Quotidiano indipendente di economia e politica dei trasporti
10:52 GMT+2
CENTRO INTERNAZIONALE STUDI CONTAINERS
ANNO XXXVII - Numero 15 GIUGNO 2019
STUDI E RICERCHE
LA ALIANZ SAFETY & SHIPPING REVIEW 2019: NAVI
PORTACONTAINER PIÙ GRANDI SIGNIFICANO RISCHI MAGGIORI PER
TUTTI
Sembra che le ULCVs (navi portacontainer di grandissime
dimensioni) che sono divenute la "nuova normalità"
nella direttrice di traffico Asia-Europa non si siano dimostrate
così apprezzabili come speravano le linee di navigazione che
effettuano le loro operazioni.
Diversi caricatori con cui The Loadstar ha parlato in
occasione della fiera Transport Logistics di Monaco di Baviera la
settimana scorsa non hanno saputo nascondere la propria avversione a
questi colossi e sembra che anche il settore delle assicurazioni sia
preoccupato.
Nella sua 2019 Safety and Shipping review, la Allianz
afferma che le ULCVs "sono causa di particolare preoccupazione"
per il settore assicurativo, dato che navi più grandi
significano rischi maggiori, con perdite potenziali per 4 miliardi
di dollari.
Se ne riporta di seguito una sintesi.
* * *
Il settore del trasporto marittimo internazionale è
responsabile del 90% circa dei traffici mondiali.
Ci sono circa 60.000 navi mercantili che trasportano ogni genere
di merce.
La flotta mondiale è registrata in oltre 150 paesi ed i
suoi equipaggi sono composti da oltre un milione di marittimi, il
che significa che la sicurezza personale sulle navi è
essenziale.
Il settore marittimo ha assistito nel corso del 2018 al crollo
del numero delle perdite complessive di navi di oltre 100 tonnellate
lorde a 46: il totale più basso di questo secolo.
Per fare un confronto, nel 2000 c'erano state 207 perdite
complessive.
Le perdite nel trasporto marittimo sono diminuite per un livello
record di più del 50% su base annua dalle 98 unità nel
2017, indotte da un significativo calo delle zone calde in tutto il
mondo e dal fatto che le perdite correlate agli eventi meteo si sono
dimezzate in seguito ad un'annata più tranquilla quanto ad
uragani e tifoni.
L'anno di perdite 2018 è eccezionale rispetto alla media
decennale delle perdite pari a 104 (in ribasso del 55%).
Nel contempo, dal 2009, (132), le perdite di navi sono diminuite
del 65%.
Il miglioramento della progettazione e della tecnologia delle
navi, il rafforzamento della regolamentazione ed i progressi nella
gestione dei rischi e della sicurezza personale stanno spingendo il
miglioramento a lungo termine delle perdite del settore.
Anche i più solidi sistemi di gestione della sicurezza
personale e di gestione delle navi sono un fattore per la
prevenzione dei guasti, degli incidenti e di altri errori affinché
non aggravino le perdite complessive.
La regione marittima della Cina Meridionale, dell'Indocina,
dell'Indonesia e delle Filippine resta la principale ubicazione di
perdite nel corso dell'ultimo decennio.
Più di un quarto (26%) di tutte le perdite nel corso
dell'ultimo anno a livello globale si sono verificate là
(12).
Tuttavia, questo rappresenta un notevole calo su base annua (29
nel 2017) ed è la prima volta che la regione ha assistito ad
un calo delle perdite in quattro anni, riflettendo il fatto che le
operazioni di trasporto marittimo internazionale con base in Asia
normalmente vengono condotte bene e hanno un tasso di frequenza
delle richieste di risarcimento di danno alla pari con le
controparti europee.
Anche le infrastrutture più recenti, le migliori
operazioni portuali ed un numero maggiore di noleggi aggiornati
contribuiranno ad affrontare i problemi relativi alla sicurezza
nella regione, come il generale incremento della frequenza e dei
costi delle collisioni, degli arenamenti e degli incidenti di
incendio in alcune località.
La regione del Mediterraneo Orientale e del Mar Nero (6) è
la seconda ubicazione di perdite più frequenti.
Le navi mercantili (15) sono state coinvolte in un terzo delle
perdite nel corso del 2018, indotte dall'attività effettuata
nei principali punti caldi di perdita a livello mondiale.
Il naufragio (affondamento) è stata la causa di oltre la
metà delle perdite navali (53%) nell'ultimo decennio ed è
stata la causa primaria del 65% delle perdite (30) nel 2018.
L'analisi di oltre 230.000 richieste di risarcimento di danno
nel settore delle assicurazioni marittime per un valore di quasi 10
miliardi di dollari fra luglio 2013 e luglio 2018 da parte della
AGCS (Allianz Global Corporate & Specialty) mostra che gli
incidenti di affondamento/collisione navale rappresentano la causa
più costosa di perdita per gli assicuratori, costituendo il
16% del valore di tutte le richieste, equivalenti ad oltre 1,5
miliardi di dollari.
Anche se il numero delle perdite è diminuito in modo
significativo l'anno scorso in particolare, il numero dei sinistri o
incidenti (2.698) resta problematico, essendo diminuito di meno
dell'1%.
Il Mediterraneo Orientale ed il Mar Nero sono il principale
punto caldo per gli incidenti, rappresentando uno su cinque
incidenti a livello mondiale.
L'attività è in ascesa in questa regione su base
annua, indotta dagli incidenti di danno o guasto ai macchinari, che
sono altresì la causa primaria degli incidenti marittimi di
tutto il mondo, rappresentandone il 40% (1.079).
Dei 26.000 e più incidenti marittimi riportati nel corso
dell'ultimo decennio, oltre un terzo (8.862) sono stati causati da
danni o guasti dei macchinari: più di due volte rispetto alla
successiva principale causa.
Tali incidenti si sono incrementati di un terzo nello scorso
decennio ed anche i costi sono aumentati.
Storicamente, essa è una delle maggiori cause di
richieste di risarcimento marittimo, secondo la AGCS, avendo causato
più di un miliardo di dollari di danni nel giro di cinque
anni: la terza più costosa causa di richieste di
risarcimento.
Un numero crescente di produttori di motori stanno ora
installando congegni di "Internet delle Cose" al fine di
raccogliere dati in tempo reale che possono essere utilizzati per
rilasciare raccomandazioni alle navi ed effettuare la manutenzione,
prevenendo potenzialmente i guasti prima che si verifichino.
RISCHI SOTTO I RIFLETTORI
Gli assicuratori avvertono da anni che l'aumento delle
dimensioni delle navi sta comportando un accumulo maggiore del
rischio.
Questi timori sono ora divenuti reali com'è evidenziato
dal crescente numero, e dal costo, di incidenti come gli incendi
sulle grandi navi portacontainer, dalle importanti perdite sulle
navi porta automobili, che sono in media due all'anno, dai guasti al
motore e persino dalla perdita di carico fuori bordo, tutti i quali
potenzialmente bilanciano i miglioramenti alla gestione dei rischi e
della sicurezza.
Tali incidenti possono facilmente risultare in richieste di
risarcimento per centinaia di milioni di dollari, se non di più.
In futuro, lo scenario peggiore che comporti la collisione e
l'arenamento di due grandi portacontainer in una località
ecologicamente sensibile potrebbe risultare in una perdita fino a 4
miliardi di dollari se si considera il costo della perturbazione,
del salvataggio, della rimozione dei relitti e delle richieste di
risarcimento ambientali.
Le misure per la prevenzione non sempre tengono il ritmo con
l'aumento di scala delle navi.
Salgono i rischi per i carichi e gli incendi
La capacità di trasporto dei contenitori che si è
quasi raddoppiata nell'ultimo decennio apporta problemi ma anche
vantaggi.
Gli incendi e le esplosioni a bordo continuano a generare grandi
perdite con un incidente che si verifica ogni 60 giorni in media.
Gli interventi su incendi sono aumentati nel 2018 con 174
incidenti riferiti: una tendenza che è continuata nel corso
dei primi mesi del 2019.
Si ritiene che l'erronea dichiarazione del carico, compresi gli
scorretti etichettatura ed imballaggio delle merci pericolose, sia
una causa scatenante di un certo numero di problemi esacerbata dalle
maggiori dimensioni delle navi che possono rendere le problematiche
più difficili da scoprire, individuare e combattere.
I regolamenti e le linee guida per le merci pericolose in
effetti esistono ma non sono sempre applicati o rispettati
adeguatamente.
Tuttavia, un numero sempre maggiore di armatori stanno
intraprendendo passi innovativi per affrontare la questione della
erronea dichiarazione del carico.
La capacità antincendio a bordo continua ad essere un
problema per le navi più grandi.
Se viene richiesta una notevole assistenza esterna per
controllare un incendio, è probabile che si verifichi un
significativo danno alla nave prima che essa avvenga, incrementando
considerevolmente le dimensioni della richiesta di risarcimento per
il salvataggio.
Nel contempo, la perdita di centinaia di contenitori fuori bordo
da una portacontainer di grandissime dimensioni all'inizio del 2019
ha fornito un promemoria in ordine al fatto che le merci pericolose,
fra cui i contenitori, sono uno dei più frequenti generatori
di richieste di risarcimento di danni nel settore delle
assicurazioni marittime, rappresentando una richiesta su cinque nel
giro di cinque anni.
L'inadeguato stivaggio ed ancoraggio del carico a bordo presenta
un serio rischio in condizioni di maltempo.
Il tetto alle emissioni è una problematica per i
caricatori
È probabile che il regolamento che limita le emissioni di
ossido di zolfo dal 2020 rappresenti una svolta per il settore del
trasporto marittimo con implicazioni di vasta portata in relazione
ai costi, alla conformità ed agli equipaggi.
È importante che il trasporto marittimo faccia la sua
parte in vista del conseguimento di un ambiente più
sostenibile ma occorre che ciò venga fatto in modo tale da
non sovraccaricare un settore già sotto pressione.
Gli assicuratori sono preoccupati riguardo al potenziale
incremento della frequenza e del costo delle richieste di
risarcimento per guasti ai macchinari in seguito all'introduzione
dei carburanti a basso contenuto di zolfo nel caso che la
transizione non venga gestita bene.
Esistono inoltre timori che l'incremento del costo di tali
carburanti possa indurre a risparmi sui costi in altre aree come la
formazione dell'equipaggio o la manutenzione.
C'è anche un potenziale di perturbazioni e ritardi nei
viaggi nel caso manchi il carburante conforme e compatibile in un
porto di bunkeraggio.
Il clima imprevedibile apporta nuovi scenari di perdite
Il settore dello shipping non è estraneo a condizioni
meteo estreme che restano un fattore in molti incidenti.
Il clima che cambia sta aprendo nuove potenziali rotte marittime
in zone alle quali precedentemente l'accesso era difficile come
l'Artico, cosa che induce preoccupazioni riguardo alle problematiche
relative al soccorso ed al salvataggio in occasione di un incidente
che coinvolga una grande nave in una località remota, così
come al potenziale impatto ambientale.
Sono stati riferiti 46 incidenti in mare nelle acque del Circolo
Polare Artico nel corso del 2018.
Allo stesso tempo, i modelli climatici che stanno cambiando
hanno comportato incidenti di arenamento e collisione negli Stati
Uniti conseguenti alle acque alte fuori stagione dopo le abbondanti
piogge estive, mentre il basso livello da record delle acque in
Europa nel Reno e nell'Elba hanno indotto perturbazioni nella
filiera distributiva.
La tecnologia sulla quale fare affidamento
L'uso in crescita della tecnologia di connessione nel settore
marittimo è un fattore positivo per la sicurezza personale e
le richieste di risarcimento.
Strumenti di navigazione elettronici, comunicazione bordo-terra
ed un maggiore uso dei sensori dispongono del potenziale per
migliorare la navigazione e contribuire ad evitare incidenti.
I sensori possono anche ridurre le richieste di risarcimento dei
danni ai macchinari attraverso il monitoraggio delle prestazioni ed
il tempestivo intervento, nonché contribuire a mitigare le
perdite del carico.
Peraltro, allo stesso tempo, gli incidenti continuano a
verificarsi a causa della eccessiva dipendenza dalla tecnologia: ad
esempio nei casi in cui i membri dell'equipaggio stanno al telefono
quando si verifica un evento di perdita.
Una generazione di marittimi è cresciuta confidando su
ciò che vedono sullo schermo ma è fondamentale che
l'equipaggio continui ad essere formato in modo appropriato e
sviluppi una solida comprensione degli elementi essenziali di una
corretta navigazione e della consapevolezza della situazione.
Automazione, navi senza equipaggio e rendicontazione
Continuano ad essere fatti progressi nel settore del trasporto
marittimo autonomo, in particolare nelle acque costiere e con navi
minori, e si prevede che tali sviluppi miglioreranno la sicurezza
personale nel trasporto marittimo.
Mentre ci saranno occorrenze in cui la tecnologia e
l'automazione potranno eliminare i pericoli per l'equipaggio,
l'innovazione non dovrebbe essere indotta soprattutto
dall'efficienza e dalla rendicontazione.
Si tratta di aspetti attuali riguardo alle grandi navi
portacontainer ed agli incendi ed alla scorretta dichiarazione del
carico: l'innovazione e la tecnologia non sono una panacea se non si
affrontano le cause che stanno all'origine degli incidenti e delle
perdite.
Individuazione delle esposizioni informatiche
I progressi tecnologici significano inoltre che le perdite
correlate all'informatica saranno una caratteristica sempre maggiore
delle richieste di risarcimento di danno marittimo d'ora in avanti.
Le compagnie di navigazione stanno rispondendo con un'impennata
di valutazioni della sicurezza informatica mentre alcuni
assicuratori puntano a chiarire le cosiddette esposizioni
"silenziose".
Occorre predisporre un numero maggiore di piani di emergenza e
di sistemi di prova dello stress al fine di opporsi al crescente
numero di scenari di perdite come i ricatti.
Le minacce alla sicurezza si evolvono e sfidano
I rischi politici restano elevati in tutto il mondo e presentano
sempre più una minaccia per il trasporto marittimo, i
traffici e le filiere distributive attraverso conflitti, dispute
territoriali, attacchi informatici, sanzioni e, naturalmente, la
pirateria.
Gli incidenti dovuti alla pirateria si sono incrementati l'anno
scorso e la Nigeria ha rimpiazzato l'Indonesia quale principale
punto caldo del mondo.
La Nigeria, e nello specifico Lagos, è anche la località
del più alto numero di incidenti riferiti in relazione ai
clandestini: un problema risalente per gli armatori, che adesso sta
comportando problemi anche per le navi mercantili, indotti dalla
persistente crisi dei migranti.
I soccorsi ai clandestini ed ai migranti in mare possono avere
serie conseguenze per gli armatori, causando ritardi e deviazioni e
mettendo sotto pressione i membri dell'equipaggio, mentre il
rimpatrio rappresenta una procedura complessa.
* * *
Per leggere l'intero rapporto, consultare il sito:
- Via Raffaele Paolucci 17r/19r - 16129 Genova - ITALIA
tel.: 010.2462122, fax: 010.2516768, e-mail
Partita iva: 03532950106
Registrazione Stampa 33/96 Tribunale di Genova
Direttore responsabile Bruno Bellio Vietata la riproduzione, anche parziale, senza l'esplicito consenso dell'editore