 Dopo aver diffuso il valore degli indici di connessione delle
nazioni al network di linee marittime mondiali di trasporto
containerizzato relativa al secondo trimestre di quest'anno, la
Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio e lo Sviluppo (UNCTAD)
ha reso noti anche i valori relativi allo stesso periodo del Port
Liner Shipping Connectivity Index (PLSCI), l'indice definito
dall'UNCTAD per valutare l'integrazione di un porto nelle reti
globali di trasporto marittimo di linea.
Tra i porti italiani con il più elevato indice di
connessione alla rete mondiale dello shipping containerizzato, nel
secondo trimestre del 2026 l'indice del porto di Genova, pari a
424,1, ha registrato un calo del -1,6% sul valore del corrispondente
periodo del 2025. In crescita, invece, gli indici relativi ai porti
di Gioia Tauro e di La Spezia che sono risultati pari
rispettivamente a 325,9 (+1,8%) e 305,9 (+10,3%). A seguire, con il
quarto più elevato indice, il porto di Salerno con un indice
PLSCI di 201,4 (-2,5%) e poi i porti di Livorno con 158,9 (+8,0%),
Trieste con 147,1 (-4,0%), Napoli con 145,5 (+6,8%), Vado Ligure con
121,0 (-14,4%), Venezia con 111,8 (+0,8%), Ravenna con 90,1 (-8,4%),
Civitavecchia con 83,4 (+1,5%), Ancona con 76,5 (-1,6%), Cagliari
con 35,7 (+36,8%), Taranto con 27,9 (+1,9%) e Marina di Carrara con
26,5 (0%).
L'UNCTAD ha presentato l'ultima rilevazione del proprio Liner
Shipping Bilateral Connectivity Index (LSBCI), l'indice che valuta il
livello di integrazione di una coppia di nazioni nelle reti globali
di trasporto marittimo di linea, fattore di cui l'UNCTAD evidenzia
l'importanza per le esportazioni e per i flussi commerciali
bilaterali. La versione attuale dell'LSBCI comprende cinque
componenti. Per qualsiasi coppia di nazioni l'LSBCI si basa sul
numero di trasbordi necessari per raggiungere una nazione dall'altra,
il numero di collegamenti diretti comuni sia ad una nazione che
all'altra, il numero di collegamenti comuni per coppia di nazioni con
un solo trasbordo, il livello di concorrenza sui servizi che
collegano una nazione all'altra e la dimensione della nave più
grande sulla rotta meno importante che collega una nazione
all'altra.
Nel secondo trimestre del 2026 l'Italia risulta
avere con la Spagna il livello di integrazione maggiore nel network
mondiale dello shipping containerizzato con un indice LSBCI, di 728,
con un minimo incremento del +0,1% sullo stesso periodo del 2025. Il
secondo più elevato indice, quello con la Francia di 694,
risulta anch'esso pressoché invariato. A seguire gli indici
con Cina (693, -0,6%), Regno Unito (691, -0,6%), Olanda (689, -0,3%),
Belgio (685, -1,9%), Singapore (677, -0,9%), Corea del Sud (673,
+0,7%) e Marocco (668, -1,9%). Tra le altre nazioni, in marcata
crescita gli indici LSBCI con la Turchia (657, +4,6%), l'Egitto (651,
+8,3%) e gli USA (650, +3,7%). Tra le nazioni con cui i livelli di
integrazione con l'Italia risulta avere segnato accentuati rialzi
figurano il Bahrain (428, +94,5%), Israele (545, +32,6%), Siria (387,
+22,1%), Cipro (393, +16,3%), Federazione Russa (464, +14,9%), Qatar
(530, +13,7%), Libano (491, +12,9%), Oman (511, +10,2%) e Svezia
(424,+7,9%), mentre tra quelle che hanno accusato i più
rilevanti cali figurano Uruguay (indice LSBCI 378, -13,1%),
Portogallo (578, -7,4%), Irlanda (315, -6,5%), Romania (323, -5,8%)
ed Emirati Arabi Uniti (629, -3,7%).
|