 L'incertezza geopolitica è diventata il rischio
principale per il settore del trasporto marittimo. Lo ha evidenziato
Allianz Commercial, la divisione globale del gruppo assicurativo
tedesco Allianz, presentando il proprio ultimo rapporto “Safety
and Shipping Review 2026” che rileva come incidenti come la
chiusura dello Stretto di Hormuz rappresentano solo gli ultimi di
una serie di recenti interruzioni che hanno avuto un impatto sul
settore marittimo e segnalano una transizione verso un “nuovo
ordine marittimo” definito da crescenti rischi per la
sicurezza lungo le rotte marittime strategiche.
Il rapporto precisa che, oltre all'incertezza geopolitica, i
rischi tradizionali per lo shipping rimangono una delle principali
preoccupazioni, sebbene negli ultimi anni il numero totale di
perdite di navi e di incidenti navali sia in costante calo. I danni
o i guasti ai macchinari e gli incendi sono tra le principali cause
di sinistro, con conseguenti perdite economiche e assicurative
significative.
«La nostra analisi - ha commentato
l'amministratore delegato di Allianz Commercial, Thomas Lillelund -
dimostra che negli ultimi anni il settore del trasporto marittimo ha
compiuto progressi significativi in termini di sicurezza. Tuttavia,
ha anche subito una trasformazione fondamentale, passando da decenni
di relativa stabilità, caratterizzata da flussi commerciali
costanti e condizioni operative ampiamente prevedibili, ad un
contesto sempre più complesso e volatile. Il conflitto in
Medio Oriente e la chiusura dello Stretto di Hormuz rappresentano
solo l'ultimo di una serie di gravi interruzioni che hanno colpito
armatori e operatori del settore merci. Resilienza, geopolitica ed
efficienza devono essere bilanciate in un mondo sempre più
imprevedibile, dove il costo dell'incertezza sta rimodellando il
settore del trasporto marittimo».
I dati di Allianz Research mostrano che a seguito del conflitto
in Medio Oriente, che ha paralizzato lo Stretto di Hormuz, circa
1.150 navi mercantili, per un valore stimato di navi e merci pari a
circa 125 miliardi di dollari, un volume di 29 milioni di tonnellate
di stazza lorda e circa 20.000 marittimi, si trovano nel Golfo
Persico in attesa di riprendere le operazioni a seguito dei recenti
progressi diplomatici. Evidenziando che la copertura assicurativa
per le navi è stata disponibile durante tutto il conflitto,
sebbene con premi più elevati per scafo e merci, Allianz
Commercial ha specificato che, tuttavia, il vero problema per gli
armatori è stato più legato al rischio per
l'equipaggio e per la nave durante il transito in una zona di
conflitto, piuttosto che a mere considerazioni assicurative e ha
osservato che, anche se l'accordo tra Stati Uniti e Iran dovesse
reggere e lo Stretto di Hormuz venisse riaperto, saranno necessarie
solide garanzie di transito sicuro, con il coinvolgimento della
comunità internazionale, soprattutto se si vuole che il
traffico torni ai livelli prebellici di un traffico sino a 140 navi
al giorno.
Il rapporto evidenzia che, nonostante le difficoltà del
settore navale, il numero totale di sinistri e incidenti è in
calo, con oltre 900 perdite totali di navi segnalate negli ultimi
dieci anni. Tra il 2016 e la fine del 2020, se ne sono registrate
555, con una media di 111 all'anno. Questo numero è sceso a
350 tra il 2021 e la fine del 2025, con una media di 70 (in calo del
37% rispetto al quinquennio precedente), a testimonianza
dell'effetto positivo di una maggiore attenzione alle misure di
sicurezza. Nel 2025 sono stati segnalate 43 perdite totali, di cui
oltre 30 relativi a navi di stazza lorda superiore a 500
tonnellate.
A livello globale, nell'ultimo anno il numero di
incidenti marittimi è diminuito di circa il -16% (2.818 nel
2025 rispetto a 3.353 nel 2024). La regione del Mediterraneo
orientale e del Mar Nero ha registrato il numero più elevato
di sinistri (622), seguita dalle Isole Britanniche (619), che è
anche la zona con il maggior numero di incidenti nell'ultimo
decennio. I danni o i guasti ai macchinari sono stati la causa
principale degli incidenti marittimi a livello globale,
rappresentando oltre la metà (1.505), seguiti dalle
collisioni tra navi (260).
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