 Le associazioni internazionali dell'industria marittima hanno
accolto con un sospiro di sollievo la firma dell'accordo tra Stati
Uniti e Iran per negoziare la fine alle ostilità, che
comprende modalità per permettere il passaggio sicuro delle
navi attraverso lo Stretto di Hormuz. Tuttavia permangono ancora
notevoli incertezze evidenziate da Jakob Larsen, responsabile della
sicurezza del BIMCO: «Iran e Stati Uniti - ha spiegato - hanno
ora concordato di consentire il transito attraverso lo Stretto di
Hormuz, ma permangono rischi significativi per la sicurezza. La
parte centrale dello Stretto è minata e non navigabile, e
solo le zone di traffico costiero vicine all'Oman e all'Iran
sarebbero esenti da mine. Nonostante la firma dell'accordo di
cessate il fuoco - ha rilevato Larsen - riteniamo che la situazione
della sicurezza per il settore marittimo continui ad essere
precaria. A causa del rischio di congestione e di incidenti di
navigazione nelle zone di traffico costiero - ha avvertito il
rappresentante del BIMCO - consideriamo ancora rischioso per le navi
iniziare i transiti in questo momento e consigliamo agli armatori di
continuare ad effettuare accurate valutazioni del rischio e di fare
appello a tutte le parti affinché la sicurezza dei marittimi
sia la priorità assoluta»..
L'associazione ha evidenziato che il memorandum d'intesa siglato
non offre informazioni sufficienti su aspetti chiave quali rotte
sicure, misure per separare il traffico navale, sequenza di partenza
delle navi dal Golfo Persico, procedure di segnalazione, procedure
di sicurezza delle navi, procedure di protezione navale e di
risposta alle emergenze. In particolare, secondo il BIMCO, la
minaccia delle mine nell'area rappresenta una preoccupazione sia
nell'immediato che a lungo termine, ed è necessario stabilire
rotte libere da questi ordigni e, prima che il traffico navale possa
ritornare ai livelli prebellici, entrambe le parti in conflitto
devono fornire garanzie credibili.
Anche Intertanko, l'associazione internazionale che rappresenta
il segmento del trasporto marittimo di rinfuse liquide, ha
evidenziato la necessità di fare urgentemente chiarezza sulle
misure pratiche indispensabili per garantire la sicurezza del
transito delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz. Secondo
Intertanko, innanzitutto è necessario bonificare dalle mine
la rotta del Traffic Separation Scheme dello Stretto, a cui dovrebbe
seguire un messaggio chiaro e inequivocabile al settore da tutti i
governi coinvolti. Inoltre, in attesa che il TSS venga bonificato e
prima che venga ufficialmente dichiarato sicuro per il transito
navale, sarebbe necessaria maggiore chiarezza sulle due opzioni di
rotta alternative, Nord e Sud, per garantire il transito sicuro
delle navi in entrata e in uscita dal Golfo Persico, rotte
alternative che ad avviso dell'associazione dovrebbero essere chiuse
una volta ripristinata la rotta principale,
«Andando avanti - ha specificato poi Phillip Belcher,
Marine director di Intertanko - sarà necessario sottolineare
lo status del transito attraverso lo Stretto di Hormuz. L'articolo 5
del memorandum of understanding stabilisce che non saranno applicati
pedaggi per i primi 60 giorni. Tuttavia, il futuro è incerto
e sarà determinato dall'Iran a seguito del dialogo con l'Oman
e delle discussioni con gli Stati del Golfo. L'esito finale di
queste discussioni deve essere una conferma del principio
fondamentale secondo cui lo Stretto di Hormuz deve rimanere esente
da pedaggi e aperto a tutti in conformità con la Convenzione
delle Nazioni Unite sul diritto del mare UNCLOS. Una volta compiuti
questi passi, l'industria dello shipping dovrebbe avere la sicurezza
necessaria per riprendere il trasporto di merci e risorse
energetiche attraverso l'area, e i marittimi potranno tornare al
ruolo per cui sono stati formati, anziché essere posti in
prima linea in un conflitto geopolitico»..
«Senza
chiarezza su queste questioni - ha aggiunto il direttore generale di
Intertanko, Tim Wilkins - le navi non saranno sicure se attraversare
o meno lo Stretto di Hormuz. Alcune navi, ovviamente, inizieranno a
muoversi. È naturale. Ma gli armatori hanno adottato un
approccio molto prudente. La sicurezza dei marittimi è stata
la loro priorità assoluta e nessuno vuole compromettere
questo approccio che privilegia la sicurezza, ora che le cose
sembrano andare nella giusta direzione. Dobbiamo ricordare a tutti
gli Stati coinvolti che il Traffic Separation Scheme, riconosciuto a
livello internazionale, è stato introdotto nel 1968 per
supportare il transito sicuro delle navi mercantili oceaniche che
operano a livello internazionale e per evitare i rischi di
navigazione, garantendo così la sicurezza in mare».
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