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CENTRO ITALIANO STUDI CONTAINERSANNO XX - Numero 10/2002 - OTTOBRE 2002

Legislazione

L'impatto sui terminals britannici della direttiva europea sui porti

Il 17 giugno 2002, la Commissione Europea ed i governi dell'Unione Europea hanno finalmente trovato l'accordo sul testo della direttiva sull'accesso al mercato per i servizi portuali. Sebbene l'approvazione del testo definitivo da parte del parlamento europeo fosse prevista per il mese di settembre, l'accordo intervenuto tra la Commissione Europea ed i governi degli Stati membri rappresentava per la direttiva il principale ostacolo da superare prima di diventare la normativa vincolante per tutti i porti che movimentano più di 1,5 milioni di tonnellate o 200.000 passeggeri all'anno.

Il passaggio della direttiva attraverso il processo legislativo è stato assai movimentato, dal momento che la dirigenza dei porti britannici aveva descritto le prime bozze del provvedimento emanate dalla Commissione come "irrimediabilmente difettose", "assolutamente inappropriate" e "disastrose". Persino il governo del Regno Unito aveva descritto la direttiva come un provvedimento "con scarsa attinenza pratica al mondo reale".

La direttiva era stata portata avanti dalla Commissione in un momento particolarmente delicato per il settore britannico dei porti containerizzati a lungo raggio, dal momento che i tre principali gruppi portuali stanno cercando di sviluppare nuovi terminals a Dibden Bay a Southampton (promosso dalla Associated British Ports ed attualmente sotto indagine ricognitiva circa la pianificazione), a Bathside Bay a Harwich Haven (Hutchison Port Holdings) ed a Shellhaven on the Thames (P&O Ports), tutti situati nell'Inghilterra sud-orientale. L'ultima versione della direttiva include alcune importanti modifiche, ma anche la versione emendata sarà "disastrosa" per il settore britannico dei porti containerizzati a lungo raggio o i cambiamenti concordati all'ultimo momento a giugno la renderanno maggiormente accettabile?

Gli scali marittimi containerizzati del Regno Unito fin dall'inizio hanno sostenuto che c'era scarsa necessità di aumentare la concorrenza all'interno dei porti, dal momento che c'è già una notevole concorrenza tra i porti dell'Europa nord-occidentale. Essi sostengono che il mercato che dev'essere preso in considerazione nel contesto della politica europea sulla concorrenza è quello degli scali marittimi containerizzati dell'Europa nord-occidentale, dato che i porti del Regno Unito si trovano a dover competere non solo l'uno con l'altro in relazione ai traffici interni britannici, ma anche con i principali scali marittimi del continente in relazione ai traffici di trasbordo.

La Tabella 1 mostra come la capacità di trasporto marittimo che fa scalo nel Regno Unito, in termini di TEU settimanali, si suddivide fra i cinque porti containerizzati marittimi.


TABELLA 1: CAPACITA' SETTIMANALE IN TEU DEI SERVIZI MARITTIMI A LUNGO
RAGGIO CONTAINERIZZATI CHE FANNO SCALO NEI PORTI DEL REGNO UNITO
RottaFelixtowe SouthamptonTilbury ThamesportLiverpool Totale
Transatlantica41.543 9.2063.96410.887 9.42675.026
Estremo Oriente59.770 53.755-9.416 -122.941
Altre rotte22.982- 7.85312.220- 43.055
Totale124.29562.961 11.81732.5239.426 241.022
% del mercato5226 5134
Fonte: Banca dati MDS Transmodal Containership - giugno 2002

I dati suggeriscono come nessun porto abbia una posizione dominante su una particolare rotta: Felixtowe movimenta il 56% del mercato transatlantico in termini di capacità TEU settimanale, ma Southampton, Liverpool e Thamesport hanno ciascuno una significativa quota di mercato del 12-15%; nel mercato asiatico, Felixtowe movimenta il 49% della capacità marittima ma è seguita da vicino da Southampton, che detiene il 44% del mercato.

Il grado di concorrenza infra-portuale in relazione al traffico marittimo è mostrato anche nella Tabella 2, che fornisce un'analisi della distribuzione dei containers da ciascun porto nel proprio hinterland. Mentre determinati porti presentano vantaggi geografici naturali, l'analisi mostra che tutti i porti dispongono di hinterland nazionali.

TABELLA 2: DISTRIBUZIONE REGIONALE STIMATA DEI CONTAINERS
DAGLI SCALI MARITTIMI CONTAINERIZZATI DEL REGNO UNITO
 FelixtoweSouthampton TilburyThamesport Liverpool
South East34%47% 57%49%17%
North West13%11% 8%10%36%
Yorkshire & Humberside11% 8%6%7% 11%
West Midlands10%8% 5%9%9%
East Midlands8%6% 4%7%5%
East Anglia8%1% 4%3%2%
Scotland4%5% 3%4%5%
Wales4%4% 4%5%6%
South West4%4% 6%4%3%
North3%3% 3%3%5%
Fonte: MDS Transmodal GB Freight Model Ver 4.1

Gli scali containerizzati marittimi del Regno Unito, tutti appartenenti a privati e da essi finanziati, si sono lamentati per un bel po' di anni dei finanziamenti pubblici assicurati ai loro concorrenti continentali dalle autorità nazionali e regionali. La direttiva sull'accesso al mercato per i servizi portuali non è stata strutturata per affrontare la questione del modo migliore per far sì che esista un campo di gioco livellato tra i porti quali fornitori di infrastrutture nell'Europa nord-occidentale, dato che essa si concentra solo sulla promozione dell'accesso ai porti per un numero maggiore di fornitori di servizio.

Pur dopo l'accordo di giugno, il principio fondamentale della direttiva resta il medesimo: incrementare la concorrenza nell'ambito di ciascun porto e ridurre i costi per le linee di navigazione. Agli scali marittimi containerizzati che limitano il numero dei fornitori di servizi verrà chiesto - a tempo debito - di dare il via ad un procedimento leale e trasparente al fine di selezionare almeno un altro fornitore di servizio. La direttiva stabilisce altresì il principio che i vettori dovrebbero essere in grado di movimentare il proprio traffico. In qualche modo la Commissione Europea ha tentato di applicare lo stesso modello utilizzato per liberalizzare le ferrovie europee, in cui la gestione delle infrastrutture ferroviarie è stata separata dalle operazioni inerenti i servizi in rete.

In alcune parti fondamentali, l'ultima versione differisce notevolmente dalle prime bozze prodotte dalla Commissione Europea. Vi è l'opportunità per un porto di essere designato dal governo britannico quale "autorità competente" a gestire le procedure di selezione in ordine agli ulteriori fornitori di servizi, mentre l'autorità portuale può determinare il numero di operatori sulla base della propria "politica di sviluppo pubblicata" per il porto. L'obbligo di autorizzare almeno due fornitori di servizio indipendenti per ciascuna categoria di carico è stato sostituito dall'obbligo per la "autorità competente" di consentire il numero più elevato di fornitori di servizio "appropriato secondo le circostanze". Il numero di fornitori di servizio può essere limitato solamente per motivi di sicurezza od ambientali, ovvero se vi è una effettiva carenza di spazi o di capacità. Ad esempio, se c'è un solo terminal containers nel porto, sarebbe motivo di sicurezza ed efficienza avere due stivatori?

Tuttavia, le decisioni prese dalle autorità portuali saranno sottoposte al vaglio di un'autorità più alta (forse l'autorità per la concorrenza nel Regno Unito) e, se contestate, potrebbero essere portate di fronte ad un giudice. La nuova versione perciò assicura maggiore flessibilità in ordine alle modalità con cui la direttiva può essere tradotta in legge nazionale, consentendo maggiori attenzioni verso le questioni nazionali e locali.

La durata delle autorizzazioni per i fornitori di servizio è stata aumentata nella nuova versione della direttiva: da cinque a dieci anni per i fornitori di servizi che non effettuano investimenti significativi nei terminals; da 10 a 15 anni per i fornitori di servizi che hanno effettuato investimenti significativi in beni mobili; e da 25 a 36 anni (con una possibile estensione decennale a determinate condizioni) per i fornitori di servizi che hanno effettuato investimenti significativi in beni immobili o in beni mobili "considerati onerosi dalle competenti autorità".

I periodi di transizione consentiti dalla direttiva stanno a significare che gli accordi esistenti potrebbero, in teoria, rimanere in vigore per gli operatori terminalistici sino a 36 anni a partire dalla data di ricezione della direttiva nella normativa britannica. Un suo nuovo articolo stabilisce che ad un fornitore di servizi subentrante può essere chiesto di risarcire l'operatore di servizi in carica nel caso ne rilevi in parte le operazioni terminalistiche mediante una concessione od un altro tipo di accordo. Tutte queste modifiche dovrebbero rendere la direttiva più accettabile ai principali porti britannici, senza pregiudicare l'esigenza di consentire un maggiore accesso alle infrastrutture portuali per una fascia più ampia di fornitori di servizi.

Il potenziale impatto sul settore degli scali marittimi containerizzati britannici varierà a seconda delle diverse strutture proprietarie ed operative esistenti, ma è probabile che finisca per comportare effetti su tutti quanti in misura maggiore o minore. I terminal contenitori marittimi presso i porti di Felixtowe, Liverpool e Thamesport appartengono ai proprietari del porto che ne gestiscono altresì le operazioni; a Southampton, la ABP affitta il terminal container marittimo alla Southampton Container Terminal, sebbene la ABP abbia una partecipazione di minoranza nell'operatore terminalistico; a Tilbury, il terminal containers è affittato ad una società diversa, la Tilbury Container Services, che a sua volta appartiene congiuntamente alla Port of Tilbury, alla P&O Ports ed alla ABP.

I porti del Regno Unito hanno perciò conservato almeno una significativa partecipazione azionaria nelle società che gestiscono i terminal containers nei propri porti, ma un comunicato stampa emesso dalla Commissione Europea dopo l'accordo di giugno ha chiarito che le autorità portuali che sono "commercialmente attive" in terminals operativi non dovrebbero poter scegliere se dev'esserci concorrenza in ambito portuale e con chi competere.

La direttiva avrà un impatto significativo sulle strutture proprietarie ed operative nell'ambito degli scali marittimi containerizzati del Regno Unito? A giudizio della società di consulenza MDS Transmodal, la direttiva sicuramente segnerà la fine dello scalo marittimo containerizzato britannico integrato verticalmente, dal momento che la direttiva applica concretamente al Regno Unito un "modello europeo continentale" di gestione portuale, che prevede la separazione della proprietà dei porti dalle operazioni terminalistiche. Anche se resterà possibile per un'autorità portuale gestire un terminal contenitori marittimo nell'ambito del proprio scalo, tali porti dovranno - in caso esistano sufficiente spazio e capacità - dare il via ad una procedura di selezione al fine di consentire ad un altro stivatore di operare dal proprio porto.

In seguito ai nuovi accordi transitori inclusi nell'ultima versione della direttiva, che consente agli attuali accordi di rimanere in vigore per un periodo che può arrivare sino a 36 anni dalla data di accoglimento della direttiva, essa non ha bisogno di comportare effetti immediati sui terminal containers già attivi. Tuttavia, dato il costo sia della manutenzione che dell'operatività delle infrastrutture e delle sovrastrutture dei terminal contenitori marittimi, e data l'incertezza circa i flussi di entrata a lungo termine in un ambiente sempre più concorrenziale, alcuni porti potrebbero agire più rapidamente per far sì che le loro strategie commerciali si adattino completamente alle esigenze della nuova direttiva.

La direttiva, nella sua versione più recente, con tutta probabilità condurrà allo sviluppo di nuova capacità marittima containerizzata nell'Inghilterra sud-orientale, realizzata sulla base di concessioni. E' più probabile che i proprietari dei porti ora si concentrino sullo sviluppo delle infrastrutture primarie di tutti i nuovi sviluppi relativi a scali marittimi containerizzati, offrendo siti terminalistici ad operatori indipendenti specializzati nel settore e ad importanti linee di navigazione in cerca di propri ormeggi dedicati.

Uno degli impatti più notevoli potrebbe essere quello di tipo culturale, dal momento che i porti del Regno Unito sono costretti ad adeguarsi ad un ambiente politico in fase di cambiamento. I porti britannici appartenenti a privati sono stati abituati ad una scarsa "interferenza" da parte del settore pubblico. Ciò ha comportato notevolissimi vantaggi sia per il governo del Regno Unito, che ha potuto così evitare l'utilizzazione del denaro pagato dai contribuenti a titolo di imposte per contribuire allo sviluppo delle infrastrutture portuali, sia per i porti, che sono stati messi in grado di sviluppare le proprie strategie commerciali ed i propri piani di investimento senza dover sottostare in linea di massima alle direttive del settore pubblico.

Nel 1980, il governo del Regno Unito ha stabilito di non effettuare più controlli in ordine alle decisioni relative agli investimenti portuali e nel 1989 ha abrogato la normativa nazionale sul lavoro portuale, che aveva limitato il lavoro portuale nei tradizionali scali marittimi di Londra, Southampton e Liverpool ai "portuali registrati", cosa che aveva comportato maggiori costi salariali, meno ore lavorative ed altre prassi limitative. Mentre il porto non regolamentato di Felixtowe era libero di prosperare nel corso degli anni '80, lo sviluppo dei traffici attraverso Southampton e Liverpool aveva subito una battuta d'arresto. Con l'abrogazione della regolamentazione del lavoro portuale, Southampton in particolare ha potuto riconquistare qualche quota di mercato.

Dal 1989, i principali scali marittimi del Regno Unito hanno usufruito di una libertà senza precedenti circa l'influenza del settore pubblico nel processo decisionale in ordine agli investimenti ed allo sviluppo delle strategie commerciali, e si riconosce generalmente che il successo del settore portuale britannico ha tratto vantaggi dall'abrogazione della regolamentazione del settore pubblico. Malgrado la maggiore attenzione del ministero del lavoro circa gli interventi sul mercato per assicurare vantaggi pubblici più ampi ed il suo sviluppo di una politica integrata dei trasporti, la nuova amministrazione ha in genere mantenuto il proprio approccio del tipo "lavarsene le mani". Essa si è infatti rifiutata di attivarsi per qualsivoglia "piano strategico" dei porti, malgrado l'attuale indagine ricognitiva relativa alla pianificazione dello sviluppo di Dibden Bay e le proposte di ulteriore capacità portuale containerizzata sul Tamigi ed a Harwich Haven, ed a dispetto dell'importanza dei porti nell'ambito della sua più ampia strategia trasportistica integrata. Il governo britannico ha dichiarato esplicitamente la propria politica "non interventista" nel proprio documento sulla politica portuale: "Il governo non gestisce il settore portuale o quello dello shipping. Il governo non decide le strategie commerciali del settore portuale, né direttamente né finanziando i suoi investimenti; né gestisce le operazioni portuali".

La direttiva potrebbe segnare formalmente la fine di un periodo ventennale in cui i porti sono stati per lo più liberi dall'influenza del settore pubblico. Il governo del Regno Unito potrebbe consentire alle autorità portuali di fungere quali "autorità competenti" ai sensi della direttiva con il diritto di scegliere gli operatori, ma le decisioni dei porti sarebbero poi comunque assoggettate ad approvazione da parte delle autorità britanniche sulla concorrenza. I porti potrebbero essere obbligati a pubblicare "politiche di sviluppo" per i propri scali. Dovranno tenere una distinta contabilità per i servizi portuali da essi gestiti e poi presentarla al governo. I criteri di selezione per i fornitori di servizio ed i dettagli relativi alle procedure di selezione dovranno tutti essere pubblicati. Nel complesso, è probabile che la direttiva costringa i porti ad essere più trasparenti e che vi possa essere un maggior controllo pubblico delle loro attività.

Ma la direttiva riuscirà a conseguire il risultato sperato dalla Commissione Europea? In ultima analisi, essa riuscirà a comportare minori costi per i vettori attraverso i propri più ampi criteri in termini di fornitura dei servizi? La risposta è probabilmente sì, dal momento che le linee di navigazione potranno usufruire di una maggiore possibilità di scelta tra gli operatori terminalistici nell'ambito di un particolare porto, e dato che potranno passare ad un altro fornitore di servizi senza incorrere nei notevoli costi aggiuntivi che comporta il passaggio ad un porto diverso. Attualmente costa circa 70 sterline movimentare un contenitore attraverso uno scalo marittimo containerizzato nel Regno Unito, ed in genere di più sul continente europeo - compresi lo stivaggio, il deposito contenitori ed il carico sui veicoli stradali - il che rappresenta una notevole percentuale dei costi complessivi da porta a porta.

Non sorprende che i vettori ed i caricatori siano stati in genere sostenitori entusiasti della direttiva. Essa, dato anche il principio del "far da sé" ivi contenuto, quasi certamente fa aumentare la probabilità che i principali vettori si assicurino terminali propri nell'ambito dei più importanti scali marittimi del Regno Unito, consentendo loro di esercitare un grado maggiore di controllo sui propri costi. Tale strategia darebbe alle principali linee di navigazione un vantaggio concorrenziale sui propri rivali minori che si servono di terminals che accolgono più utenti.

Dal punto di vista dei porti, l'ultima versione della direttiva della Commissione Europea sui servizi portuali rappresenta un notevole miglioramento rispetto alle precedenti versioni prodotte dalla Commissione stessa. E' improbabile che essa abbia un impatto "disastroso" sul settore degli scali marittimi del Regno Unito, dal momento che nel testo sono previsti periodi di transizione ragionevolmente generosi a protezione degli attuali accordi: i porti britannici conserverebbero un certo grado di controllo su chi fornisce servizi di stivaggio utilizzando le proprie infrastrutture e, se ad uno stivatore appartenente al porto fosse chiesto di cedere i propri diritti ad operare, al nuovo operatore potrebbe essere chiesto di pagare un risarcimento.

Alla fine, tuttavia, i porti perderanno il diritto di conservare il monopolio sulle attività di stivaggio nell'ambito dei propri scali ed è probabile che ciò significhi - prima o poi - che i porti adotteranno una struttura del tipo proprietario-inquilino, con gli stivatori indipendenti nel ruolo di chi utilizza le infrastrutture portuali. La direttiva, quasi certamente, condurrà ad un grande sforzo amministrativo a causa dei requisiti contabili richiesti ed alla previsione di procedure formali per la selezione di operatori terminalistici indipendenti.

La direttiva fornirà altresì maggiore spazio alle cause nei confronti dei porti da parte di coloro che perderanno le gare d'appalto per le concessioni terminalistiche. L'approvazione della direttiva potrebbe segnare la fine di un periodo ventennale in cui i porti britannici privatizzati hanno potuto perseguire le proprie le proprie strategie commerciali (con considerevole successo) senza dover quasi subire l'influenza del settore pubblico. I "vincitori" sul lungo periodo dovrebbero essere i clienti dei porti, dato che avranno una scelta maggiore e saranno messi in grado di ridurre i propri costi.

Molto dipenderà da come il governo britannico sceglierà di recepire la direttiva nella propria normativa nazionale nonché dalla sua futura interpretazione giuridica. In ogni caso, dal punto di vista dei porti britannici, qualcosa di buono potrebbe derivare dal processo politico derivante dall'accordo su una direttiva rispetto alla quale essi hanno fatto un'aspra resistenza.

Gli stati membri dell'Unione Europea hanno manovrato per spingere la riluttante Commissione Europea a prendere in considerazione nei dettagli le questioni della concorrenza infra-portuale, del finanziamento pubblico delle infrastrutture e degli aiuti statali. Resta da vedere se tutto risulterà in qualche proposta pratica da parte della Commissione.
(da: Containerisation International, settembre 2002)


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Papenburg
Con stazza lorda di 180.000 tonnellate, potrà ospitare oltre 6.000 passeggeri
Nel cantiere di Ancona della Fincantieri si è svolta la cerimonia di varo di Viking Astrea
Ancona/Los Angeles
Il Board della Viking ha autorizzato un programma di riacquisto di azioni proprie fino ad un miliardo di dollari
VTG cede la filiale britannica VTG Rail UK al fondo pensione USS
Amburgo
L'azienda opera nel settore del leasing di carri merci ferroviari
La Guardia Costiera di Genova raggiunge la centesima ispezione di Port State Control del 2026
Genova
Sinora sono state rilevate oltre 250 carenze
Collaborazione di ABB e Oceanly per integrare e ottimizzare le prestazioni e le operazioni navali
Genova
Accordo strategico fra Federlogistica e il porto di Xiamen
Genova
Studio di fattibilità per un collegamento marittimo fra lo scalo cinese e Genova
Ad agosto il traffico dei contenitori nel porto di Los Angeles è risultato stabile
Los Angeles
L'aumento dei box vuoti ha compensato il calo di quelli pieni
Gulftainer acquisirà una partecipazione nel terminal fluviale thailandese Suksawat Terminal
Sharjah/Bangkok
È situato sul fiume Chao Phraya, a Bangkok
PROSSIME PARTENZE
Visual Sailing List
Porto di partenza
Porto di destinazione:
- per ordine alfabetico
- per nazione
- per zona geografica
Robo.ai istituisce una società specializzata in sicurezza marittima e sottomarina
Abu Dhabi
Al-Mansory: produrremo in loco e forniremo soluzioni per i mercati di tutto il mondo
Kombiverkehr ha assunto l'intero controllo della spagnola Combiberia
Francoforte sul Meno
Rilevate le quote dagli altri 20 soci
Le forze armate americane hanno colpito cinque petroliere iraniane
Tampa
Attacchi nel Golfo di Oman e nei pressi dell'isola di Kharg
Soddisfatte le condizioni per l'acquisizione di AD Ports da parte del del fondo sovrano di Abu Dhabi
Abu Dhabi
Avviata la costruzione della parte emersa della nuova diga foranea di Genova
Milano
In corso la realizzazione del muro paraonde
Per la prima volta una donna guida l'Autorità del Canale di Panama
Balboa
Il mandato dell'ingegnere Ilya Espino de Marotta scadrà nel 2033
Blu Navy ha acquisito una partecipazione azionaria in Banca dell'Elba
Portoferraio
Schenone: siamo realtà accomunate dalla volontà di contribuire allo sviluppo economico e sociale dell'isola
HMM sigla un contratto del valore di circa 3,5 miliardi di dollari con Vale
Seul
Prevede il trasporto marittimo di minerale di ferro per conto dell'azienda brasiliana
Kongsberg Maritime sigla un accordo per comprare la finlandese Steerprop
Oslo
L'azienda di Rauma progetta e produce sistemi di propulsione navale
Nuovo sequestro di stupefacenti nel porto di Livorno
Livorno
53 chilogrammi di cocaina purissima in un container proveniente dal Perù
Nei primi tre mesi del 2026 il traffico delle merci nei porti belgi è calato del -4,0%
Bruxelles
Sbarchi e imbarchi in diminuzione rispettivamente del -2,0% e -6,4%
Al via un programma di incontri sul nuovo Piano Regolatore Portuale di Sistema dei porti di Genova e Savona-Vado
Genova
Definito il nuovo atto concessorio con la Amico & Co Spa
Porto di Ravenna, approvata la manutenzione straordinaria del tratto “camionabile” di via Baiona
Ravenna
MacGregor celebrerà a Genova il 65° anniversario della sua filiale italiana
Genova
L'azienda ha sede nell'area delle Riparazioni Navali del porto genovese
Un sistema di propulsione eolica della Anemoi verrà installato su una portacontainer della Maersk
Londra
L'obiettivo è di incrementare l'efficienza energetica della nave e di ridurre le sue emissioni
Avviata la fase di selezione del nuovo segretario generale dell'AdSP del Mare Adriatico Centro Settentrionale
Ravenna
Manifestazioni di interesse da inviare entro il 21 settembre
MacGregor inaugura un nuovo centro di assistenza tecnica a Trieste
Stoccolma
Focus principale sarà l'area europea, compreso il settore specializzato dei megayacht
Una nave cisterna colpita da tre proiettili nello Stretto di Hormuz
Southampton
Un incidente anche nell'Oceano Indiano
Floriana Gallucci è il nuovo segretario generale dell'AdSP del Mar Ionio
Taranto
Il Comitato di gestione dell'ente ha approvato la nomina
Arrestato l'equipaggio del traghetto affondato a Cipro Nord
Nicosia
Otto persone morte nell'incidente. Altri 17 passeggeri risultano dispersi
Singamas, utile dimezzato nel primo semestre del 2026
Hong Kong
L'azienda cinese punta sui container per l'energia. Nel periodo il fatturato dei contenitori specializzati supera per la prima volta quello dei box standard
CIMC vende più container, ma i profitti crollano
Hong Kong
L'utile semestrale in questo segmento d'attività è calato del -81,2%
Nel primo semestre di quest'anno la cinese China
COSCO Shipping Ports registra ricavi trimestrali e semestrali record
Hong Kong
L'utile netto dei primi sei mesi del 2026 è stato di 276,6 milioni di dollari (+23,2%)
Nei primi sei mesi del 2026 i ricavi di CMPort sono cresciuti del +13%
Hong Kong
Utile netto in aumento del +7,4%
Nel 2025 i ricavi di Meyer Werft sono cresciuti del +107%
Papenburg
L'esercizio annuale è stato archiviato con una perdita netta di -383,8 milioni di euro
A settembre Messina avvierà il nuovo servizio di linea West Med Line
Genova
Riunirà i servizi esistenti per Algeria e Libia
PORTI
Porti italiani:
Ancona Genova Ravenna
Augusta Gioia Tauro Salerno
Bari La Spezia Savona
Brindisi Livorno Taranto
Cagliari Napoli Trapani
Carrara Palermo Trieste
Civitavecchia Piombino Venezia
Interporti italiani: elenco Porti del mondo: mappa
BANCA DATI
ArmatoriRiparatori e costruttori navali
SpedizionieriProvveditori e appaltatori navali
Agenzie marittimeAutotrasportatori
MEETINGS
Il primo luglio a Genova la conferenza “Accordo UE-Mercosur: il ruolo dell'economia marittima”
Genova
È organizzata da Fondazione Casa America ETS e dall'AdSP della Liguria occidentale
Il prossimo 3 luglio a Civitavecchia si terrà l'assemblea di Federagenti
Roma
Pessina: non ci confronteremo su norme, rapporti comunitari, inseguimento di teorie e di burocrazia, bensì sulle sfide della portualità italiana
››› Archivio
RASSEGNA STAMPA
Cosco Shipping arm readies China IPO to capitalise on global shipbuilding wave
(South China Morning Post)
Rosatom expects cargo traffic along Northern Sea Route to rise 14% in 2026 - CEO
(Interfax)
››› Archivio
FORUM dello Shipping
e della Logistica
Intervento del presidente Tomaso Cognolato
Roma, 19 giugno 2025
››› Archivio
A Marghera è stato celebrato il varo della nave da crociera di lusso Oceania Sonata
Trieste
La consegna dell'unità è prevista per il 2027
Tarros includerà il porto di Salerno nel servizio Italy Libya Express
La Spezia
Sulla rotta verrà immessa la nave “Vento di Zefiro”
MPCC registra risultati trimestrali in calo nel quadro del piano di rinnovamento della flotta
Oslo
È morto il presidente onorario della Kuehne+Nagel
Schindellegi
Klaus-Michael Kühne era entrato a far parte dell'azienda di famiglia nel 1958
A luglio i porti spagnoli hanno movimentato 47,7 milioni di tonnellate di merci (-1,8%)
Madrid
I container sono stati pari a 1.581.071 teu (-5,6%)
Nel porto di Livorno è stato sequestrato un carico di 65 chilogrammi di cocaina
Livorno
Avrebbe fruttato alla criminalità circa 20 milioni di euro
Assoporti al Meeting di Rimini di Comunione e Liberazione
Roma
Partecipazione nell'ambito dell'area espositiva del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti
Porto di Ravenna, al via il progetto esecutivo per il recupero dell'area “Ex Carni”
Ravenna
L'obiettivo è di dare piena funzionalità ad un nuovo comparto logistico e industriale in ambito portuale
A luglio il traffico dei container nel porto di Algeciras è diminuito del -11,4%
Algeciras
Nei primi sette mesi del 2026 il calo è stato del -3,3%
Hupac potenzierà il servizio intermodale tra Basilea e Busto Arsizio
Chiasso
Dal 7 settembre sarà introdotta un'ottava rotazione settimanale
Sallaum crea una società per la logistica terrestre delle auto in Europa
Vilnius
Inizialmente sarà dotata di 50 bisarche e la flotta raggiungerà i 300 veicoli entro il 2029
Nel secondo trimestre il traffico delle merci nel porto di Taranto è cresciuto del +6,7%
Taranto
A luglio registrato un incremento del +104,9%
Il gruppo crocieristico Viking Holdings registra ricavi trimestrali record
Los Angeles
Utile netto a 587,7 milioni di dollari (+33,8%)
Lo scorso mese il traffico dei contenitori nel porto di Los Angeles è calato del -5,8%
Los Angeles
Nei primi sette mesi del 2026 è stata registrata una crescita del +1,8%
A luglio il traffico dei container nel porto di Long Beach è calato del -1,7%
Long Beach
Nei primi sette mesi di quest'anno il traffico complessivo è di 5.758.086 teu (+1,2%)
Nel secondo trimestre RCL ha registrato un aumento dei ricavi che è stato sopravanzato dal rialzo dei costi operativi
Bangkok
Utile netto in calo del -1,1%
In crescita le performance finanziarie trimestrali della danese DFDS
Copenaghen
Nel trimestre aprile-giugno i rotabili trasportati dalla flotta sono aumentati del +1,1%. Calo del -8,9% dei passeggeri
Nel secondo trimestre il traffico dei container nei terminal di HHLA è diminuito del -8,0%
Amburgo
Ricavi in aumento del +2,5%. Costi operativi in crescita del +5,7%
L'AdSP di Livorno crea una task force interna per la Darsena Europa
Livorno
L'obiettivo è di assicurare un raccordo unitario con la struttura commissariale che segue il progetto
Costa Crociere, cambio ai vertici della direzione per la regione delle Americhe
Genova
Jorge Serrano Martín de Vidales subentrerà a Dario Rustico
MSC installa il sistema proattivo di pulizia dello scafo della Jotun sulla MSC Daniela
Sandefjord
Combina una tecnologia antivegetativa avanzata con un'ispezione e pulizia robotizzata
Wan Hai Lines registra un aumento del +965,6% dell'utile trimestrale
Taipei
La compagnia ordina sei nuove portacontainer da 11.000 teu
Nel secondo trimestre il traffico delle merci nei porti montenegrini è diminuito del -5,8%
Podgorica
I carichi da e per l'Italia sono calati del -40,6%
Il gruppo Grimaldi ha preso in consegna la Grande Pacifico
Napoli
La nave è la prima di cinque nuove PCTC gemelle della capacità di 9.800 ceu
Nel 2025 i ricavi del gruppo Fratelli Cosulich sono ammontati a 1,9 miliardi di euro (-11,5%)
Genova
Utile netto a 20,0 milioni di euro (-3,0%)
È deceduto il segretario generale di Trasportounito, Maurizio Longo
Roma
Si è spento a Roma dopo una lunga malattia
Terminal Investment Limited rinuncia all'acquisizione di Tercat
Bruxelles
Prevedeva il controllo congiunto con Hutchison Ports del terminal di Barcellona
Completati lavori connessi all'attivazione del cold ironing al terminal crociere di Porto Corsini, a Ravenna
Ravenna
Accelerazione del percorso per la riqualificazione dell'area dell'ex CIVAM nel porto di Vibo Valentia Marina
Vibo Valentia
L'area sarà trasformata in nuovi piazzali per la logistica commerciale
Il gruppo Maersk cede Maersk Training e Maersk H2S Safety Services
Copenaghen
Saranno vendute alla statunitense Open Gate Capital, specializzata in operazioni di carve-out industriale
Nel trimestre aprile-giugno il porto di Venezia ha movimentato 6,3 milioni di tonnellate di merci (-1,2%)
Venezia
Crocieristi in calo del -15,3%
Nel secondo trimestre il traffico delle merci nel porto di Ravenna ha segnato un deciso rialzo del +10,9%
Ravenna
Nei primi sei mesi del 2026 l'aumento è stato del +5,9%
DP World rileva sei siti logistici GXO nel Regno Unito
Dubai
186mila metri quadri e 2.000 dipendenti passano di mano: è la cessione imposta dall'Antitrust britannico per l'acquisizione di Wincanton
DHL vola nel secondo trimestre, ma non ovunque
Bonn
Ricavi ed EBIT in doppia cifra. Bene Express, meno bene Supply Chain e Post & Parcel Germania
Global Ship Lease registra ricavi trimestrali e semestrali record
Atene
L'aumento dei costi incide sui profitti
DP World realizzerà un hub logistico a temperatura controllata nel porto di Anversa
Dubai/Kallo
- Via Raffaele Paolucci 17r/19r - 16129 Genova - ITALIA
tel.: 010.2462122, fax: 010.2516768, e-mail
Partita iva: 03532950106
Registrazione Stampa 33/96 Tribunale di Genova
Direttore responsabile Bruno Bellio
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