
Le sei nazioni mediorientali del Gulf Cooperation Council (GCC)
- Arabia Saudita, Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Oman e Qatar
– sono concordi con la posizione degli Stati Uniti sulla
libertà di navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz. In
occasione della riunione ministeriale di ieri a Manama tra gli USA e
il CCG, copresieduta dal Segretario di Stato americano Marco Rubio e
da Abdullatif bin Rashid Al Zayani, ministro degli Affari Esteri del
Bahrein e attuale presidente del Consiglio ministeriale del CCG, è
stata sottoscritta una dichiarazione congiunta nella quale, tra
l'altro, si evidenzia «l'importanza della riapertura dello
Stretto di Hormuz, osservando che la navigazione libera,
incondizionata e senza restrizioni, compreso il diritto di transito
garantito dal diritto internazionale, rimane essenziale per la
sicurezza regionale e globale».
Nella dichiarazione si sottolinea che «i ministri hanno
respinto qualsiasi pedaggio, tassa o tentativo di esercitare il
controllo sullo Stretto e hanno accolto con favore l'annuncio del
Sultanato dell'Oman e dell'International Maritime Organization (IMO)
relativo all'avvio di un piano di evacuazione per oltre 11.000
marittimi bloccati nella regione. I ministri hanno inoltre
sottolineato che qualsiasi attività commerciale e
investimento con l'Iran è revocabile e subordinata al
rispetto da parte dell'Iran del memorandum of understanding e
dell'accordo finale, alla cessazione del suo comportamento
destabilizzante e alla creazione delle condizioni necessarie per la
collaborazione economica».