplificazione burocratica.
Integrare strategie ambientali (energia pulita, riduzione delle
emissioni) per attirare traffici “green” e operatori
attenti alla sostenibilità.
2. Opere e infrastrutture prioritarie
A. Potenziare le infrastrutture operative
Le opere previste e programmate dall'AdSP per i prossimi anni
mostrano come si stia già investendo su interventi
strategici:
Nuovo terminal Ro-Ro nel Porto Canale di Cagliari per traffico
merci veloce e servizi integrati.
Ripristino della diga foranea e sistemi di cattura dell'energia
da moto ondoso a Porto Torres.
Dragaggio e ampliamenti di bacini (es. Porto di Olbia) per
accogliere navi più grandi.
Realizzazione di aree destinate a servizi logistici e
multifunzionali (come edifici polifunzionali, servizi alla nautica,
aree cargo e rinfuse).
Darsene e infrastrutture per imbarcazioni di servizio (es. Porto
Foxi).
Queste opere non solo aumentano capacità e sicurezza
operative, ma creano effetti moltiplicatori sull'economia locale
(maggiore traffico, posti di lavoro, attrazione investimenti,
servizi avanzati).
B. Collegamenti multimodali
Migliorare collegamenti ferroviari e stradali fra porti e
retroterra per rendere più agevole il flusso di merci verso
il mercato nazionale e internazionale.
Sostenere progetti retroportuali con zone logistiche dedicate,
centri doganali, interporti e servizi integrati.
C. Sviluppo della nautica da diporto
La Sardegna dispone di una forte vocazione per la nautica da
diporto: la regione è tra le prime in Italia per posti barca
e traffico nautico.
Pianificare e realizzare nuovi posti barca e servizi collegati
lungo la costa secondo il Piano Regionale della Portualità
Turistica.
Coordinare un'offerta integrata di turismo nautico per aumentare
l'attrattività internazionale (eventi, servizi digitali,
pacchetti turistici).
3. Strategie economiche e gestionali
A. Sviluppo di servizi a valore aggiunto
Offrire servizi logistici avanzati (freight forwarding,
magazzini, cold chain) che aumentano il valore creato all'interno
del sistema portuale, non solo traffici di transito.
Favorire l'insediamento di operatori privati con formule come
concessioni portuali, partenariati pubblico-privati (PPP),
incubatori logistici e servizi di innovazione tecnologica.
B. Marketing e attrazione traffici
Promuovere i porti sardi a livello internazionale (fiere,
roadshow, accordi commerciali) per attrarre nuove rotte, servizi di
linea e operatori.
Valorizzare il traffico crocieristico (es. Cagliari) e integrarlo
con l'offerta turistica regionale.
C. Coinvolgimento degli stakeholder
Rafforzare il dialogo con imprese portuali, armatori, comunità
locali e istituzioni per allineare programmi, generare fiducia e un
consenso condiviso sulle priorità.
Stimolare la cooperazione pubblico-privata su progetti
strategici.
4. Benefici economici attesi nel lungo periodo
Valutare queste strategie e infrastrutture non solo in
termini di capacità fisica dei porti, ma come catalizzatori
per:
Crescita dell'occupazione locale e specializzata nei settori
logistici, nautici e tecnologici
Incremento dei traffici merci e passeggeri, con conseguente
aumento delle entrate e maggiore competitività internazionale
Sviluppo di filiere produttive retroportuali, cluster logistici e
attività di valore aggiunto
Maggiore integrazione economica regionale e nazionale, col
sistema delle zone economiche speciali (ZES) e le reti di trasporto
multimodale
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