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CENTRO ITALIANO STUDI CONTAINERS | ANNO XVIII - Numero 1/2000 - GENNAIO 2000 |
Trasporto marittimo
Cosco: la filosofia dei piccoli passi
La Cosco (China Ocean Shipping Group Company) si sta adattando
ai fondamentali cambiamenti del proprio mercato nazionale ed alla
intensificazione della concorrenza che da diversi anni si verificano
nel settore marittimo, e cioè nel cuore delle proprie attività.
A partire dal 1993, infatti, sono avvenuti diversi mutamenti di
lunga portata a livello organizzativo, specialmente in relazione
alla compagnia specializzata in servizi marittimi di linea, la
Coscon (Cosco Container Lines).
L'unità in questione ha cercato in tutti i modi di scuotersi
di dosso l'immagine che le era propria - nel settore del trasporto
marittimo di linea - di vettore finanziato dallo stato, il quale
aveva altresì ogni potere strategico in ordine ai prezzi
ed alle problematiche inerenti le quote di mercato.
UN GIGANTE GLOBALE |
- Le attività comprendono armamento, agenzia marittima, spedizioni, operazioni portuali e terminalistiche e trasporto aereo. Inoltre, il gruppo è impegnato in attività finanziarie, nello sviluppo e nella gestione di immobili e nel turismo.
- Effettua operazioni con una flotta di oltre 600 navi per complessivi 17 milioni di tonnellate lorde.
- L'armata di mare containerizzata, esclusa la flotta del Fiume Yangtse e del delta del Fiume delle Perle, supera le 120 navi per una capacità di trasporto complessiva di circa 200.000 TEU
- La compagnia serve più di 50 rotte e 1.200 porti di 170 paesi
- Carica più di 3,3 milioni di TEU all'anno
- Dispone di centri amministrativi di primaria importanza a Pechino, Shanghai, Hong Kong, Singapore, Tokyo, Secaucus (New Jersey), Londra ed Amburgo
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Tuttavia, malgrado la recisione dei collegamenti diretti con
il ministero delle comunicazioni, l'implementazione di nuovi programmi
di gestione, l'avvio di alleanze collaborative rispetto a diverse
rotte e la partecipazione ad un crescente numero di accordi di
trattativa sulle direttrici di traffico nonché di associazioni
armatoriali, la sensazione cui sopra si accennava resta per lo
più immutata.
Una simile etichetta appare sempre più immeritata, dato
che la Cosco di oggi è una compagnia di navigazione molto
diversa da quella di dieci o persino cinque anni fa. In effetti,
riguardo a certe rotte la Cosco afferma che i suoi prezzi sono
più alti di quelli di alcuni vettori appartenenti a conferenze;
inoltre, gli appelli più accorati alla stabilità
ed al dialogo provengono proprio dall'operatore cinese.
La Tabella 1 mostra la portata della trasformazione accennata.
La Coscon fa parte di otto (e più) "officine di discussione"
sulle direttrici di traffico ed all'inizio di quest'anno si è
aggregata alla Conferenza Contenitori Nord Europa/Israele. Inoltre,
negli ultimi due anni si è assistito alla conduzione di
trattative tra la linea di navigazione cinese e la più
tradizionale ed affermata conferenza di trasporto marittimo di
linea, vale a dire la FEFC (Conferenza Trasporto merci Estremo
Oriente) con sede a Londra.
Oltre a ciò, la Cosco partecipa ad organizzazioni-chiave
quali il Box Club e l'ASF (Foro Armatori Asiatici).
TABELLA 1 |
LO SPIRITO COLLABORATIVO
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Accordi di trattativa
e conferenze trasporto merci
| Data di
adesione | Direttrici
di traffico
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Asia/Australia All Lines Meeting | - | Asia/Australia |
Intra-Asia Discussion Agreement | 1996 | Interasiatica |
Japan/Brasil River Plate Forum | 1998 | |
Japan and Hong Kong South Africa Shipping Conference | 1998 | |
North Europe/Israel Container Conference | Inizio 1999 | Nord Europa/Israele |
Transpacific Stabilisation Agreement | Inizio 1999 | Asia/ Nordamerica |
Westbound Transpacific Stabilisation Agreement | 1997 | Nordamerica/Asia |
Yellow Sea Lines Committee | - | |
Gruppi armatoriali/associazioni | |
Asian Shipowners Forum 1 | 1992 | |
Copartecipanti ad accordi relativi a quote/navi ed acquisto spazi |
K Line e Yangming | 1996 | Transpacifico; Europa/Asia; Asia/Costa Orientale USA, via Canale di Suez; transatlantico |
Evergreen | 1998 | Asia/Sudafrica/Costa Orientale Sudamerica |
Uniglory | 1998 | Hong Kong/Indonesia |
Uniglory | Ott. 1999 | Cina/Asia/Medio-Oriente |
Ellerman, Iscont, P&ON, Zim | Inizio 1999 | Nord Europa/Mediterraneo Orientale |
Heung-A Shipping | 1995 | Sud Corea/Cina |
Note:
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1 = gli altri membri sono Evergreen Marine Corp, Hanjin Shipping Co, Hyundai Merchant Marine, K Line, Mitsui OSK Lines, NYK Line e Yangming Marine Transport Corp. Il gruppo dispone altresì di una Commissione per la Stabilizzazione dei Traffici.
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Fonte: dati di Containerisation International
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Gao Weijie, vice presidente della Cosco, spiega: "Negli
scorsi anni si è assistito ad una grande volubilità
nell'attività di linea e questo è avvenuto specialmente
nel nostro mercato nazionale, dove abbiamo dovuto fronteggiare
una moltitudine di nuovi concorrenti. I vettori appartenenti alle
conferenze, così come quelli che non ne fanno parte, dovrebbero
parlarsi l'un l'altro nell'interesse della promozione della stabilità.
Questo è il modo migliore per conseguire il benessere a
lungo termine nel nostro settore".
Tale concorrenza si è manifestata per lo più sotto
la forma di vettori stranieri, che sono stati capaci di guadagnarsi
una quota di mercato sulla scorta della superiorità dei
servizi da loro offerti. Più recentemente, sono andate
ad intaccare le attività locali della Coscon altre compagnie
di navigazione cinesi come la CSG (China Shipping Group Company)
di Shanghai, che ha perseguito in modo aggressivo le opportunità
di lavoro che le si sono presentate (alla luce dei prezzi concorrenziali
e degli orari di partenza rivisti) nei traffici a lungo raggio
(Europa/Asia, Australia/Asia). La CSG è capeggiata dall'ex
dirigente capo della Coscon Li Kelin.
La Coscon ha compiuto notevoli progressi sul fronte dei servizi,
dato che adesso, secondo Gao, le sue prestazioni sui tempi di
viaggio e la sua affidabilità possono essere messe a confronto
senza problemi con quelle delle principali compagnie di navigazione
globali. Con la CSG, peraltro, la battaglia finale sarà
sui prezzi. La CSG giustifica le proprie tariffe di trasporto
molto basse con la maggiore lentezza e le minori dimensioni delle
sue navi.
Gao afferma che da quando la Cosco si è aggregata all'ASF
nel 1992, ha fatto una vigorosa propaganda affinché i vettori
si adoperassero maggiormente nello sviluppo della cooperazione,
che a detta del dirigente costituisce il nucleo centrale dell'azione
di miglioramento della stabilità dei traffici. A Gao piacerebbe
altresì assistere ad un atteggiamento maggiormente responsabile
degli armatori rispetto al fenomeno dell'eccesso di tonnellaggio
mediante la dismissione del tonnellaggio più vecchio, che
è anti-economico e fuori-standard.
Più recentemente, l'ASF ha richiesto l'immunità
anti-trust alla FMC (Commissione Marittima Federale) di Washington
al fine di poter condurre trattative in ordine ad un certo numero
di questioni, tra cui l'utilizzazione della capacità, le
tariffe di trasporto merci e le movimentazioni dei carichi nei
traffici statunitensi.
Gao pensa che la Cosco si debba servire della propria partecipazione
a tali organismi per "gridare più forte degli altri",
dal momento che la maniera in cui la compagnia conduce la propria
attività è ancora fraintesa da molti. Egli spera
che il messaggio si stia lentamente diffondendo.
Inoltre, come sembra dalle parole di Gao e dei principali dirigenti
della Cosco quando affermano che essa costituisce un significativo
operatore di servizi di linea, la compagnia ha un importante ruolo
da svolgere nell'azione di indirizzo della futura direzione del
settore marittimo. Dopo tutto, la Cosco controlla la sesta armata
di mare di linea a livello mondiale (approssimativamente 200.000
TEU), è presente in tutte le principali rotte (v. Tabella
2) e ha la propria sede in una delle più grandi - e certamente
in più rapida crescita - economie del mondo. Ed è
altresì significativo il fatto che la Cina abbia recentemente
accettato di far parte dell'Organizzazione Mondiale dei Commerci.
Tuttavia, Gao riconosce l'importanza di offrire ai propri clienti
una schiera più ampia di servizi a valore aggiunto. La
Cosco è assai impegnata su questo fronte; tale impegno
è ora supportato da "investimenti effettivi e mutamenti
gestionali", secondo Gao. "Noi abbiamo intenzione di
diventare uno dei principali soggetti nel settore della logistica"
ha dichiarato.
Uno degli eventi maggiormente significativi degli ultimi 12 mesi
è stato il divorzio della compagnia dal ministero delle
comunicazioni. Fino all'inizio del 1999, il ministro cinese del
settore era anche il presidente del consiglio di amministrazione
della Cosco, mentre adesso la compagnia decide in proprio la nomina
del proprio principale dirigente.
"Il processo di separazione ci ha assicurato maggiore libertà
nello sviluppo delle nostre attività" riconosce Gao.
"Ciò si dimostrerà molto importante in ordine
alle problematiche di investimento, come l'acquisizione di nuove
navi".
Gao, tuttavia, ha prontamente precisato che il processo in questione
era cominciato sei anni prima con la creazione della Coscon e
l'etichettamento dell'intero gruppo quale "organismo imprenditoriale".
In effetti, a detta di Gao, ciò si è rivelato essere
l'alba di una nuova era per la Cosco, dal momento che il rimodellamento
societario è stato accompagnato da una serie di cambiamenti
gestionali interni al fine di rendere la compagnia maggiormente
reattiva ai mutamenti delle condizioni di mercato.
TABELLA 2 |
LA RETE DEI SERVIZI DI LINEA DELLA COSCO
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Traffico | Viaggi/Frequenza
| Navi/TEU | Soci
|
Asia/Nordamerica | 7 Settimanale
| 38 da 1932/5200 | K Line, Yangming
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Asia/Europa | 3 Settimanale
| 23 da 3456/5200 | K Line, Yangming
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Europa/Costa Orientale USA | 2 Settimanale
| 9 da 2054/3400 | K Line, Yangming
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Asia/Mediterraneo/Costa Or. USA | Settimanale
| 12 da 3400/3765 | Yangming
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Europa/Israele | Settimanale
| 4 da 1500 | Zim, P&ON, Iscont, Ellerman
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Asia/Sudafrica/Costa Or. Sudam. | Settimanale
| 10 da 1960/2728 | Evergreen, Yangming
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Cina/Asia/Australia | Settimanale
| 6 da 1322/1432 | s.s. |
Giappone/Sud Corea/Australia | Settimanale
| 6 da 836 | s.s. |
Cina/Asia/Medio Oriente | Settimanale
| 7 da 1600/1700 | Uniglory Marine Corp
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Cina/Tailandia | Settimanale
| 2 da 725 | s.s. |
Hong Kong/Cina/Giappone | Settimanale
| 2 da 600/725 | s.s. |
Giappone/Cina | 9 Settimanale
| 13 da 422/969 | s.s. |
Giappone/Cina | 1 ogni 10 giorni
| 3 da 316 | s.s. |
Cina/Giappone/Taiwan e ritorno | Settimanale
| 2 da 764 | s.s. |
Cina/Sud Corea | 5 Settimanale
| 5 da 424/724 | Heung-A |
Hong Kong/Fiume delle Perle | Ogni 2 giorni
| 2 da 150/200 | s.s. |
Hong Kong/Cina | Settimanale
| 1 da 150/200 | s.s. |
Costiero Cina | 5 Settimanale
| 8 da 377/1140 | s.s. |
Indonesia/Hong Kong | Settimanale
| 5 da 951/1278 | Uniglory |
Raccordo Africa Occidentale | Quindicinale
| 2 da 700 | s.s. |
Note:
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s.s. = senza soci; inoltre, la Cosco effettua operazioni relative ad un gran numero di servizi fluviali su chiatta, per lo più sul fiume Yangtse
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Fonti: Cosco e dati di Containerisation International
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"Si dovrebbe rammentare che abbiamo dovuto adattarci da
un sistema di pianificazione centrale gestito dal governo ad un'economia
di mercato guidata dalle esigenze della clientela e dalle forze
della concorrenza" ha dichiarato. "Si è trattato
di una sfida non da poco, dato che le precedenti motivazioni erano
determinate principalmente da questioni operative".
Chiaramente, la strategia della Cosco nel corso degli anni 70,
'80 ed all'inizio degli anni '90 era fondata per lo più
sulla realizzazione di un potere di mercato mediante l'espansione
della flotta ed i programmi di ampliamento delle rotte. Nel settore
di linea, ciò ha comportato l'acquisizione di tonnellaggio
di seconda mano adatto ai contenitori, gran parte del quale non
necessariamente del tutto appropriato ai traffici in cui veniva
impiegato.
"Questo tipo di approccio ormai è superato"
afferma Gao. "Il nostro obiettivo è ora quello di
sviluppare servizi che rispondano pienamente alle esigenze dei
nostri clienti
dove possibile, stiamo cercando di separare
i nostri servizi dalla concorrenza e di metterci alla ricerca
di nicchie di traffico che ci offrano i migliori ritorni".
Illustra Gao: "La nostra meta consiste nell'implementare
le Quattro P al fine di soddisfare le Quattro C. Ciò significa
far sì che la nostra organizzazione sia totalmente guidata
dal mercato". Le P cui si riferisce Gao sono le seguenti:
sviluppare il Prodotto giusto per il cliente;
disporre del giusto meccanismo relativo ai Prezzi che rifletta
il servizio offerto;
Promuovere la concreta comprensione e comunicazione con il cliente;
far sì che il carico venga raccolto/consegnato nel Posto
giusto che sia conveniente per il cliente.
Ovviamente, il C - che secondo Gao rappresenta il fattore-chiave
- è il cliente.
Il dirigente afferma che la cultura del cliente adesso "viene
presa molto seriamente da tutta quanta la società".
"Abbiamo effettuato corsi di formazione per tutti i dipendenti
ed abbiamo incrementato gli scambi di personale tra gli uffici
della Cosco" ha detto. Attualmente, la Cosco impiega approssimativamente
5.000 persone in 100 località.
E' stata altresì data una nuova conformazione alla dirigenza;
una delle principali nomine più recenti è stata
quella di Xu Lirong in qualità di dirigente capo della
Coscon, che proviene dalla Borsa Marittima di Shanghai in cui
svolgeva le funzioni di dirigente.
Inoltre, è stata intrapresa un'approfondita indagine della
struttura capitalistica della società da parte della Bank
of China International Holdings Ltd con sede a Hong Kong, nell'ottica
di sviluppare "un'ottimizzazione degli assetti patrimoniali
e del programma di strutturazione capitalistica".
La Cosco continua ad investire in beni patrimoniali e Gao sottolinea
l'importanza del mantenere moderna la propria flotta. La Coscon
ha in atto uno dei più grossi programmi di costruzione
di nuove portacontainers, con sette altre navi post-Panamax dalla
capacità di 5.250 TEU la cui consegna è prevista
nei prossimi due anni. Il vettore, inoltre, sta per immettere
nei propri servizi interregionali - principalmente inter-asiatici
- una dozzina di navi o più da 1.400/1.600 TEU; esse andranno
a rimpiazzare navi più piccole.
Il contratto per il tonnellaggio di linea fa seguito alle trattative
tra la Cosco ed i suoi principali partners commerciali est/ovest,
la Yangming e la K Line. La Yangming ha inoltre ordinazioni relative
a navi più grandi (5 da 5.500 TEU), mentre la K Line è
alla fase finale di valutazione delle proprie esigenze di tonnellaggio;
a tale proposito, è atteso a breve un annuncio.
L'accordo tra la K Line, la Yangming e la Cosco, siglato nel
1996, ha rappresentato la prima importante alleanza operativa
cui la Cosco si è aggregata. Sebbene esso sia partito come
semplice reciproco accordo di condivisione degli spazi-containers
in ordine ai traffici Europa/Asia e transpacifico, nel 1997 è
stato esteso alla rotta Europa/Nordamerica. Alla fine del 1998
esso è stato ulteriormente rafforzato, dato che le tre
linee di navigazione si sono messe d'accordo per cercare gli altri
traffici e le altre questioni operative in cui si possa sviluppare
una cooperazione. Ciò ha comportato la collaborazione delle
tre linee di navigazione nel piccolo traffico tra l'Europa settentrionale
ed il Mediterraneo (v. Tabella 2).
Un limitato gioco di squadra relativo agli equipaggiamenti sta
altresì avvenendo presso un numero selezionato di porti,
sebbene esso resti un accordo molto più libero di quelli
della Grand Alliance o della New World Alliance, tanto è
vero che non gli è stato neanche dato un nome specifico.
Tuttavia, secondo Gao, esso ha funzionato estremamente bene e
tutti i suoi partecipanti ne hanno tratto vantaggio.
Successivamente a questo accordo, che ha costituito una pietra
miliare, la Cosco ha fatto il proprio ingresso in accordi selezionati
con altri vettori, segnatamente con la Evergreen sul servizio
Asia/Sudafrica/Costa Orientale Sudamerica e più recentemente
con la Uniglory nell'ambito di un'operazione che collega la Cina
con il Medio-Oriente. Questo nuovo servizio, che rimpiazza la
connessione della Cosco già esistente, comporta l'utilizzazione
di 7 navi della capacità di 1.600 TEU, cinque delle quali
sono fornite dalla linea di navigazione cinese controllata dallo
stato.
Quest'ultimo annuncio ha indotto diversi osservatori a suggerire
che un accordo collaborativo più stringente, e forse persino
una fusione tra i due gruppi, è "giusto dietro l'angolo".
Infatti, il dott. Chang Yung-fa, presidente del consiglio di
amministrazione della Evergreen Group, recentemente ha rivelato
alla rivista Containerisation International che potrebbero aver
luogo ulteriori associazioni collaborative con la Cosco. Il dott.
Chang, ad esempio, non ha escluso accordi in traffici quali il
transatlantico ed il transpacifico.
Al momento attuale, tuttavia, ciò sembrerebbe improbabile,
dato che entrambi gli accordi sono stati stipulati alla luce della
necessità di razionalizzare il tonnellaggio impiegato nei
rispettivi traffici. L'accordo Sudafrica/Costa Orientale Sudamerica
con la Evergreen, ad esempio, ha indotto la Cosco a ritirare otto
navi dalla rotta in questione. La linea impiega una sola nave
che va ad aggiungersi alle 9 unità di capacità pari
a 2.728 TEU della Evergreen e scambia spazi con la sua controparte
taiwanese.
Gao ha menzionato altresì la necessità della Cosco
di istituire un efficace sistema di marketing globale e di investire
negli ultimi sistemi informatici. "E' di vitale importanza
per noi compiere passi finalizzati ad una gestione più
svelta e maggiormente efficace del flusso di informazioni"
ha dichiarato "poiché ciò può ridurre
il rischio di errori nella documentazione e contribuire ad accelerare
le transazioni nonché ad abbreviare i tempi di consegna".
La Coscon secondo Gao sta facendo significativi progressi in
relazione a diversi prodotti basati su Internet, tra cui il tracking
ed il tracing dell'equipaggiamento e la registrazione dei carichi.
Per quanto attiene ai sistemi di gestione globale della compagnia
di navigazione, Gao ha fatto riferimento ad una rete di centri
regionali al servizio delle Americhe (Secaucus, nel New Jersey),
dell'Europa (Amburgo), della Cina (Shanghai) e del bacino Asia-Pacifico
(Hong Kong). "Questi uffici sono completamente integrati
e sono dotati dell'autorizzazione a spendere il marchio Coscon,
ma - allo stesso tempo - sono vicini alla clientela locale e,
perciò, alle loro esigenze individuali".
Rispetto ai contratti globali, Gao ravvisa "grandi opportunità".
"Abbiamo in pedi una rete tale da poter offrire accordi multi-traffico"
ha dichiarato. "Non vi è alcun dubbio che essi stiano
diventando sempre più importanti". Gao si riferisce
allo specifico dipartimento vendite globali istituito presso la
sede centrale della Coscon a Shanghai al fine di illustrare il
significato che il vettore adesso attribuisce agli accordi di
questo tipo.
Peraltro, i problemi di natura normativa ancora persistono e
la Coscon è tuttora impelagata in contrasti con il governo
statunitense e la Commissione Marittima Federale in ordine a diversi
aspetti della legge di riforma del settore marittimo del 1998.
Questa norma definisce la Coscon come un vettore a controllo statale
e ritiene che esistano limitazioni alla sua capacità di
adeguare le tariffe altrettanto rapidamente dei suoi concorrenti.
"In passato usufruivamo di esenzioni nel contesto di un
accordo marittimo bilaterale, ma adesso siamo costretti a dare
un preavviso di 30 giorni prima di poter ridurre le nostre tariffe,
mentre i nostri concorrenti possono farlo in 24 ore" ha detto
Gao. "Si tratta di una procedura assai sleale che ci mette
in una posizione poco concorrenziale, in particolar modo nell'ambito
dei traffici cinesi in cui molti clienti imbarcano un piccolo
numero di contenitori in base a tariffe individuali".
Dal lato dei servizi, Gao vorrebbe molto che la Coscon si ritagliasse
il ruolo di fornitore di servizi di gestione della catena logistica.
"Nell'ambiente trasportistico, l'affidamento dei carichi
a terzi da parte dei produttori è in aumento e vi è
una crescente domanda affinché i vettori marittimi assicurino
servizi basati sulla logistica" sostiene. "Il nostro
obiettivo è quello di diventare quel fornitore".
La Coscon sta lavorando su diversi progetti che metteranno i
produttori e/o i consumatori in condizione di effettuare operazioni
a fermata unica. Recentemente, ad esempio, la compagnia di navigazione
ha lanciato un nuovo servizio frigorifero, principalmente per
la movimentazione delle verdure fresche dalla Cina al Giappone.
Oltre all'istituzione del servizio dedicato Green Express - che
svolge operazioni a periodo fisso su base settimanale da Shanghai,
Qingdao e Lianyungang a Tokyo e Yokohama con tre navi da 560 TEU
- la Cosco ha fornito ai coltivatori la propria consulenza in
materia di imballo della merce. Il vettore si è poi assunto
la responsabilità di movimentare i carichi dai campi ai
grossisti/dettaglianti finali d'oltremare.
"E' un mercato di nicchia che abbiamo identificato e poi
seguito mediante la fornitura di un livello di servizio di cui
i clienti di questi traffici hanno bisogno" ha dichiarato
Gao. Il dirigente ha suggerito che gli amministratori della Coscon
stavano cercando proprio opportunità di questo tipo. "Sebbene
noi rappresentiamo una delle più grandi compagnie di navigazione
di linea del mondo, non vi è motivo di correre dietro ad
ogni singolo contenitore" dichiara Gao. "Nell'odierno
ambiente dei traffici, è importante tenersi strette alcune
nicchie".
Sebbene la Coscon in effetti si serva della ferrovia per movimentare
alcuni dei propri carichi, la compagnia pensa che le infrastrutture
in Cina restino carenti e che l'attuale regime tariffario per
i servizi intermodali abbia bisogno di essere radicalmente rivisto,
nel caso questo settore abbia realmente intenzione di incrementare
la propria quota di mercato.
Allo stesso modo, nell'ambito del transpacifico la Coscon ha
dato nuovo impulso alle proprie operazioni alla metà del
1999 e ha collocato ulteriore capacità in termini di spazi-containers
nella fiorente regione della Cina settentrionale. E' stato inaugurato
un nuovo collegamento che si serve di navi da 2.000 TEU e che
fa la spola tra Dalian, Tianjin, Qingdao, Kobe, Vancouver, Long
Beach e ritorno a Dalian. La Cosco - in modo significativo - ha
altresì deciso di instradare un numero maggiore di carichi
intermodali destinati alla regione statunitense del Mid-West attraverso
il porto canadese di Vancouver e ha siglato a tale proposito un
accordo con la CP Rail.
La Cosco è ancora a metà del guado e resta un enigma
per molti. Peraltro, i suoi più recenti sforzi finalizzati
all'instaurazione della stabilità nei traffici in cui effettua
i propri servizi e la propria determinazione ad offrire servizi
a valore aggiunto suggeriscono come la sua futura strategia possa
essere dettata più dal servizio secondo le esigenze della
clientela e dalla ricerca del profitto a lungo termine che dalla
realizzazione di quote di mercato e dal ruolo di procacciatore
di valuta estera per conto dello stato.
(da: Containerisation International, dicembre 1999)
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