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Gli spedizionieri spezzini denunciano come incredibile, paradossale e inaccettabile l'esclusione della Pontremolese dal Piano “Italia Veloce”
Fontana sollecita l'urgente chiamata in causa delle rappresentanze delle tre regioni Liguria, Emilia e Toscana, e di tutte le comunità interessate
19 giugno 2020
L'Associazione Spedizionieri del Porto La Spezia denuncia l'esclusione della Ferrovia Pontremolese dal programma delle infrastrutture cantierabili denominato “Italia Veloce” che è stato presentato agli Stati generali dell'economia dalla ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli. Un depennamento che il presidente dell'associazione Andrea Fontana ha definito «incredibile», «paradossale» e «inaccettabile»: «si tratta - ha ricordato Fontana - di un piano, e si è precisato “non di un libro dei sogni”, che individua le opere prioritarie: 39 interventi per strade e autostrade, 13 interventi sulle direttrici e (sui nodi ferroviari), per porti e aeroporti, di investimenti da 196,5 miliardi, dei quali 129,6 già assegnati e 66,9 miliardi di fabbisogno residuo. Proprio perché si dà atto che siamo di fronte a risorse straordinarie - ha sottolineato Fontana - stupisce che nei 113,4 miliardi destinati alle opere ferroviarie, non sia prevista neppure la voce “Pontremolese”. E pensare che basterebbe un miliardo dei 113,4 per realizzare il raddoppio della galleria di valico con la quale si segnerebbe finalmente il momento di svolta di un'opera impostata negli anni Ottanta».
«Riteniamo dunque gravissima - ha proseguito il presidente degli spedizionieri spezzini - l'esclusione dal Piano “Italia Veloce” del raddoppio della Linea Ferroviaria Pontremolese per molte ragioni tra cui ne indichiamo almeno tre: il fatto che si tratta di un'opera strategica non solo per le tre regioni interessate (Liguria, Emilia e Toscana) e per tutto il sistema portuale e logistico Alto Tirreno La Spezia, Marina di Carrara e Livorno, ma soprattutto strategica per il sistema Italia sia per i collegamenti diretti sia per i collegamenti sussidiari. Un esempio: se quando, a causa del noto e drammatico incidente, è stata bloccata l'alta velocità - ha spiegato Fontana - ci fosse stata una linea Pontremolese raddoppiata i disagi conseguenti sarebbero stati subito assorbiti».
La seconda ragione - ha specificato Fontana - è «la evidente contraddizione con le considerazioni e le proposte - nel nostro caso su porti e ferrovie (capitolo 39) - contenute nel piano Colao che indica La Spezia, tra i due porti virtuosi in Italia, per le significative quote del trasporto merci su rotaia, quindi da potenziare. E con quale altro sistema diretto si potenzia - ha osservato Fontana - se non con la Pontremolese?».
La terza ragione è che «il raddoppio della linea La Spezia-Parma porterebbe al massimo della sua efficienza il sistema portuale e logistico del Tirreno al servizio del suo immediato hub territoriale nazionale centro-nord d'Italia e sulle direttrici da e verso il centro Europa».
«Una esclusione gravissima, in conclusione - ha evidenziato il presidente dell'Associazione Spedizionieri del Porto La Spezia - della Pontremolese dalle opere strategiche e prioritarie accolta da un incredibile silenzio, senza reazioni, e che impone invece l'urgente chiamata in causa delle nostre rappresentanze politiche, nazionale, delle tre regioni Liguria, Emilia e Toscana, e di tutte le comunità interessate, rappresentanze alle quali facciamo un appello che ha il sapore amaro di essere l'ultimo, perché se si è assenti nel momento in cui si stabiliscono le priorità si perde davvero anche l'ultimo treno per entrare nel futuro. E - ha concluso Fontana - portare all'attenzione della ministra Paola De Micheli, alla quale è ben noto il caso Pontremolese, è il primo passo che si deve compiere».
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