 Se nel secondo trimestre dell'esercizio finanziario 2026, che si
è concluso lo scorso 31 maggio, il gruppo crocieristico
statunitense Carnival Corporation ha registrato ricavi record per il
periodo, tuttavia un incremento generalizzato delle voci dei costi
della produzione ha avuto un impatto negativo sui profitti, e in
particolare quella relativa al fuel che è salita ad un valore
inferiore solo a quelli del 2022 quando i prezzi dei prodotti
energetici avevano registrato un'impennata principalmente a causa
degli effetti della guerra in Ucraina e delle conseguenze sulla
domanda del periodo immediatamente successivo alla pandemia di
Covid-19.
In particolare, nello scorso trimestre marzo-maggio i ricavi
hanno segnato il valore record per questo periodo di 6,66 miliardi
di dollari, con un rialzo del -5,3% sullo stesso periodo del 2025 e
con nuovi picchi sia relativamente ai ricavi generati dalla vendita
delle crociere sia a quelli prodotti dalle vendite a bordo delle
navi che si sono attestati rispettivamente a 4,27 miliardi (+4,1%) e
2,39 miliardi (+7,5%). I costi delle operazioni crocieristiche e
delle escursioni sono cresciuti del +8,7% salendo a 4,22 miliardi di
dollari, con un aumento particolarmente rilevante del +27,1% del
costo dei combustibili che è stato pari a 595 milioni.
L'utile operativo è ammontato a 851 milioni (-8,9%) e l'utile
netto a 539 milioni di dollari (-5,1%). Nel periodo marzo-maggio
sulle navi del gruppo si sono imbarcati 3,4 milioni di passeggeri,
numero invariato rispetto a quello del corrispondente periodo del
2025.
Nel primo semestre dell'esercizio finanziario 2026 il gruppo
americano ha totalizzato ricavi pari a 12,83 miliardi di dollari, in
crescita del +5,7% sulla prima metà dell'esercizio
precedente, di cui 8,30 miliardi derivanti dalla vendita delle
crociere (+4,5%) e 4,53 miliardi dalle vendite a bordo delle navi
(+7,9%). L'utile operativo semestrale è stato di 1,46
miliardi (-1,3%) e l'utile netto di 801 milioni di dollari (+62,7%).
Relativamente all'attuale livello delle prenotazioni delle
crociere programmate dai vari marchi crocieristici del gruppo,
l'amministratore delegato della Carnival, Josh Weinstein, ha reso
noto che il volume delle prenotazioni per le crociere della seconda
metà dell'esercizio 2026 è superiore a quello dello
scorso anno e presenta prezzi record «nonostante - ha
evidenziato - l'estrema volatilità geopolitica in atto da
oltre un trimestre che ha inciso principalmente sulle prenotazioni
per le nostre crociere europee, in particolare nella regione del
Mediterraneo che è più vicina al conflitto in Medio
Oriente. Per queste crociere - ha precisato - abbiamo sfruttato il
notevole vantaggio in termini di occupazione che avevamo
strategicamente costruito per dare priorità all'integrità
dei prezzi. Attualmente - ha precisato Weinstein - siamo al 93%
della capacità prenotata per l'anno con una residua capacità
ancora disponibile rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, e
siamo sulla buona strada per raggiungere rendimenti netti record
nella seconda metà del 2026».
Inoltre, Weinstein ha sottolineato che nel lungo termine, nel
2027 ed oltre, la domanda continua ad essere elevata e da marzo i
volumi delle prenotazioni e i prezzi per queste future crociere sono
superiori ai livelli dell'anno precedente, incluso un aumento
sostanziale delle prenotazioni per le crociere europee del gruppo
del prossimo anno. «La nostra curva delle prenotazioni ha
evidenziato - rimane la più lunga mai registrata, a
testimonianza della forza del nostro portfolio di compagnie di
crociere di livello mondiale, della solidità dei nostri
sforzi per generare domanda e delle eccezionali esperienze di
vacanza che offriamo».
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